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La vita è un gioco di scacchi e noi siamo i pezzi disposti sulla scacchiera, mossi da forze che spesso sfuggono al nostro controllo.
Ma che cosa succede quando le regole non bastano più?
Quando ci troviamo a dover scegliere il nostro percorso, fuori dagli schemi?
Inizia la tua giornata con una riflessione suggerita da Martín López-Vega.
Le sue parole ti aiutano a riflettere sulla bellezza e sulla complessità delle relazioni umane. E sulle domande che spesso ci poniamo riguardo all’amore e alla connessione con gli altri.
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Martín López-Vega: il gioco degli scacchi svela la vita
di MARIA AMATA DI LORENZO
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Sono una scrittrice che ama prima di tutto leggere, e non mi stanco mai di rileggere brani di autori che adoro. Mi piace farmi attraversare dalle loro parole, farmi interrogare dai loro pensieri. Così ho creato questa serie, Albacuore, per parlare di riflessioni letterarie, crescita personale e spiritualità. Albacuore è il mio – e anche il tuo – rifugio di ispirazione e di bellezza. Perché l’ho creato proprio per te, che sei un’anima sensibile.
Nella vita come nel gioco degli scacchi, ci sono delle regole da seguire, ma la regina, simbolo di potere e libertà, ha il privilegio di fare e disfare a suo piacimento.
Eppure, è il pedone che incarna la vera essenza dell’esistenza umana, con la sua umiltà e la sua determinazione a muoversi avanti nonostante le difficoltà.
Simbolicamente la sua figura ci insegna a resistere alle avversità, a crescere e a progredire lungo il nostro cammino.
Oggi ho il piacere di condividere con te una poesia di Martín López-Vega, un poeta spagnolo tra le voci più interessanti della poesia contemporanea (è nato nel ’75).
La sua scrittura ha un tono meditativo ed è caratterizzata da una profonda sensibilità verso le questioni esistenziali.
Dopo aver letto queste parole, vorrei invitarti a riflettere su ciò che possono significare per te.
“Dice: – Gli scacchi hanno regole certe.
Il re è legato mani e piedi,
è la regina che fa e disfà a suo piacimento.
Io preferisco la vita diagonale del pedone.
Negli scacchi non muore di rabbia il cavallo,
non c’è una rivolta di pedoni
né è possibile la follia passeggera
di un alfiere che uccide i suoi o se stesso
per disperazione o per amore.
E così accade che i pezzi rispondono
a un disegno esterno, alla mano che li muove.
Umano è soltanto l’arrocco,
il nascondersi quando fuggire non è possibile…”*
La poesia di Martín López-Vega usa il gioco degli scacchi come metafora per esplorare temi profondi dell’esistenza umana.
Se conosci un po’ il gioco degli scacchi sai che ogni pezzo sulla scacchiera può rappresentare un aspetto della vita, le regole e le limitazioni che ci vengono imposte, e le reazioni umane a queste imposizioni.
Negli scacchi esistono regole rigide e definite. Il re, nonostante sia la figura più importante, è limitato nei suoi movimenti, simboleggiando forse la rigidità delle istituzioni o delle figure di potere che, pur essendo al vertice, hanno poca libertà di azione.
La regina, invece, con la sua libertà di movimento, rappresenta una forza dinamica e decisiva, simbolo di potere e influenza.
“Io preferisco la vita diagonale del pedone“, dice il poeta.
Il pedone è il pezzo più umile e meno potente, ma ha la capacità di muoversi in diagonale in situazioni speciali (la cattura en passant). Questo movimento in diagonale è simbolo di un percorso non lineare, fatto di deviazioni e di scelte insolite, che porta a una trasformazione e crescita personale.
“Negli scacchi non muore di rabbia il cavallo, non c’è una rivolta di pedoni né è possibile la follia passeggera di un alfiere che uccide i suoi o se stesso per disperazione o per amore.”
La prevedibilità degli scacchi si pone in contrasto con l’imprevedibilità della vita umana.
Negli scacchi, ogni pezzo segue le regole, senza emozioni o ribellioni. Non c’è spazio per la rabbia del cavallo, la rivolta dei pedoni, o l’alfiere che agisce per amore o disperazione.
Nella vita reale, però, queste emozioni e azioni imprevedibili sono parte integrante dell’esperienza umana.
López-Vega ci ricorda che negli scacchi, i pezzi non hanno volontà propria ma seguono le decisioni di un giocatore esterno. A volte succede che nella vita spesso anche noi ci sentiamo mossi da forze esterne, siano esse il destino, la società, o altri condizionamenti che ci limitano.
“Umano è soltanto l’arrocco – conclude López-Vega – , il nascondersi quando fuggire non è possibile…”
Cosa vuol dire?
L’arrocco è una mossa speciale negli scacchi che permette di proteggere il re spostando contemporaneamente una torre. Questa mossa metaforicamente può simboleggiare l’umanità nel proprio ricercare un rifugio e protezione quando ci si sente minacciati.
È un atto di strategia e di prudenza, molto umano, che riflette il nostro istinto di sopravvivenza e la nostra capacità di adattarci a situazioni difficili.
Le parole di Martín López-Vega sembrano risuonare con altre parole che ho qui davanti a me:
“Voi, prima di entrare nella materia, ovvero prima del concepimento, avete una visione con gli occhi spirituali sulla quantità di prove che potrete scegliere, guardando avanti a voi il vostro infinito.
Tutto ciò che avete chiesto prima di penetrare con l’anima la materia e lo avete, entrati nella materia, dimenticato. Ed è cominciata per voi la vita terrena che è la strada verso la Vita dello spirito.
Che vale allora ciò che passa, quando per voi c’è un mondo di eterna felicità?
Voi non siete eterni, poiché avete un principio, ma la felicità è eterna, poiché è il Regno”.
Chi ha detto queste parole? Il Maestro che parla al cuore, in un prezioso manoscritto dettato a un’anima eletta.
La vera bellezza
Nella vita spesso ci troviamo a seguire percorsi stabiliti e a rispondere a forze al di fuori del nostro controllo. Tuttavia, come il pedone che si muove in diagonale o il re che si arrocca, abbiamo anche la capacità di trovare modi innovativi per navigare attraverso le difficoltà e di cercare rifugio quando necessario.
Dobbiamo riconoscere che ci sono strutture rigide che governano la nostra vita, ma anche mettere a frutto e celebrare le nostre capacità umane di adattamento, ribellione e trasformazione.
Non sei d’accordo anche tu?
Sicuramente questo potrebbe essere non così facile da vivere. Ne ho fatto esperienza anch’io, quando mi sono scontrata con le asprezze della vita e mi sono sentita come in una gabbia dove la regole erano gli altri a dettarle ed io, chiusa in un angolo, mi sentivo come una pedina inerme sulla scacchiera, senza possibilità di muovermi e di poter dare scacco matto al destino.
È successo anche a te? Scrivilo sotto nei commenti o, se vuoi, raccontamelo in una mail, che leggerò come un dono prezioso. Sono una scrittrice sensibile alle storie vere, e so che le cose non accadono mai per caso.
Come ci insegna la poesia di López-Vega il dualismo tra controllo esterno e resistenza personale è al cuore dell’esperienza umana, rendendo ogni individuo un giocatore unico in una partita complessa e imprevedibile.
La vita, come il pedone sulla scacchiera, procede diagonalmente, in un movimento che non sempre è diretto, ma che comunque porta sempre con sé la possibilità di crescita e trasformazione.
È nella sua linearità apparentemente limitata che risiede la vera bellezza, poiché ogni passo, ogni decisione, sono intrisi di significato e portatori di nuove prospettive.
Così, anche noi siamo invitati a riflettere sul nostro modo di vivere, sulla nostra capacità di affrontare le sfide e di abbracciare le gioie che la vita ci offre, muovendo i pezzi con intelligenza e con grazia sulla scacchiera della nostra esistenza.
A volte basta un pensiero, una parola, per aprire uno spazio nuovo nel cuore. Ogni lettura è un seme, ma è nella cura quotidiana che sboccia un giardino interiore.
Sappiamo infatti con luminosa certezza che la vita di ciascuno di noi può essere esplorata e trasformata: le ferite, le nostalgie, le ombre che portiamo dentro possono diventare materia di bellezza e forza.
Così ho creato il percorso online Il Cuore nella Penna in cui accompagno chi desidera accogliere queste parti di sé, trasformando anche i sentimenti difficili in consapevolezza e armonia, così che ogni emozione, anche la più complessa, possa riflettersi in luce e crescita interiore. Scoprilo qui.
Come una scrittura che dà voce ai sentimenti più nascosti, ogni passo di cura e attenzione verso noi stessi può rivelare la bellezza silenziosa che abita dentro di noi.
Ricorda: ciò che nutri dentro di te diventa il giardino in cui respiri domani.

UNA STANZA TUTTA PER NOI
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Ci sono dei luoghi che non esistono sulle mappe.
Sono stanze interiori, dove possiamo finalmente abbassare la voce, lasciare andare per un momento ciò che il mondo si aspetta da noi e tornare ad ascoltare ciò che ci abita.
Una stanza tutta per noi nasce per questo.
È una lettera che arriva di tanto in tanto, senza fretta e senza rumore, per condividere pensieri, parole, immagini, storie, libri, intuizioni e piccole scoperte.
Uno spazio per chi ama la profondità, la bellezza, la sensibilità e quelle parti di sé che spesso, nella vita quotidiana, non trovano abbastanza spazio.
Se senti che questa può essere anche la tua stanza, entra.
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CHI SONO
Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e la mia vita è dedicata alle parole che guariscono. Le uso per raccontare storie, per accompagnare gli altri e per trasformare. Scrivo infatti opere per l’editoria, il cinema e il teatro e, con la stessa sensibilità, sostengo le persone nei loro percorsi di crescita personale e creativa.
Scopri di più leggendo qui.
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