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«Un romanzo che è un viaggio nei sentimenti e nei silenzi. Adriana è una voce potente, autentica, che parla a tutte le donne.
Ogni pagina mi ha toccato il cuore. Ho pianto e riflettuto a lungo sulla mia vita.
Un capolavoro che consiglio a chiunque ami i romanzi che fanno pensare.»
— Anna Maria R.
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*Maria Amata Di Lorenzo
LA SERA SI FA SERA
Romanzo
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Un’indimenticabile infanzia nell’isola a forma di cuore.
Una struggente storia d’amore nello scenario incantevole della Sicilia degli anni Sessanta.
Un passato oscuramente legato al presente col filo doppio di un segreto inconfessabile.
Un viaggio fisico ed emotivo attraverso la malattia e il dolore, per riscoprire la forza di una rinascita esistenziale, imprevedibile e desiderata, come la vita.
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Il romanzo
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Ci sono verità che chiedono una vita intera prima di trovare voce. E quando arriva il momento, spesso è sera. Ma è proprio lì, in quell’ora che si fa più quieta, che le parole finalmente si lasciano dire.
Sullo sfondo di una Sicilia antica e immobile, La sera si fa sera è il racconto intimo e lucido di una donna che, alla fine del suo tempo, trova finalmente il coraggio di raccontarsi.
Adriana, concertista mancata e madre silenziosa, scrive una lunga lettera alla figlia, una sorta di testamento dell’anima, in cui fa affiorare i nodi, le ferite, i desideri taciuti, le scelte non fatte.
È il tentativo di ricucire un legame, quello con la figlia, logorato dal non detto e da una lunga, ostinata protezione fatta di silenzi. Ma è anche un ritorno alla propria verità, che scorre come un fiume carsico sotto le giornate vissute a mezza voce, sempre con il “pedale di sinistra” premuto, come si fa con i pianoforti per smorzare il suono e non disturbare.
Con uno stile delicato e intenso, La sera si fa sera non è solo un racconto familiare: è una meditazione sul tempo, sulla maternità, sul disamore, sull’eredità delle donne, sul diritto di dire finalmente “questa sono io”.
Nelle pagine del romanzo, le donne di una famiglia si susseguono come echi, portando il peso di un’esistenza fatta di fatica, doveri, rinunce. Una memoria che si fa corpo, sangue, eredità invisibile.
Questo è un romanzo da leggere in silenzio, come una lunga confessione scritta a lume di candela, per riconoscersi, forse, in uno di quei giorni in cui il passato torna a bussare, e chiede di essere ascoltato.
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Cosa dice la critica
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La mano si posa sulla corteccia dell’albero. Trema al suo tocco. Sente il calore della linfa che corre. È una di quelle giornate siciliane in cui la luce brilla indecentemente, e in cui ogni cosa trasmigra nell’altra, rivelando l’unicità del tutto, la segreta assonanza di ogni elemento dell’universo.
Adriana solleva lo sguardo. Gibilmanna è ai suoi piedi, scoscende fino al mare, fa galoppare il cuore verso l’azzurro. Tutto sembra ora solo un sogno. La malattia, il passato, le parole non dette. Per pudore, per dolore, per paura.
Resta questo tempo che – lo sa – non è che una concessione breve del destino. Un’ultima occasione per svelare, per ricucire gli strappi della vita, per confessare a sua figlia che, forse, non sono solo i vivi a non voler essere lasciati. Ma soprattutto i morti. O coloro che stanno per morire.
Così scrive.
Non per ottenere qualcosa, non per essere perdonata, non per giustificarsi. Ma per ricordare a chi resta che l’unico destino a cui siamo chiamati è la compassione. Anche quando la vita scorre senza rivelare lutti nascosti, nascite proibite, amori senza futuro. Anche quando è conveniente non dire, fare finta di nulla, cedere ai rituali della compostezza e della buona creanza. Anche allora, ci salva solo quell’essere col dolore dell’altro, con il suo peccato, con la sua miseria.
Il romanzo di Maria Amata Di Lorenzo è un meraviglioso e potente racconto di una madre. E di una figlia che fugge senza sapere che il suo vero destino è amare quella madre e quella storia che la madre le racconta. Riconciliandosi con l’idea che ciascuno di noi non entra davvero nel significato dell’esistenza se non accoglie l’altro, se non ama i suoi errori.
Maria Amata Di Lorenzo ci consegna una voce di donna intensissima, composta, poetica. Una melodia che si dipana maestosa, rivelando tocco dopo tocco la complessità delle relazioni umane, le attese, l’amore che non riesce a compiersi se non dopo un’intera storia da raccontare.
Con una lingua che è ora epistolario, ora cronaca degli anni sessanta, ora rassegna cadenzata e straziata della vita che cambia, segna il cuore di chi legge, resta a dimorare in esso, a mettere radici.
– Recensione critica di Simona Lo Iacono
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Cosa dicono i lettori
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“È il miglior romanzo di questi anni”
Da molto tempo non mi capitava di leggere qualcosa capace di entusiasmarmi e di commuovermi con tanta intensità emotiva fino alle fibre più profonde del mio essere, e del mio essere donna. È un romanzo, questo, che raccomando in primo luogo a tutte le donne, ma non solo a loro, giacché il suo linguaggio è universale e parla al cuore e alla mente degli uomini e delle donne di questo terzo millennio. Non esito a definire “La sera si fa sera” il miglior romanzo di questi anni e non mi meraviglierei affatto se dovesse diventare il best-seller italiano degli anni duemila. È un romanzo davvero bellissimo.
– Angelica M.
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“Rimane dentro…”
Adriana è un personaggio che rimane dentro, una donna che ha vissuto la vita come una melodia sommessa e ora ci regala la sua verità. È un romanzo che parla di famiglie, di amore e di perdono. Ho sentito la voce della mia stessa madre in alcune pagine.
– Sebastiano L.
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“Mi ha lasciato un segno indelebile nel cuore…”
Non è facile, dopo averlo letto, scrivere una recensione, perché è talmente bello che non riesci a trovare le parole giuste e all’altezza di questo piccolo capolavoro. Libro letto per puro caso, mi ha lasciato un segno indelebile nel cuore. Rimarrà tra i miei indimenticabili. Questo libro è vera poesia.
– Stefania D.
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“Grazie per aver scritto questo gioiello!”
Non leggevo un libro così intenso e poetico da anni. ‘La sera si fa sera’ è un inno alla verità e alla forza delle donne. Grazie per aver scritto questo gioiello!
– Roberta C.
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“Anche dopo aver chiuso le pagine del libro, lo porto con me…”
Com’è bello sapere che esistono ancora scrittori capaci di scrivere un romanzo come questo, è assolutamente bello, bellissimo questo romanzo, non ho parole per descriverlo… Questa storia mi è rimasta dentro, anche dopo aver chiuso le pagine del libro, lo porto con me, e non può essere diversamente, è troppo intensa, troppo ricca di doni. Sì, questa è proprio una storia da cui si esce arricchiti leggendola, e non capita tutti i giorni una cosa così, perciò la consiglio a tutti, leggetela.
C’è tanta poesia dentro, c’è il sapore della vita, ci sono le riflessioni e i sentimenti, ci sono sessanta anni di storia italiana sullo sfondo di vicende agrodolci di una famiglia siciliana, dal dopoguerra ai giorni nostri. Scrittura al top, l’autrice è una fuoriclasse con la penna, sa veramente scrivere, sa raccontare, sa farti vivere ogni singola emozione come se ne facessi parte anche tu, e questo è il sigillo dei veri scrittori.
Il finale è aperto, ed è la cosa più bella, tu hai tutto il tempo di ricapitolare dentro te stesso l’intera storia e di capirne i nessi e gli snodi che magari prima non avevi colto, è un finale magico secondo me, perché ti rende da lettore anche un po’ protagonista, devi riflettere su quello che hai letto, e poi tirare le somme, e allora ti accorgi che ti ha lasciato dentro qualcosa, e questo qualcosa è la magia della vita.
– Petra G.
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Questo libro è stato scritto interamente dall’autrice, senza alcun supporto di intelligenza artificiale. È nato da notti in bianco e da giorni pieni di parole cercate con cura, con una dedizione autentica e profonda.
Immergiti in queste pagine ricche d’ispirazione.
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