Novembre, memorie di cielo

novembre memorie di cielo

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Avete visto le foglie d’autunno tutte accartocciate sull’asfalto come hanno cambiato colore, dal verde intenso dell’estate, e noi le indichiamo col dito e le chiamiamo “foglie morte“… ma è proprio così?

Ci pensavo rientrando a casa al termine delle consuete lezioni settimanali del corso per volontari ospedalieri. Riflettevo su quello che avevo appena imparato al corso e sentivo sotto le mie scarpe lo scricchiolare della foglie secche lungo il viale che stavo percorrendo all’imbrunire, le quali formavano come un tappeto ai piedi degli alberi già in buona parte spogli.

Ci pensavo e mi dicevo: quante volte noi crediamo che sia morte ciò che invece è vita…

Lo facciamo, ad esempio, con le foglie autunnali, chiamandole foglie morte, ma esse nascondono nel loro afflosciarsi e cadere un germe di quel che sarà nuovamente vita a primavera.

Dall’estate noi procediamo verso l’inverno e sembra ai nostri occhi che questo sia un movimento che dalla vita porta verso la morte, il freddo, l’immobilità. Non è così.

La natura si ferma per rigenerarsi, e nell’autunno, anche se non lo vediamo, è già presente il seme della primavera che verrà.

Non lo vediamo, perché siamo abituati a guardare solo le apparenze, non andiamo oltre. E le apparenze ci parlano di morte. La stessa cosa accade anche con le persone passate “all’altra riva della vita”.

Sì, perché ottobre giunge ormai al termine e ci immette nel mese dei santi e della memoria dei nostri cari volati in Cielo.

Non è un caso, secondo me, che i Santi e i Morti siano due ricorrenze così vicine sul nostro calendario: ci additano una strada, che è la stessa per tutti.

C’è un cammino da fare per tutti noi, che parla di santità ed anche di morte.

Tutti siamo chiamati alla santità, anche se la parola in sé ci incute molto timore, imperfetti come siamo nella carità, nella fede e finanche nella speranza.

Ma quella è la strada, e il nostro cuore lo sa.

La strada comune per tutti noi passa attraverso quella cosa che chiamiamo morte. Un mistero.

Un mistero mai sciolto. Impossibile da sciogliere finché siamo qui e la verità delle cose sta “dall’altra parte del velo”.

Dobbiamo affidarci, dobbiamo abbandonarci. Andare sino in fondo.

Mi viene in mente un pensiero scritto da Albert Camus nel suo diario: Andare sino in fondo significa non soltanto resistere ma anche abbandonarsi…”

 

alda merini

 

E il primo novembre 2009, esattamente dieci anni fa, moriva a Milano la  poetessa Alda Merini.

I versi di Alda Merini sono tra le maggiori espressioni liriche del Novecento. La colpa e la grazia, l’inferno e la gloria, la tenebra e la luce sono stati i poli della sua ricerca poetica.

“Quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio – diceva lei – non ha fatto altro che rivelarmi la grande potenza della vita.”

Con la sua esistenza difficile e sofferta e con le sue opere Alda Merini ha segnato la storia culturale italiana.

La donna che per dodici anni era stata rinchiusa in manicomio, cui avevano allontanato le figlie, il cui cervello era stato folgorato con 37 elettrochoc. Nata il primo giorno di primavera e morta il giorno di tutti i Santi.

Un’artista che ha saputo fondere vita ed arte in un’unica, inscindibile forma. E che ha lasciato scritto, quasi un testamento:“Per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”.

Vi saluto con una delle sue poesie più significative:

“Non sono una macchina che scrive solo poesie, / sono una fragile donna con tanti fili di seta, / sono una donna lieta coperta di mille rossori, / troppo fragile e nuda perché possa chiamarmi l’amore”.

*


CHI SONO

Coltivatrice di esistenze felici, mi occupo di crescita personale e spirituale, salute e benessere naturale, creatività e business con l’anima. Aiuto persone creative e supersensibili (come me) a crearsi una vita ed un lavoro secondo i propri sogni, talenti e desideri senza rinunciare ad essere se stesse.

Se desideri una consulenza con me puoi scrivere a questa mail: dottoressa.amata@gmail.com


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Parole da scrivere per una guarigione creativa

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Il dolce mese di ottobre continua il suo corso e scrive nel mio cuore. Scrive giorni di quiete e di silenziosa bellezza.

Io amo l’autunno, è una stagione così introspettiva, induce a guardare dentro di sé, ad attivare uno sguardo profondo nella propria interiorità dove si celano i tesori più nascosti e segreti.

Ottobre è un mese che custodisce molti segreti in fondo all’anima.

È bello passeggiare sulla riva del mare, verso sera, quando l’avvolge la luce che pian piano tramonta, oppure addentrarsi lungo i sentieri di un parco in città, con le foglie degli alberi che a poco a poco si arrossano e prendono le sfumature bellissime, tipiche dei colori dell’autunno, prima di cadere con volo lento dai rami quando hanno terminato il loro ciclo, per accartocciarsi a poco a poco sotto i nostri passi scricchiolando, e noi sappiamo allora che si stanno preparando giorni freddi che non tarderanno ad arrivare, nel ciclo non lontano dell’inverno.

La natura ci insegna molto, sulla vita e sulle stagioni. Che non sono solo quelle della terra, ma anche della nostra vita, delle nostre anime.

Una “zona di confine”

Così “caldo” nei suoi meravigliosi colori autunnali, così dolce ed introspettivo, ottobre è una “zona di confine”.  Ci insegna a nutrire la pazienza e a percepire la bellezza segreta che si nasconde dietro le cose.

È il mese perfetto per imparare questa tecnica di cui oggi ti voglio parlare.

Ogni momento dell’anno, in verità, è buono per impararla e per iniziare a praticarla, in relazione ai benefici che si ottengono, copiosi e sicuri.

Ma questo mese, che spinge molto alla riflessione, ad uno sguardo profondo rivolto all’interno di noi stessi, direi che è perfetto per iniziarla e per introdurla nella tua routine quotidiana.

Ho scritto questo post per spiegartela passo passo.

Questa tecnica che ti propongo è un esercizio estremamente utile per te e voglio subito rassicurarti su un fatto: non devi essere un poeta o uno scrittore professionista per cimentarti in questa impresa.

Se stare davanti a un foglio bianco ti mette a disagio perché pensi di non essere in grado di fare questo esercizio, voglio chiarirti, prima che tu continui a leggere questo post, che non ti devi accostare alla scrittura come a qualcosa di magniloquente e originale, ma come a uno strumento utile per la tua vita quotidiana, qualcosa che ti consente di liberarti di quelle zavorre emotive che ti imprigionano senza che tu ne abbia consapevolezza.

O forse di qualcosa ti sarai già accorto, qualcosa lo hai intuito dentro di te, ma non hai trovato le risposte, non avendo gli strumenti adeguati per farlo.

Ti sarà infatti capitato più di una volta, se non addirittura tutti i giorni, di ritrovarti ingolfato, per non dire oppresso, da tanti pensieri, ansie, preoccupazioni, che tolgono serenità al tuo vivere quotidiano. Il più delle volte queste angustie cominciano fin dalle prime ore del mattino. È un’inquietudine simile a un sottofondo che dà una bassa tonalità alle tue giornate, e non sai neppure tu che cosa sia di preciso però ne vedi gli effetti invalidanti sul piano psicologico ed anche fisico.

Si tratta semplicemente di spazzatura emotiva. Te ne devi liberare, ma in questo caso non puoi utilizzare i sacchetti dell’immondizia come fai con la spazzatura normale, residui di cibo e oggetti inutili. La spazzatura emotiva è un’altra cosa.

Come fare a liberarsene?

Seguendo i suggerimenti di Julia Cameron, insegnante di creatività spirituale, io ho appreso una buona pratica, che adesso vorrei condividere con te. È facile da imparare, ed è anche molto semplice da mettere in atto, assimilandola alle tue abitudini giornaliere.

Perché non incominciare da subito? Ti bastano solo quindici minuti al giorno.

In una giornata fatta di ventiquattro ore di certo non è difficile ritagliarsi quindici minuti, soprattutto se lo si fa al mattino presto, appena alzati. Dopo il trillo della sveglia e i necessari primi sessanta secondi di mi-alzo-non-mi-alzo che ti inducono a rimanere ancora un po’ a poltrire nel tuo letto con gli occhi chiusi, apri finalmente gli occhi e vai a sederti nel luogo più tranquillo della tua casa, quello in cui non ti disturberà nessuno, e scrivi le tue pagine del mattino.

Che cosa sono le “pagine del mattino”?

Non sono un diario, sono quindici minuti di “drenaggio cerebrale”, io lo chiamo così, e praticandolo ininterrottamente posso garantirti che i benefici si vedono, eccome!

“Le pagine del mattino – scrive Julia Cameron – sono lo strumento primario per una guarigione creativa”.

Ma entriamo nel dettaglio: come si devono scrivere queste pagine?

Si scrivono appena svegli, con la mente che sta uscendo dalle brume dei sogni notturni, e sono un mezzo potente per andare “di là”.

Di là dove? – mi chiederai tu.

Di là dalla paura, ti rispondo, di là dalle idee e dai problemi che ti assillano fin dalle prime ore del mattino, per trovare soluzioni insperate che vengono dettate dall’inconscio, e soprattutto per trovare un luogo calmo del cuore da cui poter far ripartire il nuovo giorno, che non sarà più una zavorra di cose da compiere ma una straordinaria catena di opportunità.

Per scrivere bastano solo quindici minuti

Bastano solo quindici minuti, un quaderno a righe o a quadretti, una penna e tre pagine da scrivere ogni giorno, senza mai saltarne uno.

Attenzione: le pagine del mattino non vanno “pensate”, non stai facendo un componimento di bella scrittura, e in questo forse gli scrittori di professione troveranno qualche difficoltà, per l’abitudine di scrivere in bello stile che è una forma mentis molto difficile da scrollarsi di dosso.

Al contrario, chi non ha mai scritto niente in vita sua ne può essere avvantaggiato. Le pagine del mattino, infatti, sono scrittura grezza, vergata di getto, fatta seguendo unicamente il flusso dei propri pensieri.

Non censurare niente!

Puoi essere estremamente arrabbiato la mattina per una serie di problemi che stai avendo ed allora butta sulla carta la tua rabbia, dalle un nome, non avere paura di tirar fuori cose banali o anche meschine o ridicole.

Non censurare niente. Questa accozzaglia lamentosa, fatta magari di idee stupide, pensieri ripetitivi, autocommiseranti, rabbiosi o futili rappresenta quella zavorra di preoccupazioni che intasano la tua mente per tutto il giorno, che opprimono il tuo cuore e non ti fanno vivere bene, in modo sereno.

Capisci adesso perché è importante tirarle fuori, grazie alla scrittura quotidiana di queste pagine da fare tassativamente al mattino appena svegli?

È questo infatti il momento migliore, quello che porterà più efficacia alla tua vita e cambierà la trama dei tuoi giorni.

Questo è un sistema collaudato e che funziona molto bene, è facile e non porta via tanto tempo, appena un quarto d’ora al giorno, però i risultati sono grandi e allora vale la pena svegliarsi 15 minuti prima per poterlo fare ogni giorno.

Non puoi nemmeno immaginare come questa abitudine possa riuscire a migliorare ogni aspetto della tua vita, perché innanzitutto praticandola assiduamente ogni giorno ti darà una forte centratura interiore, ti sentirai carico, pieno di energia e riuscirai anche a fare più cose impiegandoci meno tempo.

Chi poi possiede un talento creativo lo troverà più sviluppato, potrà scrivere, dipingere, ricamare, fare qualunque cosa… questa è una tecnica davvero meravigliosa!

 

 

Una tecnica di ascolto interiore

Chiunque scriva fedelmente le pagine del mattino sarà guidato a un contatto con una sorgente di chiarezza interiore.

Se fai parte di quella schiera di persone che in vita loro hanno scritto soltanto la lista della spesa, niente paura, ma affronta anzi con fiducia questa tecnica di ascolto interiore così efficace e anche così facile da mettere in pratica.

Nessuno dovrà leggere le tue pagine, nemmeno tu. Devi solo scrivere, e non tornare mai indietro a leggere quello che hai scritto. E quando il quaderno sarà finito, devi strapparlo e buttarlo via.

Non stai infatti scrivendo un diario o un romanzo, ma ti stai sbloccando dentro, ti stai “scongelando” un po’ alla volta e non hai bisogno di rileggere o conservare le pagine che vieni scrivendo di giorno in giorno. Esse hanno già assolto la loro funzione nel momento stesso in cui tu le stendi sulla carta.

Perciò scrivile ogni giorno e riponile in un luogo sicuro, lontano da occhi indiscreti. Tre paginette al giorno, da fare al mattino appena svegli, lasciando andare i pensieri in libertà.

Credimi, i benefici di questa buona pratica si riverbereranno assai presto nella tua vita quotidiana. Scommettiamo?

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Ottobre, il coraggio di ascoltarsi dentro

ottobre ascoltarsi dentro

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

E’ iniziato il bel mese di ottobre!

Ottobre è un mese che amo molto, un mese affascinante, ricco di suggestioni, di dolcezze autunnali, di riflessioni spirituali.

È il mese legato all’archetipo della Bilancia, che simbolicamente rappresenta la Giustizia ma anche la Relazione.

Siamo chiamati ad ascoltarci “dentro”, a ricalibrare dove necessario quelli che sono i valori portanti della nostra vita, a capire se siamo aderenti al nostro sentire, quello vero, e a interrogarci veramente nel profondo.

La Bilancia, che è il secondo archetipo dei segni d’Aria, ci parla di quel viaggio assai difficile che noi compiamo nella vita insieme a un altro, insieme agli altri: ci parla di relazione.

È questa l’essenza della nostra vita. Tutta la nostra vita è relazione, se ci pensi bene. Da quella con la mamma, relazione primigenia, già presente nel grembo materno prima ancora di nascere, alla relazione con i fratelli, i parenti e gli amici, i colleghi di lavoro, le persone che amiamo e con cui condividiamo la vita.

Anche quella con Dio è una relazione, sia che si creda e sia che ci si professi atei.

La relazione è il fulcro della nostra esistenza ed è ciò su cui ci fa riflettere questo mese di ottobre che incomincia.

Quanto siamo veri? Quanto siamo onesti? Quanto siamo congruenti?

La risposta sta dentro di noi, sta dentro di te.

Ti invito a cercarla, e a non scantonare come saresti tentato di fare. Perché è la cosa più facile di questo mondo fuggire, ingannare ed anche autoingannarsi.

La cosa più forte, invece, la più tosta, ma anche altamente evolutiva, è fermarsi per comprendersi “dentro”, per essere sinceri con se stessi, così da poterlo poi essere anche con gli altri.

E poi trasformarsi, avere il coraggio di cambiare il sentiero, e nutrire in profondità il cuore.

Ti auguro in questo mese di navigare verso la sincerità per trovare il tesoro ancora nascosto della gioia vera che ti aspetta.

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La nostra sostanza spirituale

la nostra sostanza spirituale

 

di MARIA AMATA DI LORENZO 

 

Secondo te, noi siamo dei corpi che hanno dentro un’anima o siamo anime che rivestono un corpo di carne? A sentire la maggior parte delle persone sembrerebbe vera la prima ipotesi.

Le persone, tu ed io, ci identifichiamo con il nostro corpo. Pensiamo di “essere” il nostro corpo, e dell’anima sappiamo ben poco, per la maggior parte della nostra vita.

Fino a quando succede qualche cosa, un processo di maturazione lenta oppure un evento all’improvviso, che ci pone davanti un’altra realtà: noi non siamo dei corpi che dentro hanno quella cosa che si chiama “anima”.

Noi siamo delle anime, siamo esseri spirituali che vengono qui sulla terra per fare un’esperienza fisica, materiale, prendendo un corpo. Il corpo è il nostro “veicolo”.

Non dimentichiamo mai perciò la nostra sostanza spirituale, e non dimentichiamo mai i nostri primi e più grandi amici sulla terra. Essi sono i nostri Angeli Custodi.

Li festeggeremo tra pochi giorni, il 2 ottobre, ma in realtà loro stanno sempre accanto a noi, perciò non ce ne ricordiamo solo nel giorno solenne della loro festa!

Un angelo per amico

Che cosa meravigliosa è avere un amico come l’angelo custode! Così presente e sollecito ai tuoi bisogni, così vicino a te che appena lo chiami accorre e ti aiuta nelle piccole beghe o paure di ogni giorno.

Tu non sei mai solo, gli altri possono abbandonarti, presi dal loro egoismo, dalla loro superficialità, dai loro sentimenti volubili. L’angelo no, lui è accanto a te, ma se non lo chiami non viene in tuo aiuto, perché rispetta al 100 per cento la tua libertà.

Così se tu non credi in Dio, che ha posto un angelo al tuo fianco per tua custodia e difesa, non potrai mai sentire la sua presenza e lui se ne resterà lì con le mani in mano, inoperoso, per tutto il tempo della tua esistenza, però se tu lo chiami, credimi, lui non se lo farà ripetere due volte!!

 

arcangeli

 

I potenti e amorevoli aiutanti del Cielo

Quante volte ti sei sentito solo? Quante volte hai pensato che nessuno ti aiutava, che nessuno ti voleva bene e ti sosteneva nelle tue fatiche quotidiane, e scacciava la tua tristezza?

Capita a volte che ci sentiamo così: soli e abbandonati. Ma la verità è che noi non siamo mai soli. C’è sempre un angelo accanto a noi, che ci protegge e ci guida. E’ il nostro angelo custode.

Ma non è il solo a proteggerci se gli chiediamo di farlo. Altri potenti e amorevoli aiutanti noi abbiamo in Cielo. Sono angeli di gerarchia superiore e si chiamano Arcangeli.

Sono Michele, Raffaele e Gabriele e li festeggiamo il 29 settembre.

Michele è il Principe delle milizie celesti e nel mondo invisibile, quello che noi chiamiamo Cielo, ha una missione molto importante: guida la Compagnia della Misericordia che ha il delicatissimo compito dei “salvataggi”.

Raffaele è l’Arcangelo della guarigione e il suo nome significa “medicina di Dio”. Ci insegna quando stiamo male ad affidarci al nostro Creatore che è la fonte di ogni guarigione per noi.

Gabriele è l’Arcangelo Messaggero ed è lo scriba celeste, protegge gli insegnanti e i comunicatori, chi mette i suoi talenti al servizio degli altri. L’Arcangelo Gabriele annunciò la nascita di Gesù e di Giovanni Battista e lo troviamo pure nella tradizione islamica dove è l’angelo che appare al profeta Muhammad per rivelargli il Corano.

Questi potenti e amorevoli aiutanti del Cielo sono sempre vicini a noi. Abbiamo tutto da guadagnarci se impariamo a pregarli, a ringraziarli, se coltiviamo nel nostro cuore affetto e riconoscenza per loro, saranno nostri amici imperituri!

 


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I benefici della prima luna calante d’autunno

benefici luna calante autunno

 

di MARIA AMATA DI LORENZO 

 

Sta per arrivare ufficialmente l’autunno… lo sai, vero? Anche se però l’equinozio quest’anno (come già è avvenuto nel 2018) non cadrà proprio il 21 settembre, ma il 23, e segnerà la fine dell’estate nel nostro emisfero boreale.

Le ore del buio e quelle della luce avranno lo stesso arco di tempo perché la durata del giorno e quella della notte sarà costituita dallo stesso numero di ore. Questo è appunto il fenomeno dell’equinozio, quando i raggi del Sole cadono perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra. Per noi sta a significare la fine dell’estate e l’ingresso della stagione autunnale. Nell’emisfero australe invece va ad incominciare la primavera.

L’autunno ci evoca chissà perché l’idea della perdita, per via forse della natura intorno a noi che si spoglia a poco a poco e ci trasmette a volte un senso di malinconia, ma in realtà – se lo vediamo da un altro punto di vista – l’autunno è una stagione di abbondanza. La natura stessa ce lo insegna: c’è la raccolta della frutta, delle olive, c’è la vendemmia.

Dovremmo imparare a non vedere le cose come sovente facciamo noi, sempre dal lato della scarsità, ma al contrario della ricchezza, non di quello che ci manca (perché qualcosa che manca ci sarà sempre) ma di ciò che c’è intorno a noi e c’è in abbondanza… non lo credi anche tu?

Vivremmo meglio i nostri giorni, con quella consapevolezza che ci rende liberi e con la saggezza spirituale che ci fa assaporare la vita in tutte le sfumature, anche le più piccole, che sono ricche di significato per noi se le sappiamo vedere.

Questi sono anche i giorni della luna calante e io ti consiglio vivamente di approfittarne, durerà fino al 27 di settembre e va a segnare un tempo ideale per fare alcune cose piuttosto importanti per il nostro benessere fisico ed emotivo.

È questo il momento ideale per depurarsi e per mangiare in modo più sano, introducendo nella dieta giornaliera molte verdure, sia cotte che crude, e bevendo acqua non gassata ma naturale di bottiglia (almeno un litro e mezzo al giorno).

È il momento ideale per fare lo scrub del viso e del corpo, esfoliando la pelle ed eliminando in questo modo le cellule morte, e per le donne è tassativo approfittarne per fare la depilazione, dato che i peli poi ricresceranno più lentamente. Ma non è il momento ideale per tagliare i capelli, perché appunto ricrescono più radi (per averli forti bisogna tagliarli con la luna crescente).

È il momento ideale per lasciar andare tutte le cattive abitudini, soprattutto i pensieri di rabbia e di risentimento, le vecchie cose che rimugini dentro da anni, è tempo di lasciare andare i vecchi schemi legati al tuo passato, le cose nella tua vita che hanno bisogno di essere perdonate. Vanno comprese, perdonate, e poi rilasciate.

Sono giorni di liberazione e di rigenerante purificazione, fuori e dentro di te, se tu lo vuoi. La luna calante ti aiuta in questo, trattandosi di un processo naturale. Perché come certo tu sai, le fasi lunari hanno un riscontro, una sorta di rispecchiamento con le cose della terra. Qui a Venezia ci accorgiamo facilmente di questo riscontro perché quando accade il fenomeno dell’acqua alta esso coincide con un cambio di luna, dal momento che la luna governa le maree.

Anche noi internamente siamo fatti per il 70 per cento di acqua, perciò il nostro organismo è in risonanza con il fenomeno delle fasi lunari.

In luna calante, che questo mese ha preso il via il 15 di settembre per terminare il 27 (ci sarà infatti la luna nuova il 28 settembre), vanno molto bene anche le operazioni di decluttering e pulizia dei nostri ambienti. Se ti metti a pulire la casa la farai diventare linda come uno specchio impiegando meno tempo e meno fatica degli altri giorni.

È anche il momento ideale per mettere ordine tra le scartoffie, per buttare le carte che ingombrano i cassetti, per riordinare gli armadi e decidere di dare via quello che ormai non usi più, magari per regalarlo a chi è meno fortunato di te.

La gentilezza del tuo cuore verrà ricompensata.

 


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Settembre, il tempo dei nuovi inizi

settembre, il tempo dei nuovi inizi

 

di MARIA AMATA DI LORENZO 

 

Con il mese di agosto che se n’è appena andato, anche l’estate irrimediabilmente si allontana… C’è un’indefinibile malinconia, ed anche un’indefinibile dolcezza, in questa stagione che tramonta, non ti pare?

Non ti sembra di sentirti come se fossi sulla soglia di un nuovo inizio?

Comincia oggi il nuovo anno sociale ed il primo di settembre è una specie di primo dell’anno. Tutto riprende, tutto riparte. Ed è tutto un fiorire di idee e di progetti, tutto un mettere a punto splendidi nuovi propositi.

Tutto può succedere. Perché tutto si rimette in moto. Idee, sogni, desideri. In questa terza parte dell’anno ogni cosa riluce di novità e noi possiamo farla accadere.

Qualcosa che si attende

Questo mese di settembre che comincia oggi è senza ombra di dubbio “il mese dei nuovi inizi”, quasi fosse una prova generale del primo dell’anno. Succede infatti che tornando dalle ferie e riprendendo il lavoro di ogni giorno, le nostre occupazioni abituali, ci si senta come sospesi su qualcosa che si attende con un misto di speranza e di sorpresa.

È il passo lento di settembre, che ci invita a riportare al centro le cose che per noi sono importanti, i nostri sogni, i progetti del nostro cuore. E che spesso usa lo strumento, sempre infallibile, dell’insoddisfazione per metterci queste cose sotto gli occhi, altrimenti noi andremmo avanti, avanti e sempre avanti, con il pilota automatico, senza capire nulla, e senza accorgerci neppure della nostra insoddisfazione, oppure provando ad anestetizzarla con false gioie, con falsi riempitivi che non ci nutrono davvero “dentro”, dove noi abbiamo più bisogno di essere nutriti.

A settembre, come succede anche ai primi di gennaio, si è presi da una grande euforia, da un voler cominciare tante cose ma poi il rischio è di non portarne veramente a termine nessuna. Perché? Perché accade così spesso che i bei propositi e i progetti del primo di settembre naufraghino esattamente come quelli del primo dell’anno?

Perché sono troppi. Perché sono esagerati. Perché sono irrealistici.

Come puoi pensare di fare in un mese quello che non hai mai fatto per tanti anni? Se fai così, parti di sicuro col piede sbagliato. Come fare allora per ripartire col piede giusto?

Inizia da una cosa, una soltanto. E non abbandonarla, non stufarti, non mollarla, finché non l’hai realizzata compiutamente, soltanto allora volgiti a un altro progetto messo in cantiere, quello che è il numero due della tua lista di proponimenti.

Il cassetto dei tuoi sogni

Che cosa tieni nascosto nel cassetto dei tuoi sogni? Che progetto o programma vorresti realizzare fin da subito in questo mese di settembre?

Le abitudini sono la chiave del cambiamento.

Ma le abitudini sono difficili da cambiare, come è difficile acquisire nuovi stili di vita. Un nuovo modus vivendi, infatti, non lo realizzi dalla sera alla mattina. Occorre costanza, ripetizione.

Non è necessario però per te fare dei grandi sconvolgimenti, potresti non essere in grado di modificare in modo profondo e radicale la tua esistenza e ciò potrebbe causarti molto dolore, stallo e frustrazione.

Basta che tu cominci a introdurre una cosa, una cosa soltanto.

 

settembre secondo littleword

 

Un segreto nascosto in fondo alla tua anima

Basta che tu cominci a introdurre una cosa, una cosa soltanto, che magari volevi fare da mesi, se non addirittura da anni, e ti è mancato sempre il tempo, il coraggio, e la forza di volontà per dire: “Bene, adesso io la incomincio, adesso la faccio!”

Che cos’è questa cosa? Solo tu lo puoi sapere.

Questa piccola e bella novità che dà gioia al tuo cuore è un segreto nascosto in fondo alla tua anima.

Potrebbe essere imparare a suonare uno strumento musicale, oppure a dipingere, o magari decidere di spegnere la TV la sera per poterti dedicare alla lettura di qualche buon libro, che nutra il tuo spirito e la tua fantasia.

Potrebbe essere il cominciare ad adottare uno stile di vita più sano: mangiare meno e meglio, dormire 7-8 ore di fila, fare attività fisica all’aria aperta.

Potrebbe essere l’avvicinarti a rigeneranti pratiche spirituali come la meditazione e la preghiera, a cui ti potrai accostare gradualmente, un poco alla volta, specie se non l’hai fatto mai in vita tua e senti al riguardo un certo impaccio. Presto però ne assaporerai i benefici.

Non è mai troppo tardi

Cambiare le cose in modo creativo introducendo qualche novità può farci molto bene, lo sapevi? Questo processo di sperimentazione è rigenerante per la nostra psiche.

E lo sai? Non è mai troppo tardi per poter fare ciò che ci piace e che ci rende felici.

Inizia da una cosa, una soltanto.

A partire da adesso e per tutto l’autunno, in vista del nuovo anno che verrà, devi capire quali sono i tuoi obiettivi ed i passi giusti da compiere.

Devi capire:

  • cosa iniziare
  • cosa rivedere
  • cosa potenziare
  • cosa eliminare.

Questo è molto importante.

Pianifica allora la tua ripresa passo passo e non cedere alla pigrizia, allo strascico di fine estate che ancora ti vorrebbe immerso nel bel dolce-far-niente, ma concediti nuovi inizi, dentro e fuori.

 

iniziate dall'amore non vi è cosa più grande

 

Un viaggio nel profondo di te stesso

Apri il tuo cuore a nuove cose: sai già in che direzione vorresti andare? Se non conosci la vera, reale direzione del tuo cuore nessun vento ti sarà mai favorevole.

Ma il cuore purtroppo, lo sai anche tu, non è mai veramente libero di volare negli spazi della sua fantasia, tante volte invece è oppresso da mille fatiche, paure, costrizioni.

Non sempre, infatti, siamo pronti per ricevere quello che desideriamo, ed è per questo che ci è necessario lavorare su noi stessi.

Questo lavoro interiore, che è abbastanza difficile da portare avanti da soli, privi di accompagnamento, favorisce un grande e benefico rilascio emozionale, che coincide con una presa di coscienza e di autoconsapevolezza che porta con sé, non di rado, il bisogno di allontanarsi da persone o da situazioni che non sono più in linea con i valori profondi del nostro essere.

Un viaggio nel profondo di noi stessi è forse il regalo più bello che possiamo farci, per non sprofondare nella noia, nell’inquietudine e nella fatica della nostra esistenza quotidiana e per ritornare ad avere fiducia nel futuro (se ti interessa approfondire clicca su questo link).

Dice un proverbio arabo: “Lancia il tuo cuore davanti a te, e corri a raggiungerlo“.

Ecco, io ti auguro proprio questo. Ti auguro una buona ripartenza e il coraggio di vivere la vita che il tuo cuore veramente desidera.

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Coltivatrice di esistenze felici, mi occupo di crescita personale e spirituale, salute e benessere naturale, creatività e business con l’anima. Aiuto persone creative e supersensibili (come me) a crearsi una vita ed un lavoro secondo i propri sogni, talenti e desideri senza rinunciare ad essere se stesse.

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