Con cognizione di causa

di CHARLES BUKOWSKI

 

*

adesso ricevo molte telefonate.
tutte uguali.
“sei Charles Bukowski,
lo scrittore?”
“sì” dico io.
e mi dicono
che capiscono
quello che scrivo,
e alcuni di loro sono scrittori
o vogliono diventarlo
e hanno impieghi noiosi e
orribili
e non possono sopportare la stanza
l’appartamento
i muri
quella sera –
vogliono qualcuno con cui
parlare,
e non riescono a credere
che non posso aiutarli
che non conosco la formula.
non riescono a credere
che spesso di questi tempi
mi chiudo in camera
mi afferro la panza
e dico:
“Gesù Gesù Gesù,
un’altra volta
no!”
non riescono a credere
che la gente senza amore
le strade
la solitudine
i muri
sono anche miei.
e quando riaggancio il ricevitore
pensano che mi sia tenuto per me
il segreto.

non scrivo
con cognizione di causa.
quando suona il telefono
piacerebbe anche a me sentire
parole capaci di alleviare
un po’ di questo.

ecco perché il mio numero
è sull’elenco.

Charles Bukowski, 462-0614.

***

(tratto dal libro “L’amore è un cane che viene dall’inferno”, trad. di Katia Bagnoli, Guanda, 2007)

 

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