Settembre per ricominciare

 

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Settembre per ricominciare

Vi dicevo la settimana scorsa che potremmo chiamare quello di settembre come “il mese dei nuovi inizi”, quasi fosse una prova generale del primo dell’anno. Ci si sente sospesi su qualcosa che si aspetta con un misto di speranza e di sorpresa.

È il passo dolce di settembre, che ci invita a riportare al centro le cose che per noi sono importanti, i nostri sogni, i progetti del nostro cuore.

E che spesso usa lo strumento, sempre infallibile, dell’insoddisfazione per metterci queste cose sotto gli occhi, altrimenti noi andremmo avanti, avanti e sempre avanti, con il pilota automatico, senza capire nulla, e senza accorgerci neppure della nostra insoddisfazione, oppure provando ad anestetizzarla con false gioie, con falsi riempitivi che non ci nutrono davvero “dentro”, dove noi abbiamo più bisogno di essere nutriti.

Un segreto nascosto in fondo alla vostra anima

C’è qualcosa che volevate fare da mesi, se non addirittura da anni, e vi è mancato sempre il tempo e il coraggio per cominciarla? Introducetela ora nella vostra vita. Affermate con la forza di volontà: “Bene, adesso io la incomincio, adesso la faccio!”

Che cos’è questa cosa? Solo voi lo potete sapere.

Questa piccola e bella novità che dà gioia al vostro cuore è un segreto nascosto in fondo alla vostra anima.

Potrebbe essere imparare a suonare uno strumento musicale, oppure a dipingere, o magari decidere di spegnere la TV la sera per potervi dedicare alla lettura di qualche buon libro, che nutra il vostro spirito e la vostra fantasia.

Potrebbe essere il cominciare ad adottare uno stile di vita più sano: mangiare meno e meglio, dormire 7-8 ore di fila, fare attività fisica all’aria aperta.

Potrebbe essere l’avvicinarvi a rigeneranti pratiche spirituali come la meditazione e la preghiera, a cui vi potrete accostare gradualmente, un poco alla volta, specie se non l’avete fatto mai in vita vostra e sentite al riguardo un certo impaccio. Presto però ne assaporerete i benefici.

Non è mai troppo tardi

Cambiare le cose in modo creativo introducendo qualche novità può farci molto bene, lo sapevate? Questo processo di sperimentazione è rigenerante per la nostra psiche.

E poi lo sapete? Non è mai troppo tardi per poter fare ciò che ci piace e che ci rende felici.

Iniziate da una cosa, una soltanto.

A partire da adesso e per tutto l’autunno, in vista del nuovo anno che verrà, dovete capire quali sono i vostri obiettivi e i passi giusti da compiere.

Dovete capire:

  • cosa iniziare
  • cosa rivedere
  • cosa potenziare
  • cosa eliminare.

Questo è molto importante.

Un viaggio nel profondo di voi stessi

Aprite il vostro cuore a nuove cose: sapete già in che direzione vorreste andare? Se non conoscete la vera, reale direzione del vostro cuore nessun vento vi sarà mai favorevole.

Ma il cuore purtroppo, lo sapete anche voi, non è mai veramente libero di volare negli spazi della sua fantasia, tante volte invece è oppresso da mille fatiche, paure, costrizioni.

Non sempre, infatti, siamo pronti per ricevere quello che desideriamo, ed è per questo che ci è necessario lavorare su noi stessi.

Questo lavoro interiore, che è abbastanza difficile da portare avanti da soli, privi di accompagnamento, favorisce un grande e benefico rilascio emozionale, che coincide con una presa di coscienza e di autoconsapevolezza che porta con sé, non di rado, il bisogno di allontanarsi da persone o da situazioni che non sono più in linea con i valori profondi del nostro essere.

Un viaggio nel profondo di noi stessi è forse il regalo più bello che possiamo farci, per non sprofondare nella noia, nell’inquietudine e nella fatica della nostra esistenza quotidiana e per ritornare ad avere fiducia nel futuro.

Se pensi di volerlo fare con il mio accompagnamento, richiedimi una consulenza qui.

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo. Scrittrice per vocazione, terapeuta per formazione, mi piace definirmi una “giardiniera dell’anima”.

Sono un’autrice di libri editi fino a oggi in nove lingue e di testi per la radio, il cinema e il teatro. Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, musicoterapia, medicina naturale, life coaching a indirizzo psicobiologico, ​e infine perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale, d’impronta junghiana, per l’orientamento professionale, scolastico ed esistenziale.

Mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività. Insegno alle persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore, per la propria crescita spirituale e il benessere, la guarigione e l’autorealizzazione.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare gli altri a vivere e ad esprimere se stessi con tutta l’intensità del loro cuore.

Come autrice amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Le mie storie raccontano sentimenti profondi, che rispecchiano la mia anima e pongono interrogativi sul mistero della vita e dell’amore. Conosci le mie opere

Ho scritto e pubblicato negli ultimi anni: un’opera di narrativa, Venite, vi porto di là (sette racconti per anime sensibili), edita nel 2021, la plaquette di versi  Il tempo che oggi ti dorme nel cuore (2015), il volume di poesie Scrivo le mie lettere al lupo (in uscita nel 2022) e il saggio letterario (che uscirà sempre nel 2022) Nella rosa nella spina – L’itinerario poetico di Elio Fiore, dedicato a uno dei poeti più significativi della seconda metà del Novecento. Ho inoltre scritto e pubblicato nove volumi di biografie spirituali, diverse delle quali sono tradotte e diffuse in 18 Paesi nel mondo. Miei testi in questi anni sono stati pubblicati anche in riviste letterarie, volumi collettivi, antologie.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Settembre, la soglia di un nuovo inizio

 

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Con il mese di agosto che se ne va, anche l’estate irrimediabilmente si allontana… C’è un’indefinibile malinconia, e anche un’indefinibile dolcezza, in questa stagione che tramonta, non vi pare?

Non vi sembra di sentirvi come se foste sulla soglia di un nuovo inizio?

Comincia il nuovo anno sociale e il primo di settembre è una specie di primo dell’anno. Tutto riprende, tutto riparte. Ed è tutto un fiorire di idee e di progetti, tutto un mettere a punto splendidi nuovi propositi.

Tutto può succedere. Perché tutto si rimette in moto. Idee, sogni, desideri. In questa terza parte dell’anno ogni cosa riluce di novità e noi possiamo farla accadere.

Qualcosa che si attende

Questo mese di settembre che comincia è senza ombra di dubbio “il mese dei nuovi inizi”, quasi fosse una prova generale del primo dell’anno. Succede infatti che tornando dalle ferie e riprendendo il lavoro di ogni giorno, le nostre occupazioni abituali, ci si senta come sospesi su qualcosa che si attende con un misto di speranza e di sorpresa.

A settembre, come succede anche ai primi di gennaio, si è presi da una grande euforia, da un voler cominciare tante cose ma poi il rischio è di non portarne veramente a termine nessuna. Perché? Perché accade così spesso che i bei propositi e i progetti del primo di settembre naufraghino esattamente come quelli del primo dell’anno?

Perché sono troppi. Perché sono esagerati. Perché sono irrealistici.

Come potete pensare di fare in un mese quello che non avete mai fatto per tanti anni? Se fate così, partite di sicuro col piede sbagliato. Come fare allora per ripartire col piede giusto?

Iniziate da una cosa, una soltanto.

E non abbandonatela, non stufatevi, non mollatela, finché non l’avete realizzata compiutamente, soltanto allora volgetevi a un altro progetto messo in cantiere, quello che è il numero due della vostra lista di proponimenti.

Il cassetto dei vostri sogni

Che cosa tenete nascosto nel cassetto dei vostri sogni? Che progetto o programma vorreste realizzare fin da subito in questo mese di settembre?

Le nuove abitudini sono la chiave del cambiamento.

Ma le abitudini sono difficili da cambiare, come è difficile acquisire nuovi stili di vita. Un nuovo modus vivendi, infatti, non lo si realizza dalla sera alla mattina. Occorre costanza, ripetizione.

Non è necessario però per voi fare dei grandi sconvolgimenti, potreste non essere in grado di modificare in modo profondo e radicale la vostra esistenza e ciò potrebbe causarvi molto dolore, stallo e frustrazione.

Basta che cominciate  a introdurre una cosa, una cosa soltanto.

Pianificate la vostra ripresa passo passo e non cedete alla pigrizia, allo strascico di fine estate che ancora vi vorrebbe immersi nel bel dolce-far-niente, ma concedetevi nuovi inizi, dentro e fuori.

Dice un proverbio arabo: “Lancia il tuo cuore davanti a te, e corri a raggiungerlo“.

Ecco, io vi auguro proprio questo. Vi auguro una buona ripartenza e il coraggio di vivere la vita che il vostro cuore veramente desidera.

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo. Scrittrice per vocazione, terapeuta per formazione, mi piace definirmi una “giardiniera dell’anima”.

Sono un’autrice di libri editi fino a oggi in nove lingue e di testi per la radio, il cinema e il teatro. Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, musicoterapia, medicina naturale, life coaching a indirizzo psicobiologico, ​e infine perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale, d’impronta junghiana, per l’orientamento professionale, scolastico ed esistenziale.

Mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività. Insegno alle persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore, per la propria crescita spirituale e il benessere, la guarigione e l’autorealizzazione.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare gli altri a vivere e ad esprimere se stessi con tutta l’intensità del loro cuore.

Come autrice amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Le mie storie raccontano sentimenti profondi, che rispecchiano la mia anima e pongono interrogativi sul mistero della vita e dell’amore. Conosci le mie opere

Ho scritto e pubblicato negli ultimi anni: un’opera di narrativa, Venite, vi porto di là (sette racconti per anime sensibili), edita nel 2021, la plaquette di versi  Il tempo che oggi ti dorme nel cuore (2015), il volume di poesie Scrivo le mie lettere al lupo (in uscita nel 2022) e il saggio letterario (che uscirà sempre nel 2022) Nella rosa nella spina – L’itinerario poetico di Elio Fiore, dedicato a uno dei poeti più significativi della seconda metà del Novecento. Ho inoltre scritto e pubblicato nove volumi di biografie spirituali, diverse delle quali sono tradotte e diffuse in 18 Paesi nel mondo. Miei testi in questi anni sono stati pubblicati anche in riviste letterarie, volumi collettivi, antologie.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Andrea Longega, il pudore dei sentimenti

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Ho scoperto questo poeta nella tarda primavera del 2013.

Non ne avevo mai sentito parlare fino ad allora, fino a quando cioè apparve questo articolo, il 30 aprile 2013, sul “Corriere della Sera”.

Un articolo che annunciava il suo ultimo lavoro letterario: “Caterina (come le cóe dei cardelini)” pubblicato dalle Edizioni L’Obliquo.

Caterina è una cameriera che lavora in un albergo di Venezia ed è suo lo sguardo che fotografa la realtà della vita quotidiana e la racconta nei versi di questa raccolta, scritta – come tutte le altre – in dialetto veneziano. Un punto di vista inusuale, e una lingua molto feriale, di uso comune quasi, però al tempo stesso intensamente lirica.

Per me fu una autentica rivelazione. Cominciai allora a leggere le altre poesie di Andrea Longega, a cercarle sul web, a scoprire tutto quello che si diceva di lui.

Andrea Longega è nato a Venezia nel 1967 e vive a Murano.

Di lui amo molte poesie, ma a occupare un posto molto particolare nel mio cuore sono quelle dedicate alla madre morta. Quelle hanno scavato un solco profondo dentro di me e in quel solco io trovo una specie di consolazione, quella che nasce da una fratellanza di pensieri, di emozioni, di dolori taciuti, vissuti intimamente e mai rivelati.

Quello che in una parola sola potrei definire così: il pudore dei sentimenti.

Vi presento alcune di queste poesie:

*

Forse da picolo
i me tirava su par el còlo
invense che par sóto i scagi
forse xe sta tuto quel umido
le matine presto a pescar
gambe e brassi
a mògie nei ghèbi

ma me so messo a girar
de nòte par l’isola
(sóra i ponti me fermo
un poco a vardar)

«ti farà la fine
de un can senza parón»
me ga dito un pèr de volte
mia mama a oci bassi
prima de star mal.

Forse da piccolo | mi tiravan su tenendomi per il collo | invece che per sotto le ascelle | forse è stato tutto quell’umido | le mattine presto a pescare | gambe e braccia | immerse nei canali || ma mi sono messo a girare | di notte per l’isola | (sopra i ponti mi fermo | un poco a guardare) || «farai la fine | di un cane senza padrone» | mi ha detto mia mamma | un paio di volte a occhi bassi | prima di star male.

*
*

Te vardo venir vanti
to marìo a brasso
sul pavimento lustro de linoleum
la vestaglia grigia
i cavéi mèzi
senza tinta.
A ogni porta
ti buti l’ocio dentro
fin quando ti te inacorzi de mi
in fondo al coridoio
e ti me ridi
come par strada.

Ti guardo venire avanti | tuo marito a braccio | sul pavimento lucido di linoleum | la vestaglia grigia | i capelli per metà | senza tinta. | Ad ogni porta | guardi dentro | fino a quando ti accorgi di me | in fondo al corridoio | e mi sorridi | come per strada.

*
*

Ti che par telefono ti sigavi
desso ti me disi ciao amore
co un filo de vóse.

Tu che al telefono gridavi | adesso mi dici ciao amore | con un filo di voce.

*

Gavé mai visto
i oseléti quando mor
che la testina tuta piume
no ghe sta più su?

Avete mai visto | gli uccellini quando muoiono | che la testina tutta piume | non gli sta più su?

*

31 dicembre 2007
31 dicembre 2008

Ma serviva andar a Roma
par ricordar quel giorno
el mondo fermo
intorno a le spale de mio papà
a na tòla za spareciada
e desso un ano dopo
a Palasso Barberini
l’ora precisa
davanti a Giuditta che taglia
la testa a Oloferne
la pretesa falsa
de un stesso stòrzerse
de l’ànema.

Ma serviva andare a Roma | per ricordare quel giorno | il mondo fermo | intorno alle spalle di mio padre | ad una tavola già sparecchiata | e adesso un anno dopo | a Palazzo Barberini | l’ora precisa | davanti a Giuditta che taglia | la testa a Oloferne | la pretesa falsa | di uno stesso torcersi | dell’anima.

*

Roma Termini/Venezia S. Lucia

Dopo tuti queli sanpierini
che me incaéna i oci
finalmente tornar
al respiro largo dei maségni!

Dopo tutti quei sampietrini | che mi incatenano gli occhi | tornare finalmente | al respiro largo dei masegni!

 

© Andrea Longega – tutti i diritti riservati

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo. Scrittrice per vocazione, terapeuta per formazione, mi piace definirmi una “giardiniera dell’anima”.

Sono un’autrice di libri editi fino a oggi in nove lingue e di testi per la radio, il cinema e il teatro. Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, musicoterapia, medicina naturale, life coaching a indirizzo psicobiologico, ​e infine perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale, d’impronta junghiana, per l’orientamento professionale, scolastico ed esistenziale.

Mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività. Insegno alle persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore, per la propria crescita spirituale e il benessere, la guarigione e l’autorealizzazione.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare gli altri a vivere e ad esprimere se stessi con tutta l’intensità del loro cuore.

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La tenda verde

La tenda verde

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Elio ha conosciuto la fame, la guerra, la paura. Ricorda tutto. E quel giorno sotto la macerie sepolto per dieci ore insieme a sua madre dopo un bombardamento non l’ha mai dimenticato. Da lì, da quel fiore di terrore e stupore è germinata la sua poesia e il suo essere uomo in questo mondo…

***

 

«Bellissimo tutto il mistero dell’esistenza travasato in un segno. Bellissima l’idea di un oggetto umile che si fa spartiacque tra la vita e la morte, che limita confini, che si erge a soglia e sentinella di un valico. Di un passaggio. Mi commuove questa umiltà delle cose, questo loro parlare segreto, incondizionato, al cuore dell’uomo. Bravissima Maria Amata Di Lorenzo, bravissima per questo sguardo che sa raccogliere voci, che sa catturare segnali e che non altera il destino ma lo adempie». – Simona Lo Iacono

«È un racconto bellissimo che raggiunge corde profonde e, come sempre nella scrittura di questa autrice, si eleva a poesia. Ho apprezzato il realismo delle descrizioni e quella tenda verde trasformata in materasso, in guscio accogliente e riparatore ai mali del vivere forse metafora di un futuro migliore… Complimenti».
– Delia Morea
 

* * *

 

Il racconto La tenda verde, che fa parte del mio nuovo libro Venite, vi porto di là, ti aspetta su AMAZON.

Sono in tutto sette racconti: “sette racconti per anime sensibili”.

Ci sei anche tu fra queste anime sensibili?

Allora prima di tutto richiedi l’estratto gratuito del libro. Un ebook illustrato a colori (in formato pdf) arriverà nella tua casella di posta come mio regalo del cuore per te.

 

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del nuovo libro:

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volto di Amata

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Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo. Scrittrice per vocazione, terapeuta per formazione, mi piace definirmi una “giardiniera dell’anima”.

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Mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività. Insegno alle persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore, per la propria crescita spirituale e il benessere, la guarigione e l’autorealizzazione.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare gli altri a vivere e ad esprimere se stessi con tutta l’intensità del loro cuore.

Come autrice amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Le mie storie raccontano sentimenti profondi, che rispecchiano la mia anima e pongono interrogativi sul mistero della vita e dell’amore. Conosci le mie opere

Ho scritto e pubblicato negli ultimi anni: un’opera di narrativa, Venite, vi porto di là (sette racconti per anime sensibili), edita nel 2021, la plaquette di versi  Il tempo che oggi ti dorme nel cuore (2015), il volume di poesie Scrivo le mie lettere al lupo (in uscita nel 2022) e il saggio letterario (che uscirà sempre nel 2022) Nella rosa nella spina – L’itinerario poetico di Elio Fiore, dedicato a uno dei poeti più significativi della seconda metà del Novecento. Ho inoltre scritto e pubblicato nove volumi di biografie spirituali, diverse delle quali sono tradotte e diffuse in 18 Paesi nel mondo. Miei testi in questi anni sono stati pubblicati anche in riviste letterarie, volumi collettivi, antologie.

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Luigi Pirandello: “c’è un oltre in tutto”

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

“Sono caduto, non so di dove né come né perché, caduto una notte di giugno in un’arida campagna di secolari olivi saraceni, di mandorli e di viti affacciata sotto l’ondata azzurra del cielo, sul nero mare africano…”

Questa notte così poeticamente evocata era quella del 28 giugno 1867 ed il luogo era il “Caos”, una contrada a 4 km da Agrigento dove nacque il grande drammaturgo Luigi Pirandello, l’autore che forse più di ogni altro ha impresso un segno forte, agli albori del Novecento, alla letteratura non solo italiana ma europea, con le sue innovazioni stilistiche, il suo ricco immaginario, i suoi romanzi e soprattutto le sue commedie, ancora oggi rappresentate in tutto il mondo.

“Tre scrittori hanno attraversato questo secolo dando nome – il loro nome – alle nostre inquietudini, ai nostri smarrimenti, alle nostre paure e al tempo stesso, per quella catarsi o misura di contemplazione che è nelle rivelazioni dell’arte, permettendoci di viverle con temperata ansietà e disperazione. Sono, questi tre scrittori, Pirandello, Kafka, Borges.”

Lo sosteneva Leonardo Sciascia, profondo conoscitore della letteratura, e in modo particolare dell’opera del suo più illustre conterraneo.

Luigi Pirandello, secondo di sei figli, era nato il 28 giugno 1867 ad Agrigento (l’antica colonia greca di Akragas che si chiamerà Girgenti fino al 1927) da Stefano Pirandello e da Caterina Ricci-Gramitto, in una casa colonica che si trovava nella tenuta paterna denominata “Caos”, qualche chilometro fuori dalla città, sulla strada che conduce verso Porto Empedocle, in una contrada suggestiva che dall’alto di un costone da un lato guarda verso il mare e dall’altro è delimitata da un ripido e piccolo valloncello che porta direttamente alla spiaggia.

Assai precoce nella scrittura, pubblica la sua prima raccolta di poesie, “Mal giocondo”, nel 1889. Il 1892, invece, è l’anno delle sue prime novelle, appena conseguita la laurea in Germania, e in cui incomincia pure a comporre quello che sarà il suo primo romanzo, “L’esclusa”.

Due anni più tardi, nel 1894, il definitivo trasferimento a Roma a seguito del matrimonio con Antonietta Portulano, figlia di un socio in affari del padre, da cui avrà tre figli: Stefano, Fausto e Lietta.

Nel 1903 l’allagamento di una miniera di zolfo causa alla famiglia Pirandello un grave dissesto economico: il padre Stefano perde insieme al proprio capitale anche la dote della nuora.

In seguito alla notizia dell’improvviso disastro finanziario, Antonietta, già sofferente di nervi, cade in una gravissima crisi che durerà per tutta la vita sotto la forma di una grave paranoia.

Vani saranno i tentativi di Pirandello di dimostrare che la realtà non è come invece pare alla moglie. Abbandonata la tentazione del suicidio, che sublimerà nel romanzo “Il fu Mattia Pascal”, lo scrittore cerca di fronteggiare la disperata situazione, assistendo la moglie Antonietta (che verrà internata in una casa di cura soltanto vari anni dopo, nel 1919) e per arrotondare il magro stipendio di professore, impartisce lezioni private ed intensifica la sua collaborazione a riviste e a giornali.

Sono anni molto difficili, che mettono a dura prova il suo spirito e durante i quali elabora quella sua personale poetica letteraria che riverserà in poesie, saggi, romanzi e novelle, ma soprattutto nelle opere teatrali, affermandosi come massimo drammaturgo negli anni successivi alla prima guerra mondiale.

Liolà”, “La giara”, “Il berretto a sonagli”, “Pensaci, Giacomino!”, “Così è (se vi pare)”, “Il piacere dell’onestà” sono i lavori più significativi del periodo 1915-20, mentre è del 1921 la prima rappresentazione dei “Sei personaggi in cerca d’autore” con cui la fama del drammaturgo siciliano varca i confini dell’Italia, acquisendo il consenso unanime di pubblico e di critica.

 

Pirandello ritratto da Primo Conti

Un’arcana voce profonda

 

Batte nel cuor di tutti una campana; / ma della vita nel vario frastuono / il dolce suono / nessuno ascolta. / Pure, talvolta, d’un tratto giunge come un’arcana / voce profonda, non udita mai. / È la lontana / chiesetta antica dell’abbandonata / nostra città… / “Ave Maria… Ave Maria…” – Che fai, / anima sconsolata? / Lagrime amare ha chi pregar non sa”.

Sono versi limpidi e accorati di una sua poesia intitolata “Che fai?

Versi che esprimono quella interrogazione metafisica che permea tutta l’opera pirandelliana. La dialettica dell’Oltre è infatti al cuore della sua potente espressione artistica.

Pirandello non è un nichilista, perché conosce la pietà, è un autore ma prima ancora un uomo che dalla constatazione dell’assurdo del vivere trae motivo di dolorosa fraternità con l’uomo.

Il problema religioso allora è il problema centrale della sua opera perché tutta la sua opera è un’interrogazione metafisica, è una domanda di senso sull’esistenza che fuori da una fede si percepisce solo come assurda.

Personaggi che si dibattono nel carcere della loro solitudine, con l’angoscia di non poter sapere perché si debba amare, perché si debba morire, con la sofferenza di non poter comunicare e di non poter dare il proprio amore perché non c’è nessuno pronto a riceverlo e a capirlo. Sono i temi, a ben vedere universali, della sua scrittura.

Il contrasto tra apparenza e realtà, lo sfaccettarsi della verità (tante verità quanti sono coloro che presumono di possederla), l’assurdità della condizione dell’uomo, fissato – pur nella molteplicità del suo sentire e del suo agire – nel letto di Procuste della catalogazione (adultero, innocente, ladro ecc.) in una forma che impastoia e soffoca la vita, come nota il critico letterario Salvatore Guglielmino.

Sono i cardini dell’espressione letteraria pirandelliana, coniugata drammaticamente in una ricerca continua di senso, che viene sempre delusa o illusa, in un tormento che genera una sete inestinguibile che poi, scavando ogni giorno negli abissi di solitudine degli uomini, altro non è se non sete, sete ardente, seppur misconosciuta, di Dio.

Ne “I quaderni di Serafino Gubbio operatore”, Pirandello scrive: “C’è un oltre in tutto. Voi non volete o non sapete vederlo”.

C’è un oltre in tutto. Lo comprende anche il protagonista di “Dono della Vergine Maria”, e il dolce colloquio di Nuccio con la Madonna è fra i suoi testi più belli e più toccanti:

“Tanto ho penato, tante ne ho viste, e ancora non ho finito… Vergine Santa, e sempre V’ho lodata! Morire io prima, no, Voi non avete voluto: sia fatta la Vostra santa volontà! Comandatemi, e sempre, fino all’ultimo, V’ubbidirò! Ecco io stesso, con le mie mani sono venuto a offrire l’ultima mia figlia, l’ultimo sangue mio: prendetevela presto, Madre degli afflitti; non me la fate penare più. Lo so, né soli né abbandonati: abbiamo l’aiuto Vostro prezioso, e a codeste mani pietose e benedette ci raccomandiamo. O sante mani, o dolci mani, mani che sanano ogni piaga: beato il capo su cui si posano in cielo!”

Il testamento

La fama del drammaturgo siciliano si consolida sempre di più e negli ultimi anni Pirandello gira per il mondo, al seguito delle sue opere che vengono rappresentate con grande successo nei più importanti teatri.

Nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura. Due anni dopo, nel dicembre del 1936 si ammala di polmonite e muore nella sua casa romana: non ha ancora compiuto settant’anni.

Il regime fascista avrebbe voluto per lui le esequie di Stato. Invece vennero rispettate le sue volontà così come le aveva espresse nel suo testamento: essere avvolto nudo in un lenzuolo e messo in una cassa sul carro dei poveri.

Lui, un premio Nobel, uno scrittore di fama internazionale, morire alla stregua dei più derelitti della terra.

Ma questo era il suo sentire, ciò che esprimeva il suo stare religiosamente dentro la vita del mondo, la sua incessante ansia di assoluto, che finalmente adesso trovava un approdo.

© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved  (articolo pubblicato sul mensile Madre di Dio di luglio 2014 – tutti i diritti riservati)

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo. Scrittrice per vocazione, terapeuta per formazione, mi piace definirmi una “giardiniera dell’anima”.

Sono un’autrice di libri editi fino a oggi in nove lingue e di testi per la radio, il cinema e il teatro. Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, musicoterapia, medicina naturale, life coaching a indirizzo psicobiologico, ​e infine perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale, d’impronta junghiana, per l’orientamento professionale, scolastico ed esistenziale.

Mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività. Insegno alle persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore, per la propria crescita spirituale e il benessere, la guarigione e l’autorealizzazione.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare gli altri a vivere e ad esprimere se stessi con tutta l’intensità del loro cuore.

Come autrice amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Le mie storie raccontano sentimenti profondi, che rispecchiano la mia anima e pongono interrogativi sul mistero della vita e dell’amore. Conosci le mie opere

Ho scritto e pubblicato negli ultimi anni: un’opera di narrativa, Venite, vi porto di là (sette racconti per anime sensibili), edita nel 2021, la plaquette di versi  Il tempo che oggi ti dorme nel cuore (2015), il volume di poesie Scrivo le mie lettere al lupo (in uscita nel 2022) e il saggio letterario (che uscirà sempre nel 2022) Nella rosa nella spina – L’itinerario poetico di Elio Fiore, dedicato a uno dei poeti più significativi della seconda metà del Novecento. Ho inoltre scritto e pubblicato nove volumi di biografie spirituali, diverse delle quali sono tradotte e diffuse in 18 Paesi nel mondo. Miei testi in questi anni sono stati pubblicati anche in riviste letterarie, volumi collettivi, antologie.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Gesualdo Bufalino: scrivere per resistere ai venti contrari del mondo

Gesualdo Bufalino

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

In alto a sinistra, sul foglio, un’incisione riproduce un mare in tempesta, cavalloni alti fino al cielo, attraversato quest’ultimo da nuvole basse e dense; all’orizzonte una nave, un vecchio bastimento, che il vento di procella ha già inclinato su un fianco, sta affondando, ma in mezzo alle onde ecco apparire una mano che, in un gesto di estrema resistenza, solleva da sotto le acque un libretto con le pagine aperte, ancora tutte bianche…

La frase più sotto, all’interno della sua lettera, mi dice nella calligrafia nervosa e svolazzante che gli era propria: “Guardi l’incisione stampata al sommo di questa let

tera. Anche lei, come ogni naufrago (tutti lo siamo), sollevi finché è possibile, il suo libretto sopra le onde…

Il sacerdozio della parola

Scrivere per resistere ai venti contrari del mondo, scrivere per scongiurare il presente ormai minacciato dall’afasia.

Lo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino credeva ancora, nonostante tutto, nella scrittura, nel sacerdozio della parola, nel suo potere salvifico. Come pochi. “In lui”, scrisse Renato Minore su “Il Messaggero” all’indomani della sua scomparsa, avvenuta il 14 giugno 1996, “c’era una dedizione sacerdotale alla scrittura, unica fonte legittima per conoscere l’inconoscibilità del mondo”.

Non a caso aveva posto l’immagine del mare in tempesta e della mano che regge un libro fra i flutti sul frontespizio della sua carta da lettera: un monito, e al tempo stesso un invito a sperare. La traccia di una improbabile, eppure necessaria, salvezza.

Chi era Gesualdo Bufalino

Gesualdo Bufalino

Gesualdo Bufalino era nato a Comiso, in provincia di Ragusa, nel 1920. Insegnante di liceo per tutta la vita, esordisce in letteratura poco più che sessantenne, nel 1981, con il romanzo “Diceria dell’untore” (Sellerio), scoperto da Leonardo Sciascia e presto portato alla ribalta nazionale come il caso letterario degli anni Ottanta.

Raccontato in prima persona, in una lingua articolatissima, fra elegia e pathos, tutto racchiuso e lavorato dentro l’ossessione della malattia (evidente metafora della vita), narra la storia di un amore sui generis sbocciato in un sanatorio della Conca d’Oro, in Sicilia, fra personaggi appassionati e dolenti che la morte, per un verso o per l’altro, finirà per ghermire.

Il successo raggiunto in età avanzata non cambia il coltissimo professore, lettore onnivoro, finissimo traduttore dal francese, dal temperamento timido e schivo, ingenuo e disincantato al tempo stesso come ogni siciliano che si rispetti.

Legatissimo alla città natale, aveva chiuso volontariamente il proprio orizzonte “fra due zolle” per poter così viaggiare da fermo, nei territori sconfinati della sua immaginazione barocca, nella realtà degli universi cartacei, zeppi di esistenze “vicarie”, impalpabili e vive più della stessa realtà.

Un solo mutamento aveva registrato la sua esistenza dopo l’exploit letterario: nel 1981, l’anno in cui uscì “Diceria dell’untore”, vincendo il Campiello e assicurandosi i favori del pubblico e della critica, Bufalino sposò Giovanna Leggio, che erstata sua allieva al liceo. La fama improvvisa aveva finito per spezzare il cerchio antico della solitudine e forzare così il blocco apparentemente irriducibile della sua misoginia.

 

Gesualdo Bufalino

Al primo fortunato romanzo erano seguite altre prove narrative, come “Museo d’ombre” (ancora per Sellerio, nel 1982) e poi, dopo il passaggio a Bompiani, opere quali “L’uomo invaso”, “Le menzogne della notte”, passando per i versi di “L’amaro miele” (Einaudi, 1982) e per i saggi, notevolissimi, fra cui sono da ricordare “La luce e il lutto”, “Il tempo in posa” (dedicati alla “sua” Sicilia, di cui è stato profondo conoscitore come pochi, in grado di decifrarne l’indecifrabile “sicilitudine” nel solco di Sciascia).

L’ultima prova narrativa, poco prima della morte, è stata “Tommaso e il fotografo cieco“, lucida e intelligente allegoria (venata di pessimismo) dell’Italia dei nostri giorni.

La vita che tradisce tutti i sogni

Gesualdo BufalinoLa vita che tradisce tutti i sogni. Il tempo che la memoria non redime. Gesualdo Bufalino non faceva mistero di sentirsi un “intruso” nell’odierna civiltà dei computer, lui che non era neppure capace di cambiare il nastro della sua Olivetti 35, peraltro usata soltanto per trascrivere “in bella” quanto veniva vergando sui fogli di carta di ogni risma, una biro rossa e una nera, nella poltrona accanto alla finestra.

Scriveva e riscriveva, tutto a mano, un’infinità di volte, mai contento, mai pago del suo lavoro.

Sacerdote della scrittura, la sua perfezione era maniacale, la scelta accurata delle parole (quelle che insieme poi facevano la cifra irripetibile della sua lingua densa, allusiva, sedimentata, sapiente) era il frutto di un processo mentale sorvegliatissimo.

Metodico e appartato, le sue giornate erano scandite da rituali pressoché ferrei: al mattino, appena sveglio, accendeva la radio per ascoltare i notiziari, a volume alto perché le voci gli giungessero in ogni angolo della casa in cui si muoveva; poi a un certo punto la radio taceva, lui si immergeva nelle scartoffie: progetti di libri, articoli, lettere (tantissime, da tutt’Italia) a cui rispondere; poi c’erano le letture, sterminate; e le passeggiate lungo il Corso, il circolo con gli amici, la vecchia madre Maria, ultranovantenne, a cui pensare (era arrivato persino a strapparsi i bottoni delle camicie per poterla tenere, amorevolmente, occupata).

E le visite alla moglie Giovanna, poco fuori Vittoria, dove risiedeva da qualche anno dopo essere stata colpita da un ictus cerebrale. Tornava proprio da una visita fatta alla moglie la sera del 14 giugno 1996: un banale incidente automobilistico metteva fine alla sua esistenza, a 76 anni.

Non era mai voluto andare via dalla sua terra, da quella remota, polverosa provincia della Sicilia “babba”, in cui la vita poteva essere ancora vissuta senza affanni, a misura d’uomo, in sintonia con il creato, consapevole che al lavoro dell’anima occorrono due cose soltanto: solitudine e silenzio.

Viaggiatore senza bagaglio, ha oltrepassato quel giorno il muro fasciato d’ombra, fino in fondo al mistero, aspettando di sentire la voce, finalmente, di Colui che sempre tace.

© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

[pubblicato per la prima volta su “Il nostro tempo”, Torino, settembre 1997 – tutti i diritti sono riservati]

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo. Scrittrice per vocazione, terapeuta per formazione, mi piace definirmi una “giardiniera dell’anima”.

Sono un’autrice di libri editi fino a oggi in nove lingue e di testi per la radio, il cinema e il teatro. Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, musicoterapia, medicina naturale, life coaching a indirizzo psicobiologico, ​e infine perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale, d’impronta junghiana, per l’orientamento professionale, scolastico ed esistenziale.

Mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività. Insegno alle persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore, per la propria crescita spirituale e il benessere, la guarigione e l’autorealizzazione.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare gli altri a vivere e ad esprimere se stessi con tutta l’intensità del loro cuore.

Come autrice amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Le mie storie raccontano sentimenti profondi, che rispecchiano la mia anima e pongono interrogativi sul mistero della vita e dell’amore. Conosci le mie opere

Ho scritto e pubblicato negli ultimi anni: un’opera di narrativa, Venite, vi porto di là (sette racconti per anime sensibili), edita nel 2021, la plaquette di versi  Il tempo che oggi ti dorme nel cuore (2015), il volume di poesie Scrivo le mie lettere al lupo (in uscita nel 2022) e il saggio letterario (che uscirà sempre nel 2022) Nella rosa nella spina – L’itinerario poetico di Elio Fiore, dedicato a uno dei poeti più significativi della seconda metà del Novecento. Ho inoltre scritto e pubblicato nove volumi di biografie spirituali, diverse delle quali sono tradotte e diffuse in 18 Paesi nel mondo. Miei testi in questi anni sono stati pubblicati anche in riviste letterarie, volumi collettivi, antologie.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

García Márquez e la mia mamma “supercoach”

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

García Márquez accompagnò la moglie Mercedes all’ufficio postale per spedire il manoscritto completato a Buenos Aires. Erano due sopravvissuti a una catastrofe. Il pacco conteneva 490 fogli e l’impiegato decretò: «Sono ottantadue pesos».

García Márquez fissò Mercedes che frugava nel borsellino alla ricerca del denaro. Non ne avevano che cinquanta, il che voleva dire spedirne solo metà: García Márquez rimase a osservare l’omino che toglieva un foglio dopo l’altro, come fossero state fette di pancetta, fino a raggiungere il peso che potevano permettersi di inviare. Tornarono a casa, presero la stufa, l’asciugacapelli e il frullatore, li portarono al banco dei pegni e tornarono all’ufficio postale per spedire la seconda metà.

Quando furono di nuovo in strada Mercedes si fermò, si girò verso di lui e disse: «Ehi, Gabo, ora ci manca solo che il libro non vada bene». 

Ma il romanzo per fortuna andò molto bene: era il suo capolavoro “Cent’anni di solitudine“.

Mi ha fatto pensare, e anche un po’ sorridere, la storia dell’ufficio postale. L’estenuante invio alle case editrici, la perdita di soldi, di tempo, di energie, e la costante sensazione di girare a vuoto in attesa di risposte che non arrivano, la morsa di un mestiere che da un lato è bellissimo e dall’altro è crudele, per non dire assurdo. Sono cose che conosco bene.

Diceva García Márquez: «Scrivere libri è un mestiere suicida. Nessun altro esige tanto tempo, tanta fatica, tanta dedizione in rapporto ai benefici immediati. Non credo ci siano molti lettori che, finito di leggere un libro, si chiedano quante ore di angosce e di calamità domestiche siano costate all’autore quelle duecento pagine e quanto ha riscosso per il suo lavoro. Dopo questa triste constatazione di sciagure è naturale domandarsi perché noi scrittori scriviamo. La risposta, inevitabilmente, è tanto melodrammatica quanto sincera. Si è scrittori, semplicemente, come si è ebrei o neri. Il successo è incoraggiante, il favore dei lettori è stimolante, ma questi sono solo vantaggi supplementari perché un bravo scrittore continuerà a scrivere comunque, anche se le sue scarpe cadono a pezzi e anche se i suoi libri non vendono».

Io ricordo che all’ufficio postale ci andava ogni volta mia madre, con buste imbottite piene di fogli da spedire a questa o a quella casa editrice. Fogli che erano sogni, parole che erano ali. Ali con cui volevo volare, superare la forza del tempo, far vibrare il mio cuore e quello di chi mi avrebbe letto, un giorno… E quante angosce, quante attese inutili il più delle volte. Le case editrici hanno porte impenetrabili, chiavistelli sconosciuti. Mia madre imperterrita, però, continuava ad andare. All’ufficio postale ormai la conoscevano bene.

Che tenerezza a ripensarci, ora che lei non c’è più, e quanta gratitudine per la sua caparbietà: per lei la sconfitta non esisteva, era parola senza senso.

Adesso si parla tanto di avere un coach, un personal trainer. Io l’ho avuto senza che lo sapessi, senza che avesse questo nome: era semplicemente la mamma.

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Sono un’autrice di libri editi fino a oggi in nove lingue e di testi per la radio, il cinema e il teatro. Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, musicoterapia, medicina naturale, life coaching a indirizzo psicobiologico, ​e infine perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale, d’impronta junghiana, per l’orientamento professionale, scolastico ed esistenziale.

Mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività. Insegno alle persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore, per la propria crescita spirituale e il benessere, la guarigione e l’autorealizzazione.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare gli altri a vivere e ad esprimere se stessi con tutta l’intensità del loro cuore.

Come autrice amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Le mie storie raccontano sentimenti profondi, che rispecchiano la mia anima e pongono interrogativi sul mistero della vita e dell’amore. Conosci le mie opere

Ho scritto e pubblicato negli ultimi anni: un’opera di narrativa, Venite, vi porto di là (sette racconti per anime sensibili), edita nel 2021, la plaquette di versi  Il tempo che oggi ti dorme nel cuore (2015), il volume di poesie Scrivo le mie lettere al lupo (in uscita nel 2022) e il saggio letterario (che uscirà sempre nel 2022) Nella rosa nella spina – L’itinerario poetico di Elio Fiore, dedicato a uno dei poeti più significativi della seconda metà del Novecento. Ho inoltre scritto e pubblicato nove volumi di biografie spirituali, diverse delle quali sono tradotte e diffuse in 18 Paesi nel mondo. Miei testi in questi anni sono stati pubblicati anche in riviste letterarie, volumi collettivi, antologie.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Perché scriviamo? Per sapere che non siamo soli

perché scriviamo

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Il grande scrittore di lingua inglese Clive S. Lewis diceva: “Leggiamo per sapere che non siamo soli“.

Ma io aggiungo che noi scriviamo per il medesimo motivo. Scriviamo per sapere che non siamo soli. Scriviamo per comunicare qualcosa che da personale può assurgere a valore universale se trova negli altri un terreno condiviso.

Così come leggere non è un lusso ma una necessità, scrivere è la stessa cosa, è una necessità esistenziale, anche se non si diventerà mai degli scrittori a tempo pieno, se nella vita si prenderanno altre strade, se si farà un altro mestiere.

Quante volte magari ti è capitato questo: ti sei sentito arrabbiato o triste e allora per sfogarti hai preso carta e penna, scrivendo di getto tutto quello che provavi, e poi alla fine hai sentito come un senso di leggerezza, come se ti fossi liberato di un peso…

Tutto questo è meraviglioso, non ti pare? Ma avviene perché la scrittura nasce dalla nostra interiorità.

L’aspetto più importante della scrittura è proprio questo: scrivere può aiutarci a guarire le ferite del cuore.

Ma cosa c’è prima della scrittura?

Prima della scrittura c’è l’ascolto, lo sguardo, il pensiero. Bisogna allenarsi a queste tre cose, praticamente ogni giorno, come farebbe un atleta.

Che significa?

Significa che ogni giorno bisogna prestare attenzione al mondo che ci circonda, farne oggetto della nostra osservazione, prima, e della nostra riflessione, poi.

La scrittura non nasce nel momento in cui ti siedi a un tavolo e accendi il computer. La scrittura nasce prima, nella trama di ogni giorno, nelle ore trascorse a fare altro, magari il tuo lavoro, o i mestieri di casa, il tempo passato – ma non perso – ad accudire i tuoi familiari, a fare la spesa al supermercato, a passeggiare in un viale, a chiacchierare con un’amica che non vedevi da molto tempo.

Quindi, da oggi in poi, se non l’hai fatto mai oppure l’hai fatto in maniera discontinua, senza pensarci troppo, abituati a sviluppare attenzione verso il mondo che ti sta intorno.

Osservare, ascoltare, e poi annotare: pensieri e riflessioni. Come? Su un taccuino che ti abituerai ad avere sempre con te, scrivendo a mano, perché il pensiero sulla carta fluisce più lentamente ed è in grado di andare più in profondità rispetto alla velocità, pur comoda, di una tastiera di pc.

La prima cosa che dovrai fare, dunque, è proprio di sviluppare questa particolare attitudine.

All’inizio dovrai prestarci un po’ di attenzione, poi invece ti diventerà familiare – come inspirare ed espirare – e sarà la condizione essenziale perché tu possa aprirti al processo creativo della scrittura.

L’ho detto: noi scriviamo per sapere che non siamo soli. Scriviamo per comunicare qualcosa. Qualcosa che gli altri possano condividere.

Scrivere allora è, in un certo senso, necessario. Per me lo è sempre stato, sicuramente. E nel corso degli anni ne acquisto consapevolezza ogni giorno di più.

Ed oggi ho la gioia di condividere con te questa piccola anticipazione: è uscito il mio nuovo libro: Venite, vi porto di là.

È un libro di racconti. Sono “sette racconti per anime sensibili“.

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Miele della vita

 

Miele della vita 

DI MARIA AMATA DI LORENZO

 

Corrono leggere le nuvole nel cielo
le navi passeggere nel mare greco
dal terrapieno ascolti
le sirene cantare nel porto
sottostante
crinali di voci verso sera.

Questo angolo di solitudine
dove la realtà scontorna leggera
ed è già sogno
di viaggi indelibati
nell’ondosa vastitudine delle sillabe

da cui decanti il miele
della vita
a goccia a goccia –

il cuore improvvisamente si fa leggero
e il cielo sembra aprirsi
ai dolci segreti
di mille e una parola
che oggi danno il fuoco
all’anima.

 

© Maria Amata Di Lorenzo, dalla raccolta poetica Il tempo che oggi ti dorme nel cuore – tutti i diritti riservati.

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Scrivere per stare meglio

scrivere per stare meglio

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

La scrittura  è sempre stata per me un modo di conoscermi, ed anche un modo di prendermi cura di me stessa.

Qualcosa di vitale, come mangiare e come respirare, che non ha nulla a che vedere con la pubblicazione.

Pubblicare e scrivere, infatti, sono due cose molto differenti.

La seconda, scrivere, dà in definitiva molta più soddisfazione della prima, è una soddisfazione di tipo interiore, molto intima, che rimane e che appaga molto di più che vedere una pila dei propri libri in bella mostra nelle librerie. Questa infatti è una soddisfazione di breve respiro, che dura solo un attimo e poi passa. La scrittura, invece, è qualcosa che resta.

Molte persone che conosco, le quali vorrebbero scrivere ma non lo fanno, il più delle volte per mancanza di tempo, dicono che ritagliarsi un momento per scrivere è una specie di miraggio, una cosa quasi impossibile, considerata la loro fitta agenda di impegni.

Sembra a conti fatti un lusso, che non tutti possono permettersi nel turbinio della vita moderna. Ma ne siamo sicuri?

E se scrivere invece non fosse un lusso ma una necessità?

Se invece fosse un modo semplice, eloquente, persino necessario per raggiungere la pienezza emotiva, spirituale e psichica? Per sintetizzare pensieri e sentimenti, e capire come essi agiscano sugli eventi della nostra vita e viceversa?

Se scrivere fosse invece una funzione umana importante e servisse a mantenere e a migliorare la nostra salute psichica e fisica, allo stesso modo in cui lo fanno il cibo sano, l’aria pulita, il sonno, l’esercizio fisico e tutte le altre pratiche di benessere spirituale?

 

“Uscire dalla fossa”

La scrittrice americana Alice Walker, autrice del famoso romanzo Il colore viola (da cui alcuni anni fa è stato tratto un film di grande successo), ha detto che scrivere è “una questione di necessità, e che si scriva per salvare la propria vita è la pura verità; finora per me la scrittura è stata una scala davvero salda per uscire dalla fossa”.

Immagine molto forte, questa della “fossa”, però rende assai bene l’idea. È una metafora potente. Vuol dire che se c’è una fossa, c’è anche una “scala” che rappresenta una via di uscita, sicura e affidabile: questa scala è la scrittura. Noi dobbiamo usarla per raggiungere la libertà e la salvezza.

Scriviamo allora per fare luce dentro di noi, per imparare a stare meglio. Ne trarremo un gran beneficio, te lo assicuro.

Come ho già scritto in questo post, noi scriviamo per sapere che non siamo soli. Scriviamo per comunicare qualcosa. Qualcosa che gli altri possano condividere. Scrivere allora è, in questo senso, necessario.

Lo è sempre stato per me, te lo confesso, e lo sarà sempre.

Ed oggi ho la gioia di condividere con te l’uscita del mio nuovo libro: Venite, vi porto di là.

È un libro di racconti. Sono “sette racconti per anime sensibili“.

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CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo. Scrittrice per vocazione, terapeuta per formazione, mi piace definirmi una “giardiniera dell’anima”.

Sono un’autrice di libri editi fino a oggi in nove lingue e di testi per la radio, il cinema e il teatro. Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, musicoterapia, medicina naturale, life coaching a indirizzo psicobiologico, ​e infine perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale, d’impronta junghiana, per l’orientamento professionale, scolastico ed esistenziale.

Mi occupo di spiritualità, benessere e crescita personale, e mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività. Insegno alle persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore, per la propria crescita spirituale e il benessere, la guarigione e l’autorealizzazione.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare gli altri a vivere e ad esprimere se stessi con tutta l’intensità del loro cuore.

Come autrice amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Le mie storie raccontano sentimenti profondi, che rispecchiano la mia anima e pongono interrogativi sul mistero della vita e dell’amore. Conosci le mie opere

Ho scritto e pubblicato negli ultimi anni: un’opera di narrativa, Venite, vi porto di là (sette racconti per anime sensibili), edita nel 2021, la plaquette di versi  Il tempo che oggi ti dorme nel cuore (2015), il volume di poesie Scrivo le mie lettere al lupo (in uscita nel 2022) e il saggio letterario (che uscirà sempre nel 2022) Nella rosa nella spina – L’itinerario poetico di Elio Fiore, dedicato a uno dei poeti più significativi della seconda metà del Novecento. Ho inoltre scritto e pubblicato nove volumi di biografie spirituali, diverse delle quali sono tradotte e diffuse in 18 Paesi nel mondo. Miei testi in questi anni sono stati pubblicati anche in riviste letterarie, volumi collettivi, antologie.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.