La casa profuma già di autunno

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La casa profuma già di autunno. E una volta ancora siamo impreparati, senza pullover né sciarpe.

Nuvole inattese dal mattino oscurano le colline. Dobbiamo sbrigarci a fare un po’ di provviste, perché tra poco arrivano i venti sbraitanti.

I vapori della cucina occupano il primo posto nel silenzio del corridoio.

A uno a uno chiudono i locali sul mare. Sul molo bagnato pacchetti di sigarette vuoti, recipienti di plastica, giornali e i gatti randagi affamati che guardano l’orologio della dogana privo di lancette.

Domande dimenticate cigolano di nuovo come banderuole arrugginite sui tetti di case abbandonate, i cui proprietari sono morti di tisi anni fa senza lasciare eredi.

Ma tu, a dispetto della pioggia e dei venti, insisti sotto la tua lampada, su questa sedia dura, per lasciare qualcosa a chi verrà dopo – almeno due versi, scritti con la mano della pioggia, che indichino tremanti sempre, sempre, in direzione del sole…

Ghiannis Ritsos

 

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