Novembre, memorie di cielo

Novembre, memorie di cielo

di Maria Amata Di Lorenzo

 

Avete visto le foglie d’autunno tutte accartocciate sull’asfalto come hanno cambiato colore, dal verde intenso dell’estate, e noi le indichiamo col dito e le chiamiamo “foglie morte“… ma è proprio così?

Ci pensavo rientrando a casa al termine delle consuete lezioni settimanali del corso per volontari ospedalieri. Riflettevo su quello che avevo appena imparato al corso e sentivo sotto le mie scarpe lo scricchiolare della foglie secche lungo il viale che stavo percorrendo all’imbrunire, le quali formavano come un tappeto ai piedi degli alberi già in buona parte spogli.

Ci pensavo e mi dicevo: quante volte noi crediamo che sia morte ciò che invece è vita…

Lo facciamo, ad esempio, con le foglie autunnali, chiamandole foglie morte, ma esse nascondono nel loro afflosciarsi e cadere un germe di quel che sarà nuovamente vita a primavera.

Dall’estate noi procediamo verso l’inverno e sembra ai nostri occhi che questo sia un movimento che dalla vita porta verso la morte, il freddo, l’immobilità. Non è così.

La natura si ferma per rigenerarsi, e nell’autunno, anche se non lo vediamo, è già presente il seme della primavera che verrà.

Non lo vediamo, perché siamo abituati a guardare solo le apparenze, non andiamo oltre. E le apparenze ci parlano di morte. La stessa cosa accade anche con le persone passate “all’altra riva della vita”.

Sì, perché ottobre giunge ormai al termine e ci immette nel mese dei santi e della memoria dei nostri cari volati in Cielo.

Non è un caso, secondo me, che i Santi e i Morti siano due ricorrenze così vicine sul nostro calendario: ci additano una strada, che è la stessa per tutti.

C’è un cammino da fare per tutti noi, che parla di santità ed anche di morte.

Tutti siamo chiamati alla santità, anche se la parola in sé ci incute molto timore, imperfetti come siamo nella carità, nella fede e finanche nella speranza.

Ma quella è la strada, e il nostro cuore lo sa.

La strada comune per tutti noi passa attraverso quella cosa che chiamiamo morte. Un mistero.

Un mistero mai sciolto. Impossibile da sciogliere finché siamo qui e la verità delle cose sta “dall’altra parte del velo”.

Dobbiamo affidarci, dobbiamo abbandonarci. Andare sino in fondo.

Mi viene in mente un pensiero scritto da Albert Camus nel suo diario: Andare sino in fondo significa non soltanto resistere ma anche abbandonarsi…”

 

alda merini

 

E il primo novembre 2009, esattamente dieci anni fa, moriva a Milano la  poetessa Alda Merini.

I versi di Alda Merini sono tra le maggiori espressioni liriche del Novecento. La colpa e la grazia, l’inferno e la gloria, la tenebra e la luce sono stati i poli della sua ricerca poetica.

“Quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio – diceva lei – non ha fatto altro che rivelarmi la grande potenza della vita.”

Con la sua esistenza difficile e sofferta e con le sue opere Alda Merini ha segnato la storia culturale italiana.

La donna che per dodici anni era stata rinchiusa in manicomio, cui avevano allontanato le figlie, il cui cervello era stato folgorato con 37 elettrochoc. Nata il primo giorno di primavera e morta il giorno di tutti i Santi.

Un’artista che ha saputo fondere vita ed arte in un’unica, inscindibile forma. E che ha lasciato scritto, quasi un testamento:“Per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”.

Vi saluto con una delle sue poesie più significative:

“Non sono una macchina che scrive solo poesie, / sono una fragile donna con tanti fili di seta, / sono una donna lieta coperta di mille rossori, / troppo fragile e nuda perché possa chiamarmi l’amore”.

*


CHI SONO

Terapeuta naturale, counselor e scrittrice, le mie passioni fin da bambina sono la psicologia e le stelle e la scoperta dei misteri racchiusi nell’aldilà.
Esperta in alimentazione naturale e psicosomatica, mi occupo di crescita spirituale e psico-emotiva, sviluppo della creatività, intuizione e quella strana cosa che si chiama felicità…

Il posto delle anime sensibili è il mio blog. Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti e per entrare nella nostra ispirata e meravigliosa community delle Anime Sensibili.


Ottobre, il coraggio di ascoltarsi dentro

Ottobre, il coraggio di ascoltarsi dentro

di Maria Amata Di Lorenzo

 

E’ iniziato il bel mese di ottobre!

Ottobre è un mese che amo molto, un mese affascinante, ricco di suggestioni, di dolcezze autunnali, di riflessioni spirituali.

È il mese legato all’archetipo della Bilancia, che simbolicamente rappresenta la Giustizia ma anche la Relazione.

Siamo chiamati ad ascoltarci “dentro”, a ricalibrare dove necessario quelli che sono i valori portanti della nostra vita, a capire se siamo aderenti al nostro sentire, quello vero, e a interrogarci veramente nel profondo.

La Bilancia, che è il secondo archetipo dei segni d’Aria, ci parla di quel viaggio assai difficile che noi compiamo nella vita insieme a un altro, insieme agli altri: ci parla di relazione.

È questa l’essenza della nostra vita. Tutta la nostra vita è relazione, se ci pensi bene. Da quella con la mamma, relazione primigenia, già presente nel grembo materno prima ancora di nascere, alla relazione con i fratelli, i parenti e gli amici, i colleghi di lavoro, le persone che amiamo e con cui condividiamo la vita.

Anche quella con Dio è una relazione, sia che si creda e sia che ci si professi atei.

La relazione è il fulcro della nostra esistenza ed è ciò su cui ci fa riflettere questo mese di ottobre che incomincia.

Quanto siamo veri? Quanto siamo onesti? Quanto siamo congruenti?

La risposta sta dentro di noi, sta dentro di te.

Ti invito a cercarla, e a non scantonare come saresti tentato di fare. Perché è la cosa più facile di questo mondo fuggire, ingannare ed anche autoingannarsi.

La cosa più forte, invece, la più tosta, ma anche altamente evolutiva, è fermarsi per comprendersi “dentro”, per essere sinceri con se stessi, così da poterlo poi essere anche con gli altri.

E poi trasformarsi, avere il coraggio di cambiare il sentiero, e nutrire in profondità il cuore.

Ti auguro in questo mese di navigare verso la sincerità per trovare il tesoro ancora nascosto della gioia vera che ti aspetta.

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CHI SONO

Terapeuta naturale, counselor e scrittrice, le mie passioni fin da bambina sono la psicologia e le stelle e la scoperta dei misteri racchiusi nell’aldilà.
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