Il senso di Jean per la vita

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È dispiaciuto a tutti noi veder partire per il cielo la grande anima di Jean Vanier.

Una grande luce si è spenta qui sulla terra per accendersi ancor più luminosa nel mondo invisibile che si chiama armonia…

Jean ci ha insegnato una cosa importante: la fragilità – come diceva lui – ha bisogno di essere amata.

Amata, punto e basta.

Non giudicata, non colpevolizzata, ma amata, con cuore sincero e con tenerezza.

“La relazione -diceva lui – è il luogo della felicità”.

Grazie per sempre!

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Dott.ssa Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta e scrittrice, Maria Amata Di Lorenzo vive e lavora tra Venezia e Rimini, dopo aver a lungo soggiornato a Roma, città del suo cuore e luogo delle sue radici. È una professionista della relazione d’aiuto, con le qualifiche di counselor ad approccio umanistico esistenziale, terapeuta naturale, life coach e formatore psicobiologico del benessere. Ha scritto e pubblicato diversi libri – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotti e diffusi in otto lingue.


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Solo cose belle

 

solo cose belle

 

Solo cose belle

di Maria Amata Di Lorenzo

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In questi giorni esce nelle sale italiane un film, si intitola Solo cose belle e ti invito ad andarlo a vedere nella tua città. È un film in cui si ride, si sorride e si piange: di gioia e di vera commozione. Scoprine un assaggio su questo link: solocosebelleilfim.it

E poi torna qui, e rifletti insieme a me.

Dimmi: quante volte il telegiornale della sera ti propone “solo cose belle”? Praticamente mai. Tanto che potresti persino arrivare a pensare che non ve ne siano nel mondo, che non ve ne siano proprio più di cose belle.

E invece non è così, ce ne sono, e anche tante. Basta guardarsi intorno, spegnendo lo schermo fallace della tv. Guardarsi intorno con i propri occhi sintonizzati sul cuore.

Potresti scoprire allora le infinite meraviglie del bene, potresti scoprire che questa vita è un unico canto di gioia, perché l’unica cosa reale in questo mondo è l’amore.

Ma è offuscato, è sporcato dall’egoismo, avvelenato dalla paura. Tu lo sai bene, e lo so anch’io, lo sappiamo tutti.

La storia raccontata dal regista Kristian Gianfreda in Solo cose belle è una storia inventata, ma i sentimenti sono veri. E il regista ha fatto la scelta giusta facendo interpretare la parte dei disabili a chi disabile lo è davvero.

Non è una storia “devozionale”, anche se è una storia che nasce da quel cuore colmo di amore interamente riversato su Rimini (e poi sul mondo intero) di un infaticabile apostolo della carità. Il suo nome, lo avrai capito già, è don Oreste Benzi.

C’è una ragazza ribelle, come lo sono tutti a quella età, che a sedici anni fa una scoperta importante. Si innamora di Kevin, ma ancora non sa che questo innamoramento adolescenziale la porta dritta dritta nel cuore della vita, dentro il mistero dell’amare ed essere amati, fino a scoprire un mondo che lei non pensava nemmeno che esistesse, quello delle case-famiglie della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi sulle colline di Rimini, un mondo fraterno, solidale, autenticamente allegro e gioioso, con quella schiettezza e solarità che sono proprie della gente di Romagna (che in questi anni io ho imparato a conoscere e ad apprezzare, senza nulla togliere alle apprezzabili qualità peculiari di altre genti).

Nel film si ride e si piange, come ti dicevo poco fa, ma si piange di gioia, non certo di rabbia e per afflizione, si piange col cuore lieto, perché l’allegria è la cifra distintiva di chi fa tutto per amore, di chi fa le cose solo partendo dal cuore e non dall’ego.

Capisci la differenza?

Buona visione!

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Dott.ssa Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta e scrittrice, Maria Amata Di Lorenzo vive e lavora tra Venezia e Rimini, dopo aver a lungo soggiornato a Roma, città del suo cuore e luogo delle sue radici. È una professionista della relazione d’aiuto, con le qualifiche di counselor ad approccio umanistico esistenziale, terapeuta naturale, life coach e formatore psicobiologico del benessere. Ha scritto e pubblicato diversi libri – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotti e diffusi in otto lingue.


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Accogliere in pieno il messaggio della Resurrezione

Vladimir Kush, To the Safe Haven - All Rights Reserved
© Vladimir Kush, To the Safe Haven – All Rights Reserved

 

Accogliere in pieno il messaggio della Resurrezione

di Maria Amata Di Lorenzo

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In questi giorni più di un miliardo di cristiani nel mondo hanno festeggiato o stanno festeggiando la Pasqua di Resurrezione. La festeggiano e la festeggeranno, perché il tempo pasquale è un tempo in realtà molto lungo, non si esaurisce con Pasqua e Pasquetta, ma dura ben 50 giorni, fino alla Pentecoste.

Che cosa vuol dire risorgere?

È un invito potente che riguarda tutti, anche quelli che non credono. Di certo non è circoscritto solamente a chi professa la fede cristiana, perché in modo laico può coinvolgere ogni persona che si interroghi onestamente su di sé.

È un invito perciò che riguarda tutti, anche quelli che non hanno una fede, o che credono di non averla (perché noi nasciamo tutti, ma proprio tutti, nessuno escluso, con una fede, che è il nostro DNA spirituale).

Dunque, che cosa significa risorgere?

Questo anno, voi lo sapete, numerologicamente è un anno 3. Questo vuol dire che nel 2019 siamo chiamati – ed anche guidati – ad attingere all’energia positiva del numero 3 portando tale luminosa e benefica energia nelle nostre vite.

Il numero 3 rappresenta la Trinità Divina. Il numero 3 è presente in ogni aspetto della nostra esistenza: riguarda il bilanciamento della nostra mente, del nostro corpo e del nostro spirito.

Questo nasce prima di tutto dal conoscersi, dall’avere la consapevolezza di chi si è.

La consapevolezza nasce dallo sguardo, precisamente dallo sguardo interiore.

Guardando in profondità dentro di te, lo sai che cosa accade?

Accade che trovi tutte le risposte che stavi cercando.

E le trovi esplorando quegli aspetti di te stesso che prima d’ora non avevi mai voluto vedere o prendere in considerazione, perché un po’ ne avevi paura.

Chi sei tu veramente, tu che mi stai leggendo in questo istante?

Comincia con l’ascoltare te stesso e dai inizio al processo di guarigione.

Impara a conoscerti “dentro”, ad esprimere e ad ascoltare te stesso. È solo quando ti sintonizzi e vai dentro di te, infatti, che puoi davvero capire quali messaggi ti stanno aspettando.

Tutto ciò di cui hai bisogno è già dentro di te e se ti sintonizzi con te stesso sarai in grado di sbloccare e rilasciare tutto ciò che ti impedisce di sapere chi sei veramente e di accedere alla saggezza innata che vive dentro di te.

Sarai allora incoraggiato a pensare a come riportare l’equilibrio nella tua vita. Ti saranno mostrate le cose in modo così chiaro che potrai comprendere il passato, lasciarlo andare e fare spazio al futuro. Scavando più a fondo nelle tue emozioni in modo da poter dare un senso a ciò che ti inquieta nel profondo.

Se le emozioni emergono ed un po’ ti inquietano non te ne devi preoccupare. Esse infatti devono essere accolte, affrontate e chiarite. Così che potrai ritrovarti in equilibrio e sentirti radicato e centrato nella direzione della tua vita.

Uno degli strumenti più potenti per il rilascio è il perdono.

Quando perdoni te stesso e gli altri, quando ti liberi da qualsiasi colpa o dolore e porti l’accettazione al suo posto, la tua vita entra in un’altra dimensione dove tutto è gioia e pace che viene dal cuore.

Se si manifestano delle emozioni forti e accese come la rabbia, cerca di scavare un po’ più a fondo per vedere se riesci a scoprire l’amarezza che potrebbe celarsi sotto la superficie di questa emozione, scavando potresti trovare la tristezza, una tristezza indicibile, perché la rabbia molto spesso nasce dal dolore inespresso.

Ascolta te stesso allora, e dai inizio al processo di guarigione.

Non avere paura di eliminare quelle cose che non ti servono più, non aver paura di perdonare te stesso. Ed anche gli altri.

È una delle cose più difficili della vita. Ma è anche la più necessaria. Perché è così che avviene la rinascita. La rinascita del tuo cuore.

È così che potrai accogliere in pieno il messaggio della Resurrezione.

 


Dott.ssa Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta e scrittrice, Maria Amata Di Lorenzo vive e lavora tra Venezia e Rimini, dopo aver a lungo soggiornato a Roma, città del suo cuore e luogo delle sue radici. È una professionista della relazione d’aiuto, con le qualifiche di counselor ad approccio umanistico esistenziale, terapeuta naturale, life coach e formatore psicobiologico del benessere. Ha scritto e pubblicato diversi libri – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotti e diffusi in otto lingue. 


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Volere tutto

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Volere tutto

di Maria Amata Di Lorenzo

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Un giorno di molti anni fa, quando lavoravo ancora come giornalista, ho chiesto a una ragazza ventenne che stava entrando in un ordine monastico di stretta clausura: “Perché lo fai?

Lei aveva tutto, infatti, un bel lavoro, un fidanzato meraviglioso, una famiglia perfetta, molte buone amicizie, insomma una ricca vita sociale.

Perché lasciare tutto questo per rinchiudersi fra le quattro mura di un convento?

Perché voglio tutto”, mi rispose lei con un sorriso. E la sua risposta mi spiazzò.

Voglio tutto. Ci ho ripensato qualche giorno fa leggendo i quotidiani del 21 novembre.

Il 21 novembre nel mondo cattolico si festeggia la Presentazione di Maria bambina al Tempio, data liturgica associata alla vita claustrale.

E più di un quotidiano nazionale l’altra mattina metteva in evidenza questo dato di fatto: malgrado la crisi delle vocazioni, malgrado il lento e inarrestabile declino di tanti ordini religiosi, c’è una realtà che non ha mai conosciuto flessioni in questi anni, nessuna crisi, anzi un rigoglio costante: la vita consacrata di stretta clausura.

Perché?

Tutti a chiederselo, a cercare di risolvere il rompicapo con gli strumenti della psicologia, della sociologia, con analisi a volte fumose e bizzarre…

Io ci pensavo, e pensavo soprattutto a quello che mi disse allora quella ragazza, oggi felicemente in clausura da oltre dieci anni: “perché voglio tutto”.

E poi cercò di spiegarmi che cosa voleva dire: “Io in fondo voglio le stesse cose che vogliono tutti i miei coetanei – mi spiegò lei –, e cioè l’assoluto”.

“È questo infatti che noi vogliamo”, continuò, “che noi cerchiamo con ogni mezzo, lo cerchiamo anche nei paradisi artificiali della droga, sai? Ma un giorno io ho compreso questo, che è solo Dio il bene assoluto e se uno capisce una cosa come questa non può scegliere niente di diverso…”

Come nasca una vocazione alla vita religiosa è un mistero, e davanti al mistero io mi inchino, non lo impoverisco con i miei piccoli ragionamenti.

Non ne faccio un discorso di fede e di non fede, non entro nel campo della religione ma in quello, molto più vasto e universale, della vita.

Io credo che tutto questo abbia a che fare con la felicità.

Si può costruire la propria esistenza inseguendo il successo professionale, il denaro, gli onori, le gioie della famiglia, il sesso, il potere, e qualunque altra ambizione umana, ma nessuno mi può togliere dalla testa che al fondo di tutto c’è la ricerca della felicità.

Noi desideriamo unicamente poter essere felici.

Ed il passo successivo è questo: un giorno capiamo che la felicità viene da una cosa soltanto: l’amore.

Ed allora non ci accontentiamo più di amori a rate, di scampoli di amore che invece amore non sono. Vogliamo l’amore vero. Vogliamo tutto.

La ricerca di questo “tutto” impegnerà tutta la nostra vita.

Capire come arrivarci, come conquistare questa totalità, questa armonia esistenziale sarà lo scopo dei nostri giorni.

Le strade sono molteplici: in una vocazione religiosa oppure professionale, in una vita amicale o in una famiglia, anche da eremiti in cima a un cocuzzolo o nel cuore nascosto di una città, non ha importanza, quello che conta è mettersi in cammino, e comprendere che solo l’amore ci completa.

Ci fa pieni, ci fa ricchi. Ci realizza come uomini e come donne.

Per questo, “volere tutto” può essere assolutamente necessario.

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Dott.ssa Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta e scrittrice, Maria Amata Di Lorenzo vive e lavora tra Venezia e Rimini, dopo aver a lungo soggiornato a Roma, città del suo cuore e luogo delle sue radici. È una professionista della relazione d’aiuto, con le qualifiche di counselor ad approccio umanistico esistenziale, terapeuta naturale, life coach e formatore psicobiologico del benessere. Ha scritto e pubblicato diversi libri – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotti e diffusi in otto lingue.


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Angeli intorno a noi

Questa immagine l’ho messa nel mio blog, e sta pure sul mio desktop, per poterla avere sempre davanti a me e per ricordare. Ricordare che non sono sola, che c’è sempre un angelo al mio fianco, anzi una moltitudine di angeli, che circondano tutti noi e ci assistono 24 ore al giorno.

Gli angeli custodi, di cui celebriamo la festa il 2 ottobre, non sono una fantasia new age, ma una realtà concreta, fanno parte della nostra vita. Ahimè, sono ben pochi però quelli che ci pensano e fanno ricorso a loro, e così si perdono stupidamente i più grandi benefici! 🙂

Essi infatti sono stati creati proprio per il nostro aiuto, per assisterci in ogni momento della nostra vita, specialmente nelle difficoltà, quando non riusciamo a cavarci d’impiccio da soli e assai spesso veniamo sopraffatti dalla paura, dal timore di non farcela, dallo spettro della solitudine…

Ma quale solitudine, amici miei? Noi non siamo mai soli, ricordatevelo. 

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Dott.ssa Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta e scrittrice, Maria Amata Di Lorenzo vive e lavora tra Venezia e Rimini, dopo aver a lungo soggiornato a Roma, città del suo cuore e luogo delle sue radici. È una professionista della relazione d’aiuto, con le qualifiche di counselor ad approccio umanistico esistenziale, terapeuta naturale, life coach e formatore psicobiologico del benessere. Ha scritto e pubblicato diversi libri – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotti e diffusi in otto lingue.


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I potenti e amorevoli Aiutanti del Cielo

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san michele arcangelo

L’arcangelo Michele mi ha salvata un anno fa da un’aggressione violenta che avrebbe potuto costarmi la vita. Io l’ho invocato e lui è intervenuto all’istante, in maniera prodigiosa.

Michele è il Principe delle milizie celesti e nel mondo invisibile, quello che noi chiamiamo Cielo, ha una missione molto importante, guida infatti la Compagnia della Misericordia che ha il compito principale ed estremamente delicato dei “salvataggi”.

Raffaele è l’arcangelo della guarigione, il suo nome vuol dire “medicina di Dio” ed io chiedo sempre il suo sostegno non solo per me stessa ma anche e soprattutto per riuscire da parte mia a capire e ad aiutare le persone con problematiche di carattere psicosomatico che si rivolgono a me per consulenze.

Raffaele intercede per le questioni di salute e ci insegna ad affidarci all’Amore Incondizionato, il nostro Creatore, che è poi la fonte di ogni guarigione, poiché la guarigione prima ancora di toccare il corpo passa per il cuore, vale a dire il centro spirituale della nostra anima.

L’arcangelo Gabriele è la guida celeste degli scrittori, degli insegnanti e dei comunicatori perché è l’Angelo Messaggero, senza dubbio è anche la mia guida visto che scrivo, insegno e comunico. Gabriele è lo scriba celeste, ha annunciato la nascita di Giovanni Battista e di Gesù ed è presente anche nella tradizione islamica dove appare al Profeta Muhammad per rivelargli il Corano.

Questi potenti e amorevoli Arcangeli sempre vicini a noi e pronti ad aiutarci ogni volta che li invochiamo, li ricordiamo oggi 29 settembre che è la loro festa. Oggi ed ogni giorno, teniamoli sempre nel nostro cuore. Abbiamo molto da guadagnarci, amici miei. Buona festa dei santi Arcangeli!

Maria Amata

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