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Susan Sontag e la terra ignota della sofferenza

Posted on 8 Febbraio 20253 Settembre 2026 by Amata

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Nella vita arriva sempre il giorno in cui siamo costretti a vivere in una terra metaforicamente sconosciuta, che richiede un doppio passaporto.

È quando ci addentriamo nel lato notturno della vita e abbiamo bisogno di comprendere e andare avanti, magari un po’ a tentoni, brancolando nel buio, ma con coraggio e scoprendo in noi una resilienza che non sapevamo di avere.

Inizia la tua giornata con una riflessione suggerita da Susan Sontag.

Le sue parole ti aiutano a riflettere sulla bellezza della vita e sulle sfide che essa comporta, scoprendo che attraverso di esse possiamo crescere, imparare e scoprire nuove profondità in noi stessi.

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Ritratto di Susan Sontag per la rubrica "Albacuore" con riflessioni di Maria Amata Di Lorenzo

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Susan Sontag e la terra ignota della sofferenza

di MARIA AMATA DI LORENZO

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copertina del podcast AlbacuoreSono una scrittrice che ama prima di tutto leggere, e  non mi stanco mai di rileggere brani di autori che adoro. Mi piace farmi attraversare dalle loro parole, farmi interrogare dai loro pensieri. Così ho creato questa serie, Albacuore, per parlare di riflessioni letterarie, crescita personale e spiritualità. Albacuore è il mio – e anche il tuo – rifugio di ispirazione e di bellezza. Perché l’ho creato proprio per te, che sei un’anima sensibile.

Nella vita arriva sempre il giorno in cui siamo costretti a vivere in una terra metaforicamente sconosciuta, che richiede un doppio passaporto.

È quando ci addentriamo nel lato notturno della vita e abbiamo bisogno di comprendere e andare avanti, magari un po’ a tentoni, brancolando nel buio, ma con coraggio e scoprendo in noi una resilienza che non sapevamo di avere.

Oggi ho il piacere di condividere con te una riflessione profonda di Susan Sontag, una delle figure più influenti del panorama culturale e intellettuale del XX secolo, nota per la sua capacità di esplorare temi complessi del vivere attraverso una prosa penetrante e acuta.

Dopo aver letto queste parole, vorrei invitarti a riflettere su ciò che possono significare per te.

“La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno della salute e in quello della malattia. Preferiremmo tutti servirci soltanto del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell’altro paese.”

Susan Sontag offre una prospettiva profonda sulla natura della malattia e della salute, paragonandole a due città in cui ogni individuo possiede una doppia cittadinanza.

Questa metafora suggerisce che la malattia è un aspetto inevitabile e intrinseco della vita umana, un territorio oscuro e sconosciuto che tutti, prima o poi, sono costretti a visitare.

Il riconoscimento di questa “cittadinanza” nella malattia è accompagnato da una serie di riflessioni esistenziali. Innanzitutto, c’è un senso di vulnerabilità e incertezza nel confrontarsi con la propria salute e la possibilità di malattia. Nonostante la nostra preferenza per il “passaporto buono” della salute, la realtà della malattia ci costringe a confrontarci con la nostra fragilità e finitezza.

Inoltre, il concetto di doppia cittadinanza suggerisce una dualità intrinseca nell’esperienza umana, una tensione tra la vitalità e la fragilità, la luce e l’oscurità. Questa dualità può suscitare riflessioni sulla natura della vita stessa: è caratterizzata dalla salute o dalla malattia, dall’energia o dall’esaurimento, dalla gioia o dal dolore?

Infine, il fatto che ognuno sia costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino della “città” della malattia suggerisce un senso di inevitabilità e universalità dell’esperienza della malattia. Nessuno è immune dalla possibilità di essere colpito da un male, e questo ci rende tutti ugualmente vulnerabili e umani.

Le parole di Susan Sontag sembrano risuonare con altre parole che ho qui davanti a me:

“Il mistero del dolore, che spesso fa pensare ad un Dio crudele o inesistente!
Eppure, dopo, nel Regno, comprenderete il valore di tale sentimento e renderete grazie per averlo vissuto.”

Chi ha detto queste parole? Il Maestro che parla al cuore, in un prezioso manoscritto dettato a un’anima eletta.

Apprendere la resilienza

La malattia, in tutte le sue forme, è una parte ineludibile della nostra esistenza. Non importa quanto possiamo desiderare mantenere il “passaporto buono” della salute, prima o poi, tutti noi ci troviamo a fare un viaggio nella “cittadinanza” della malattia.

Questo non significa che dobbiamo accettare passivamente la malattia come destino, ma piuttosto che dobbiamo riconoscere che la vita è una danza tra la salute e la malattia, tra la luce del giorno e il lato notturno.

La malattia non solo ci rende consapevoli della nostra vulnerabilità, ma può anche insegnarci molte lezioni preziose.

In quei momenti in cui ci troviamo nella “cittadinanza” della malattia, possiamo scoprire una profonda empatia per gli altri, un maggiore apprezzamento per la salute quando ritorna e una crescente compassione verso coloro che affrontano sfide simili.

Non sei d’accordo?

Per noi è difficile talvolta affrontare questa situazione di vita. Io l’ho sperimentato. Quando sono stata in ospedale ho visto un mondo sconosciuto e dolente, e dentro di me hanno trovato spazio molti pensieri sull’esistenza umana, la mia e degli altri, e su quello che in definitiva conta davvero.

È successo anche a te? Scrivilo sotto nei commenti o, se vuoi, raccontamelo in una mail, che leggerò come un dono prezioso. Sono una scrittrice sensibile alle storie vere, e so che le cose non accadono mai per caso.

La malattia può rafforzare la nostra resilienza e la nostra determinazione a vivere appieno ogni momento. Quindi, cara anima, quando ti troverai a navigare nel “lato notturno” della vita, ricorda che non sei la sola a farlo.

Tutti noi condividiamo questa doppia cittadinanza, e attraverso le sfide che essa comporta, possiamo crescere, imparare e scoprire nuove profondità in noi stessi.

A volte basta un pensiero, una parola, per aprire uno spazio nuovo nel cuore. Ogni lettura è un seme, ma è nella cura quotidiana che sboccia un giardino interiore.

Sappiamo infatti con luminosa certezza che la vita di ciascuno di noi può essere esplorata e trasformata: le ferite, le nostalgie, le ombre che portiamo dentro possono diventare materia di bellezza e forza.

Così ho creato il percorso online Il Cuore nella Penna in cui accompagno chi desidera accogliere queste parti di sé, trasformando anche i sentimenti difficili in consapevolezza e armonia, così che ogni emozione, anche la più complessa, possa riflettersi in luce e crescita interiore. Scoprilo qui.

Come una scrittura che dà voce ai sentimenti più nascosti, ogni passo di cura e attenzione verso noi stessi può rivelare la bellezza silenziosa che abita dentro di noi.

Ricorda: ciò che nutri dentro di te diventa il giardino in cui respiri domani.

UNA STANZA TUTTA PER NOI

*

Ci sono dei luoghi che non esistono sulle mappe.

Sono stanze interiori, dove possiamo finalmente abbassare la voce, lasciare andare per un momento ciò che il mondo si aspetta da noi e tornare ad ascoltare ciò che ci abita.

Una stanza tutta per noi  nasce per questo.

È una lettera che arriva di tanto in tanto, senza fretta e senza rumore, per condividere pensieri, parole, immagini, storie, libri, intuizioni e piccole scoperte.

Uno spazio per chi ama la profondità, la bellezza, la sensibilità e quelle parti di sé che spesso, nella vita quotidiana, non trovano abbastanza spazio.

Se senti che questa può essere anche la tua stanza, entra.

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ritratto di Maria Amata Di Lorenzo

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e la mia vita è dedicata alle parole che guariscono. Le uso per raccontare storie, per accompagnare gli altri e per trasformare. Scrivo infatti opere per l’editoria, il cinema e il teatro e, con la stessa sensibilità, sostengo le persone nei loro percorsi di crescita personale e creativa.

Scopri di più leggendo qui.

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