Haruki Murakami: le parole creano ponti

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

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“Shimamoto, ci rivedremo ancora?”
“Forse” disse lei. Sulle sue labbra apparve un lieve sorriso, come un fumo sottile che si leva in una tranquilla giornata senza vento. “Forse.”

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Haruki Murakami mi riconcilia col mondo.

Ogni volta che prendo in mano un suo libro, come al solito letto e riletto tante volte, mi riprometto di andare avanti solo per due o tre pagine e poi invece sono lì a divorarlo per ore, e mi sembra di non averlo letto mai, e non mangio, non bevo, e non vado neppure al bagno… ma, soprattutto, mi viene una gran voglia di scrivere, mi accende dentro il motore della scrittura, e le parole si affollano tutte assieme, vogliono uscire, avere corpo e sostanza, diventare storie.

Perché le parole che lui scrive creano ponti, su cui passano le emozioni, i dolori condivisi e i pensieri, una geografia di sentimenti, impalpabile e universale.

Oggi ho riletto “A sud del confine, a ovest del sole“.

Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un’abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c’è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo.

Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un’altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi – è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l’esperienza – quando ormai la vita l’ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell’altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole.

“Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte le mie forze quest’opera. Forse”.

È una storia che afferra il cuore, e che soprattutto fa riflettere.

Se ne esce molto cambiati, perché ciascuno di noi ha avuto un’infanzia e dei sogni, dei sentimenti e delle aspettative che non si sono realizzate. E sono lì, in un angolo oscuro della nostra anima, e ne portiamo le ferite, e dove un tempo c’erano delle ferite adesso ci sono delle cicatrici, che ogni tanto sanguinano.

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CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e sono un’autrice di libri editi fino a oggi in nove lingue e di testi per la radio, il cinema e il teatro.

Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, musicoterapia, medicina naturale e life coaching a indirizzo psicobiologico. Di formazione junghiana, sono una studiosa di psicologia applicata all’analisi del tema natale (per l’orientamento professionale, scolastico ed esistenziale), inoltre mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività.

Scrivo. Insegno e aiuto le persone altamente sensibili e creative ad esprimere se stesse nella vita, senza paura, sviluppando il proprio potenziale spirituale e creativo. Mi piace definirmi una “giardiniera dell’anima”.

Come autrice amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Le mie storie raccontano sentimenti profondi, che rispecchiano la mia anima e pongono interrogativi sul mistero della vita e dell’amore. Conosci le mie opere

Ho pubblicato negli ultimi anni un libro di racconti, “Venite, vi porto di là”, due raccolte poetiche, “Il tempo che oggi ti dorme nel cuore” e “In cammino senza lasciare la casa”, un saggio letterario (in uscita nel 2022) e nove biografie spirituali, alcune delle quali tradotte e diffuse in 18 Paesi nel mondo. Miei testi in questi anni sono stati pubblicati anche in riviste letterarie, volumi collettivi, antologie.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

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