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Le visioni dell’aldilà di suor Faustina Kowalska ci aprono uno squarcio sorprendente sui misteri dell’inferno, del purgatorio e del paradiso.
In questo articolo, esploriamo insieme le esperienze mistiche di una giovane suora polacca, destinata a diventare la grande apostola della Divina Misericordia.
Accompagnata dal suo Angelo Custode, suor Faustina ha visto da vicino le sofferenze delle anime purganti, l’oscurità e i tormenti dell’inferno, ma anche l’infinita beatitudine del paradiso.
Attraverso le sue visioni, scopriamo il valore del perdono, della preghiera e dell’amore di Dio, unico ponte tra la sofferenza e la salvezza.
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Le visioni dell’aldilà di suor Faustina Kowalska
di MARIA AMATA DI LORENZO

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Il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio
«Vidi l’Angelo Custode, che mi ordinò di seguirlo. In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante.
«E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio.
«Avrei voluto parlare più a lungo con loro, ma il mio Angelo Custode mi fece cenno d’uscire.
«Ed uscimmo dalla porta di quella prigione di dolore.
«Udii nel mio intimo una voce che disse: La Mia Misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia”».
Ti ho fatto leggere un brano tratto dalle visioni dell’aldilà di suor Faustina Kowalska.
Forse già conosci il diario che raccoglie le sue esperienze mistiche, dal titolo “La misericordia divina nella mia anima”. È un best-seller mondiale che ha venduto milioni di copie, ed è una lettura spirituale davvero importante, di grande nutrimento per la nostra anima.
Suor Faustina Kowalska è stata una figura molto amata da Giovanni Paolo II: quando era ragazzo, negli anni appena successivi alla morte di lei si fermava di frequente nel convento dove questa suora era vissuta e dove era morta in concetto di santità, nell’ottobre 1938.
Karol Wojtyła, negli anni Quaranta, giovane operaio e seminarista clandestino si fermava spesso a pregare lì, mentre si recava a lavorare nella fabbrica Solvay, lungo la strada si fermava in quel monastero che oggi è il grande santuario della Divina Misericordia a Lagiewniki.
È stato proprio lui, Giovanni Paolo II, salito un giorno al soglio pontificio, a scrivere un’enciclica, Dives in Misericordia, la seconda del suo pontificato, interamente dedicata alla devozione da lui appresa dall’umile suora polacca.
Ed è stato sempre lui che l’ha dichiarata prima beata, il 18 aprile 1993, e poi santa, il 30 aprile 2000, davanti a una folla di oltre duecentomila pellegrini convenuti a piazza San Pietro. In quell’occasione il Papa stabilì per la prima volta la festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella seconda domenica di Pasqua.
Santa Faustina Kowalska è stata la grande apostola della Divina Misericordia. Era un’umile suora conversa destinata sempre alle mansioni più infime, incompresa dalle sue superiori e continuamente punzecchiata dalle sue consorelle. Fra molti sospetti e tribolazioni, riuscì a sviluppare una straordinaria unione mistica con Dio, che l’arricchì di doni eccezionali come le visioni, le stimmate nascoste, la partecipazione alla Passione di Cristo, il dono della profezia e del discernimento delle anime, e il carisma di intercessione per gli spiriti purganti.
Faustina, accompagnata da un angelo, visitò l’aldilà.
Il 20 ottobre 1936 la santa nel suo diario annota il viaggio che aveva appena compiuto negli abissi dell’inferno.
«È un luogo di grandi tormenti – racconta suor Faustina – per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall’ira di Dio; la quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie.
«Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall’altro.
Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l’onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l’eternità.
«Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia.
«Io, suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è. Ho l’ordine da Dio di lasciarlo per iscritto.
«Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno».
«Oggi in ispirito sono stata in paradiso…»
Anche la Santa Vergine Maria compare nelle frequenti visioni dell’aldilà, e in questo modo Faustina scopre il ruolo straordinario che ha la Madre della Misericordia per le anime purganti.
Scrive suor Faustina: «Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio. Le anime chiamano Maria “Stella del Mare”. Ella reca loro refrigerio».
Dio concede a Suor Faustina anche il singolare privilegio di visitare il paradiso.
E lei il 27 novembre di quello stesso anno annota nel suo diario:
«Oggi in ispirito sono stata in paradiso e ho visto l’inconcepibile bellezza e felicità che ci attende dopo la morte. Ho visto come tutte le creature rendono incessantemente onore e gloria a Dio. Ho visto quanto è grande la felicità in Dio, che si riversa su tutte le creature, rendendole felici.
«Poi ogni gloria ed onore che ha reso felici le creature ritorna alla sorgente ed esse entrano nella profondità di Dio, contemplano la vita interiore di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, che non riusciranno mai né a capire né a sviscerare.
«Questa sorgente di felicità è immutabile nella sua essenza, ma sempre nuova e scaturisce per la beatitudine di tutte le creature. Comprendo ora San Paolo che ha detto: “Occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrò nel cuore d’uomo ciò che Dio prepara per coloro che Lo amano”.
E santa Faustina conclude, e su queste parole io ti invito a riflettere:
«E Dio mi fece conoscere la sola ed unica cosa che ai Suoi occhi ha un valore infinito e questa è l’amore di Dio, l’amore, l’amore ed ancora una volta l’amore».
Se queste riflessioni ti hanno aperto uno spiraglio sul mistero dell’eternità, ti invito a proseguire questo cammino. Perché la vita oltre la vita, la voce dei santi e le esperienze mistiche non sono così lontane da noi: sono semi che ancora oggi possono germogliare. Nei miei libri dedicati alla spiritualità cattolica e alle vite dei santi ho voluto custodire questi semi, perché possano fiorire anche nel cuore di chi legge. Li trovi qui.
Ricorda: ogni pagina che parla di fede è una porta aperta verso l’eterno. Ogni storia di speranza ci ricorda che anche le nostre ombre possono diventare luce.
Non sei d’accordo?
Per noi è difficile talvolta affrontare questo argomento. Io l’ho sperimentato. Perché il tema della morte, dell’aldilà. del purgatorio, non è qualcosa che si possa affrontare a cuor leggero, e abbiamo la tentazione di metterlo da parte, di non volerci pensare mai. Ma la realtà non cambia. E l’esperienza del lutto, dei ripetuti lutti come è successo a me, sta lì a ricordarlo.
È successo anche a te? Scrivilo sotto nei commenti o, se vuoi, raccontamelo in una mail, che leggerò come un dono prezioso. Sono una scrittrice sensibile alle storie vere, e so che le cose non accadono mai per caso.
Sappiamo infatti con luminosa certezza che la vita di ciascuno di noi può essere esplorata e trasformata: le ferite, le nostalgie, le ombre che portiamo dentro possono diventare materia di bellezza e forza.
Così ho creato il percorso online Il Cuore nella Penna in cui accompagno chi desidera accogliere queste parti di sé, trasformando anche i sentimenti difficili in consapevolezza e armonia, così che ogni emozione, anche la più complessa, possa riflettersi in luce e crescita interiore. Scoprilo qui.
Come una scrittura che dà voce ai sentimenti più nascosti, ogni passo di cura e attenzione verso noi stessi può rivelare la bellezza silenziosa che abita dentro di noi.

UNA STANZA TUTTA PER NOI
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Ci sono dei luoghi che non esistono sulle mappe.
Sono stanze interiori, dove possiamo finalmente abbassare la voce, lasciare andare per un momento ciò che il mondo si aspetta da noi e tornare ad ascoltare ciò che ci abita.
Una stanza tutta per noi nasce per questo.
È una lettera che arriva di tanto in tanto, senza fretta e senza rumore, per condividere pensieri, parole, immagini, storie, libri, intuizioni e piccole scoperte.
Uno spazio per chi ama la profondità, la bellezza, la sensibilità e quelle parti di sé che spesso, nella vita quotidiana, non trovano abbastanza spazio.
Se senti che questa può essere anche la tua stanza, entra.
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CHI SONO
Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e la mia vita è dedicata alle parole che guariscono. Le uso per raccontare storie, per accompagnare gli altri e per trasformare. Scrivo infatti opere per l’editoria, il cinema e il teatro e, con la stessa sensibilità, sostengo le persone nei loro percorsi di crescita personale e creativa.
Scopri di più leggendo qui.
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