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Esistono domande che ci portiamo dentro in silenzio, come un sottofondo che emerge solo quando la vita ci mette alla prova: C’è qualcosa oltre questa vita? Che fine fanno i nostri cari che se ne sono andati?
Viviamo in una società che spesso evita di parlarne, eppure la morte è una realtà inevitabile. Quando tocca noi o chi amiamo, ci lascia con un vuoto che sembra impossibile da colmare.
Da questo vuoto, però, può nascere una ricerca, un nuovo sguardo verso la possibilità dell’aldilà. Questo è il viaggio che “Carezze dall’aldilà” ti invita a intraprendere, esplorando storie, esperienze e riflessioni che cercano di gettare luce su ciò che potrebbe aspettarci oltre la soglia.
Scopri il racconto completo e lasciati guidare in questa prima puntata.
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C’è vita oltre la vita?
di MARIA AMATA DI LORENZO
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La morte è il grande passaggio verso quella vita che, in tanti di noi, ignoriamo.
Viviamo in una società che ha fatto della morte un tabù, qualcosa di cui non si deve parlare, qualcosa da rimuovere. La morte fa tutt’uno con Dio. Entrambi sono stati sfrattati dall’orizzonte dell’uomo moderno.
E tu puoi vivere per un lungo periodo di tempo senza mai pensare alla morte, a Dio, all’esistenza o meno dell’aldilà. Puoi vivere così per molto tempo, ma poi quel giorno arriva.
È il giorno in cui qualcuno a te molto vicino, molto caro, si ammala e muore. Oppure perde la vita in un incidente. Oppure, fatto ancor più straziante, mette fine lui stesso alla propria vita.
E ti lascia con le tue domande inespresse, con il vuoto dentro, con gli occhi bruciati dal pianto, con un malessere che non sai neppure tu che nome dargli. Ti mancano le parole. Ti manca la terra sotto i piedi.
All’improvviso la morte non è una cosa cinematografica, non è roba da romanzi, non sono storie raccontate in tv, è qualcosa che ti sta toccando molto da vicino, e tu ci devi fare i conti. Da questo farci i conti nasce il lutto. E dal lutto può nascere una consapevolezza nuova.
Quella che ti fa pensare: ma c’è qualcosa oltre noi oppure finisce tutto qui?
Questa è la domanda delle domande.
Ed è per provare a rispondere a questa domanda che ho creato “Carezze dall’aldilà”, un ciclo di puntate in cui cercare di fare luce sul buio che ci circonda con le storie e anche i segreti che, per divina permissione, ci sono stati rivelati sull’aldilà.
Io ve lo devo confessare, sono stata una bambina che ha conosciuto lutti precoci. Gli altri miei coetanei ricordo che avevano i loro nonni con cui trascorrere i pomeriggi, e farsi viziare da loro, farsi preparare le merende e accogliere i loro baci sulla fronte. Io non avevo nessuno.
Erano morti.
E quelle braccia protese verso di me in un caldo abbraccio, quelle mani rugose fra i miei capelli in tenere carezze io non le ho sentite mai, soltanto immaginate. Quel vuoto che sentivo mi ha fatto diventare precocemente grande, mi ha posto davanti domande importanti, ineludibili.
C’è vita oltre la vita?
Me lo sono chiesto spesso.
Se lo chiedono in tanti, nonostante viviamo in un tempo di sfrenato razionalismo, con le sue laceranti contraddizioni. Il materialismo, infatti, non può soddisfare quelle esigenze che sono dello spirito e che, pur represse a lungo, non possono però che emergere, presto o tardi. Perché noi non siamo esseri materiali ma spirituali: siamo anime che vivono nella dimensione terrena del corpo, ma il corpo non è tutto di noi.
Per questo sentiamo nostalgia di qualcosa che ci sorpassa, che va oltre di noi, oltre la nostra finitezza umana. Ed è una nostalgia che prima di tutto prende il volto dei nostri cari che sono andati “oltre” a cui vanno e rivanno costantemente i nostri pensieri.
Come scrive Mario Po’ in questa bella poesia intitolata “Genitori” che voglio condividere con voi. La sua poesia fa parte della raccolta poetica “Il geranio dei Mendicanti”, edita da Marcianum Press.
Credo che molti potranno riconoscersi in questi versi, nei sentimenti e nelle emozioni intime e segrete che queste parole sanno rievocare in ciascuno di noi.
Ringraziamo Mario Po’ per averle scritte e leggiamole insieme queste sue parole poetiche:
“Ormai da molto tempo
accendo una candela sulla finestra di casa,
verso est, verso sud,
affinché ci sia ogni giorno, ogni notte,
un faro familiare.
Così è visibile da lontano questo mio luogo a cui ritornare,
la nostra casa che aspetta;
alta essa guarda se qualcuno di voi può rincasare.
È anche calore che dice un bisogno mai spento,
della vostra presenza silente,
che ascolta e comprende.
È anche luce della vita che non muore:
la vostra, la mia,
insieme nel Paradiso dell’oggi e del sempre”.
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Se queste riflessioni ti hanno aperto uno spiraglio sul mistero dell’eternità, ti invito a proseguire questo cammino. Perché la vita oltre la vita, la voce dei santi e le esperienze mistiche non sono lontane da noi: sono semi che ancora oggi possono germogliare. Nei miei libri dedicati alla spiritualità cattolica e alle vite dei santi ho voluto custodire questi semi, perché possano fiorire anche nel cuore di chi legge. Li trovi qui.
Ricorda: ogni pagina che parla di fede è una porta aperta verso l’eterno. Ogni storia di speranza ci ricorda che anche le nostre ombre possono diventare luce.
Non sei d’accordo?
Per noi è difficile talvolta affrontare questo argomento. Io l’ho sperimentato. Perché il tema della morte, dell’aldilà, non è qualcosa che si possa affrontare a cuor leggero, e abbiamo la tentazione di metterlo da parte, di non volerci pensare mai. Ma la realtà non cambia. E l’esperienza del lutto, dei ripetuti lutti come è successo a me, sta lì a ricordarlo.
È successo anche a te? Scrivilo sotto nei commenti o, se vuoi, raccontamelo in una mail, che leggerò come un dono prezioso. Sono una scrittrice sensibile alle storie vere, e so che le cose non accadono mai per caso.
Sappiamo infatti con luminosa certezza che la vita di ciascuno di noi può essere esplorata e trasformata: le ferite, le nostalgie, le ombre che portiamo dentro possono diventare materia di bellezza e forza.
Così ho creato il percorso online Il Cuore nella Penna in cui accompagno chi desidera accogliere queste parti di sé, trasformando anche i sentimenti difficili in consapevolezza e armonia, così che ogni emozione, anche la più complessa, possa riflettersi in luce e crescita interiore. Scoprilo qui.
Come una scrittura che dà voce ai sentimenti più nascosti, ogni passo di cura e attenzione verso noi stessi può rivelare la bellezza silenziosa che abita dentro di noi.

UNA STANZA TUTTA PER NOI
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Ci sono dei luoghi che non esistono sulle mappe.
Sono stanze interiori, dove possiamo finalmente abbassare la voce, lasciare andare per un momento ciò che il mondo si aspetta da noi e tornare ad ascoltare ciò che ci abita.
Una stanza tutta per noi nasce per questo.
È una lettera che arriva di tanto in tanto, senza fretta e senza rumore, per condividere pensieri, parole, immagini, storie, libri, intuizioni e piccole scoperte.
Uno spazio per chi ama la profondità, la bellezza, la sensibilità e quelle parti di sé che spesso, nella vita quotidiana, non trovano abbastanza spazio.
Se senti che questa può essere anche la tua stanza, entra.
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CHI SONO
Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e la mia vita è dedicata alle parole che guariscono. Le uso per raccontare storie, per accompagnare gli altri e per trasformare. Scrivo infatti opere per l’editoria, il cinema e il teatro e, con la stessa sensibilità, sostengo le persone nei loro percorsi di crescita personale e creativa.
Scopri di più leggendo qui.
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