Solo cose belle

 

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Solo cose belle

di Maria Amata Di Lorenzo

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In questi giorni esce nelle sale italiane un film, si intitola Solo cose belle e ti invito ad andarlo a vedere nella tua città. È un film in cui si ride, si sorride e si piange: di gioia e di vera commozione. Scoprine un assaggio su questo link: solocosebelleilfim.it

E poi torna qui, e rifletti insieme a me.

Dimmi: quante volte il telegiornale della sera ti propone “solo cose belle”? Praticamente mai. Tanto che potresti persino arrivare a pensare che non ve ne siano nel mondo, che non ve ne siano proprio più di cose belle.

E invece non è così, ce ne sono, e anche tante. Basta guardarsi intorno, spegnendo lo schermo fallace della tv. Guardarsi intorno con i propri occhi sintonizzati sul cuore.

Potresti scoprire allora le infinite meraviglie del bene, potresti scoprire che questa vita è un unico canto di gioia, perché l’unica cosa reale in questo mondo è l’amore.

Ma è offuscato, è sporcato dall’egoismo, avvelenato dalla paura. Tu lo sai bene, e lo so anch’io, lo sappiamo tutti.

La storia raccontata dal regista Kristian Gianfreda in Solo cose belle è una storia inventata, ma i sentimenti sono veri. E il regista ha fatto la scelta giusta facendo interpretare la parte dei disabili a chi disabile lo è davvero.

Non è una storia “devozionale”, anche se è una storia che nasce da quel cuore colmo di amore interamente riversato su Rimini (e poi sul mondo intero) di un infaticabile apostolo della carità. Il suo nome, lo avrai capito già, è don Oreste Benzi.

C’è una ragazza ribelle, come lo sono tutti a quella età, che a sedici anni fa una scoperta importante. Si innamora di Kevin, ma ancora non sa che questo innamoramento adolescenziale la porta dritta dritta nel cuore della vita, dentro il mistero dell’amare ed essere amati, fino a scoprire un mondo che lei non pensava nemmeno che esistesse, quello delle case-famiglie della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi sulle colline di Rimini, un mondo fraterno, solidale, autenticamente allegro e gioioso, con quella schiettezza e solarità che sono proprie della gente di Romagna (che in questi anni io ho imparato a conoscere e ad apprezzare, senza nulla togliere alle apprezzabili qualità peculiari di altre genti).

Nel film si ride e si piange, come ti dicevo poco fa, ma si piange di gioia, non certo di rabbia e per afflizione, si piange col cuore lieto, perché l’allegria è la cifra distintiva di chi fa tutto per amore, di chi fa le cose solo partendo dal cuore e non dall’ego.

Capisci la differenza?

Buona visione!

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Dott.ssa Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta e scrittrice, Maria Amata Di Lorenzo vive e lavora tra Venezia e Rimini, dopo aver a lungo soggiornato a Roma, città del suo cuore e luogo delle sue radici. È una professionista della relazione d’aiuto, con le qualifiche di counselor ad approccio umanistico esistenziale, terapeuta naturale, life coach e formatore psicobiologico del benessere. Ha scritto e pubblicato diversi libri – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotti e diffusi in otto lingue.


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