Parole che nutrono l’anima

Da un po’ di tempo desideravo creare una nuova newsletter. E l’ho fatto. Si chiama Parole che nutrono l’anima.

Questo titolo dice proprio quello che io desidero che sia il mio appuntamento con voi. Siete anime sensibili e questa è proprio la newsletter fatta per voi.

La mia newsletter vi accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.

Dentro ci potrete trovare le mie passioni principali che sono la psicologia e le stelle e i misteri racchiusi nell’aldilà. E poi temi di salute e benessere naturale, autostima e amore, autoguarigione e sviluppo psico-emotivo.

E poi altri argomenti che parlano al mio cuore come la letteratura, il cinema, il teatro, la musica, l’arte e la spiritualità. E potrei anche parlarvi di tecniche e strumenti utili di meditazione, intuizione e sviluppo di quella cosa meravigliosa e potente che si chiama creatività.

E ancora: i libri che leggo, le cose che trovo interessanti (dentro e fuori dal web), le cose che in anteprima voglio dire solo a voi, attendendo le vostre considerazioni e accogliendole con il mio cuore aperto.

Sì, perché queste lettere non sono un monologo, il “monologo di Maria Amata”, ma uno scambio autentico ed un approccio evolutivo basato sulla reciprocità.

Io ci credo, e voi?

Se non siete ancora iscritti potete farlo qui.

 

 

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e insegno alle anime sensibili ad essere se stesse e ad esprimersi nella vita, senza paura.

Autrice di opere per radio, cinema e teatro, e di libri diffusi fino ad oggi in otto lingue, ho lavorato per oltre vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Ma ho desiderato anche prepararmi per divenire una professionista della relazione d’aiuto: ho studiato psicologia e counseling, naturopatia e life coaching a indirizzo psicobiologico, mentre attualmente sto perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale e in terapie naturali associate alla creatività.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività e di sviluppo personale, intuizione e spiritualità. Fin da bambina studio il movimento degli astri in chiave psicologica e mi appassionano i segreti racchiusi nell’aldilà.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.

Il significato segreto che la vita ti porta

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Quando undici anni fa è morta mia madre è cominciata per me una nuova vita, molto diversa, anche se allora non lo sapevo. Non sapevo che nulla sarebbe stato più come prima, e che la mia esistenza sarebbe stata rivoltata come un guanto.

Ci sono delle tappe della vita che sono come delle pietre miliari, e una di questa è rappresentata proprio dal lutto.

Ci dobbiamo passare tutti prima o poi, e chi l’ha vissuto sa che cosa vuole dire. Anche se verrà affrontato in maniera diversa, come diverse sono le nostre personali sensibilità, tuttavia c’è un fondo comune in tutto questo: il vuoto.

E intorno a questo vuoto, che all’inizio è come un baratro, un po’ alla volta si deve ricostruire una vita.

Così a me è successo che, dopo vent’anni trascorsi nel giornalismo e nell’editoria, ho voluto riprendere il filo interrotto con quei giorni della mia adolescenza in cui sognavo di studiare psicologia e mi appassionavo di ogni rimedio erboristico, leggendo e sperimentando tutto ciò che era coniugato secondo i principi naturali.

Mi sentivo troppo “vecchia” per tornare all’università, però dopo un periodo passato a leggere libri su libri ho deciso infine di fare il grande salto… e da lì non mi sono più fermata, perché ho studiato psicologia e psicosomatica, e successivamente  naturopatia, e le neuroscienze, in modo particolare la psicobiologia, sono diventata un’esperta di salute naturale per approdare infine alla psicologia analitica junghiana applicata all’analisi del tema natale. Mi muove l’antico sogno di aiutare le persone ad essere più felici nella loro vita. Credo che la buona volontà, il cuore buono, le qualità pur importanti e assai valide dell’ascolto e della comprensione non siano sufficienti e non bastano se non c’è poi lo studio, la conoscenza precisa delle cose: l’intelletto deve affiancare il cuore.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Di certo non lo sapevo tutto questo quando mia madre era viva e presente accanto a me, forse era necessario quel salto nel buio per arrivare a questo. Ora lei è ancora viva e presente nella mia vita, ma in un altro modo. Così sono sicura che anche tu se hai delle persone care in Cielo – e le hai sicuramente – puoi capire il dono di significato, spesso segreto, che la vita ti porta insieme al dolore.

Nessuno muore, ma lascia semplicemente il suo corpo.

Perché noi siamo i viventi, amici miei. Ma essi, quelli che noi chiamano morti, essi sono i vivi.

 

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e insegno alle anime sensibili ad essere se stesse e ad esprimersi nella vita, senza paura.

Autrice di opere per radio, cinema e teatro, e di libri diffusi fino ad oggi in otto lingue, ho lavorato per oltre vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Ma ho desiderato anche prepararmi per divenire una professionista della relazione d’aiuto: ho studiato psicologia e counseling, naturopatia e life coaching a indirizzo psicobiologico, mentre attualmente sto perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale e in terapie naturali associate alla creatività.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività e di sviluppo personale, intuizione e spiritualità. Fin da bambina studio il movimento degli astri in chiave psicologica e mi appassionano i segreti racchiusi nell’aldilà.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.

Piero Nava, testimone di giustizia del caso Livatino

la pagina del Corriere della Sera con la notizia dell’omicidio del giudice Rosario Livatino

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di MARIA AMATA DI LORENZO

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Appena ho saputo che stava uscendo un libro che raccoglieva la testimonianza di Piero Nava, ho voluto subito acquistarlo. Avete mai sentito parlare di Piero Nava?

È stato il primo testimone di giustizia in Italia, un cittadino integerrimo che ha osato sfidare la mafia agrigentina, la stidda, denunciando gli assassini del giudice Rosario Livatino.

Passava di lì quella mattina, sulla strada che da Canicattì porta ad Agrigento, e ha visto tutto. Da testimone oculare, ha permesso la cattura di sicari e mandanti che adesso sono tutti all’ergastolo.

A questa vicenda io sono molto legata perché sono la biografa del giudice Rosario Livatino. Mio è il primo libro uscito su di lui, nel 2000, per le Edizioni Paoline. Mio il secondo libro, uscito su Amazon nel 2018 in ebook e libro di carta, che è un ampliamento e una riscrittura del precedente, essendo nel frattempo cresciuto il materiale in mio possesso, che desideravo far conoscere ai miei lettori.

Potete immaginare dunque con che emozione ho preso in mano nei giorni scorsi il libro-testimonianza di Piero Nava, Io sono nessuno, pubblicato da Rizzoli: non sono riuscita ad andare a dormire finché, a notte inoltrata, quasi mattina ormai, sono arrivata all’ultima pagina. Con tanta commozione dentro. E tanta gratitudine per questo uomo così coraggioso che, per questo gesto di giustizia, ha avuto la vita completamente andata a pezzi. Ha perso il lavoro, la casa, gli affetti, persino la sua identità. Nessuno oggi conosce il suo volto.

”Ho fatto solo il mio dovere di cittadino”, ha detto, ”lo avrebbe fatto chiunque”. Ne siamo proprio sicuri, signor Nava?

Vi consiglio la lettura di questo bellissimo libro-testimonianza, che potete trovare su Amazon in ebook e libro di carta, cliccando QUI. Sulla stessa pagina di Amazon trovate anche la recensione a 5 stelle che ho voluto rilasciare su questo libro, a mio avviso molto meritevole.

Se poi volete approfondire la figura del giudice Rosario Livatino, questo è il mio libro: Rosario Livatino – La giustizia esige l’amore.

Come vi dicevo, io sono legata a filo doppio alla vicenda del giudice Livatino: da lì infatti sono nata come scrittrice. Prima di allora non pensavo affatto di scrivere libri. Ma dopo il suo barbaro assassinio ho sentito dentro di me come una “chiamata”.

Era una chiamata ineludibile: io dovevo scrivere, dovevo raccontare. Era un imperativo interiore. Per me, un dovere morale.

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CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e insegno alle anime sensibili ad essere se stesse e ad esprimersi nella vita, senza paura.

Autrice di opere per radio, cinema e teatro, e di libri diffusi fino ad oggi in otto lingue, ho lavorato per oltre vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Ma ho desiderato anche prepararmi per divenire una professionista della relazione d’aiuto: ho studiato psicologia e counseling, naturopatia e life coaching a indirizzo psicobiologico, mentre attualmente sto perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale e in terapie naturali associate alla creatività.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività e di sviluppo personale, intuizione e spiritualità. Fin da bambina studio il movimento degli astri in chiave psicologica e mi appassionano i segreti racchiusi nell’aldilà.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.

Giudice per amore – Trenta anni dopo, il ricordo di Rosario Livatino

Quella mattina del 21 settembre 1990 era una giornata ancora calda d’inizio autunno e io stavo frequentando a Urbino uno stage con il mitico Corso Bovio. Per me era un giorno come tutti gli altri, il giorno spensierato di una studentessa universitaria. Ma a molti e molti chilometri da lì si stava consumando proprio in quelle ore assolate di settembre un barbaro assassinio. Quello di un magistrato di appena 37 anni, Rosario Livatino.

Vidi anch’io quella sera al telegiornale i fotogrammi raccapriccianti che raccontavano il suo brutale omicidio, e ascoltai il resoconto dei fatti, che proseguì con dovizia di particolari anche nei giorni seguenti su tutti i media, in un crescendo di dolore, di rabbia e di indignazione. Non so perché, ma la storia di quel giovane giudice mi colpì profondamente.

Con il passare dei giorni mi appassionai sempre di più alla sua vicenda e alla sua vita, restando affascinata dalla purezza dei suoi ideali, ed anche commossa da tanta coraggiosa testimonianza. Ero solamente una studentessa, ma fu proprio in quei giorni che decisi che un giorno io avrei scritto un libro su di lui. Lo decisi nel mio cuore, senza rivelarlo a nessuno.

E nel corso dei sette anni seguenti raccolsi tutto il materiale che mi fu possibile raccogliere, volli inoltre mettermi in contatto con i suoi genitori, il dottor Vincenzo e la signora Rosalia, i quali furono nei miei riguardi premurosi e cortesi oltre ogni misura, mettendomi a disposizione tanti materiali preziosi per la realizzazione del mio primo libro.

Così nel 1997, dopo sette anni di ricerche, di studi e di riflessioni cominciai la stesura di quel libro, che uscì nel 2000 con la casa editrice Paoline proprio in coincidenza con il primo decennale della morte del giudice. Grande fu l’interesse e la considerazione verso quella mia prima opera su Rosario Livatino, tante edizioni e ristampe, tanti lettori appassionati e giudizi estremamente positivi da parte della critica.

Non fu l’unico testo che io scrissi. Al giovane giudice siciliano e agli altri servitori dello Stato caduti per mano della mafia dedicai pure La stanza dello scirocco, un testo teatrale che fu recitato a Palermo nel primo anniversario delle stragi di Falcone e Borsellino e che divenne un radiodramma più volte ritrasmesso dalla Radio Vaticana nel corso degli anni.

Con il passare del tempo – e adesso è trascorso un trentennio dal sacrificio del magistrato siciliano che faceva paura alla mafia – ho desiderato riprendere in mano la sua storia per raccontarla e per riflettere sul significato della vita e soprattutto di una vita, come quella del giudice Rosario Livatino, fortemente segnata dall’impronta di un destino come vocazione.

Ecco quindi questo nuovo libro: Rosario Livatino – La giustizia esige l’amore. È un libro che conserva solo il nucleo biografico della precedente opera da me pubblicata venti anni fa, ma è un libro nuovo in primo luogo per i contenuti inediti che contiene e per l’approccio alle tematiche di giustizia, carità e diritto che ho voluto sviscerare sapendo quanto stessero a cuore al giovane magistrato siciliano, fatte oggetto di tante sue appassionate riflessioni, e quanto ancora possono essere valide queste riflessioni per il mondo attuale in cui viviamo.

È un libro che rilegge tutta la vicenda di Rosario Livatino ed il suo significato più profondo, per aprire nuovi spiragli di saggezza e di comprensione. Te lo offro con amore. E ti invito in punta di piedi alla sua lettura, con cuore aperto e amorevole intelligenza.

Maria Amata

P.S.: Se vuoi scaricare ed iniziare immediatamente a leggere il libro sul tuo pc, tablet o smartphone CLICCA QUI
Se invece preferisci ricevere il libro in edizione di carta presso il tuo indirizzo di casa o di ufficio prenota la tua copia lasciando i tuoi dati su QUESTA PAGINA

 

 

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e insegno alle anime sensibili ad essere se stesse e ad esprimersi nella vita, senza paura.

Autrice di opere per radio, cinema e teatro, e di libri diffusi fino ad oggi in otto lingue, ho lavorato per oltre vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Ma ho desiderato anche prepararmi per divenire una professionista della relazione d’aiuto: ho studiato psicologia e counseling, naturopatia e life coaching a indirizzo psicobiologico, mentre attualmente sto perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale e in terapie naturali associate alla creatività.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività e di sviluppo personale, intuizione e spiritualità. Fin da bambina studio il movimento degli astri in chiave psicologica e mi appassionano i segreti racchiusi nell’aldilà.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.

Haruki Murakami: le parole creano ponti

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di MARIA AMATA DI LORENZO

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“Shimamoto, ci rivedremo ancora?”
“Forse” disse lei. Sulle sue labbra apparve un lieve sorriso, come un fumo sottile che si leva in una tranquilla giornata senza vento. “Forse.”

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Haruki Murakami mi riconcilia col mondo.

Ogni volta che prendo in mano un suo libro, come al solito letto e riletto tante volte, mi riprometto di andare avanti solo per due o tre pagine e poi invece sono lì a divorarlo per ore, e mi sembra di non averlo letto mai, e non mangio, non bevo, e non vado neppure al bagno… ma, soprattutto, mi viene una gran voglia di scrivere, mi accende dentro il motore della scrittura, e le parole si affollano tutte assieme, vogliono uscire, avere corpo e sostanza, diventare storie.

Perché le parole che lui scrive creano ponti, su cui passano le emozioni, i dolori condivisi e i pensieri, una geografia di sentimenti, impalpabile e universale.

Oggi ho riletto “A sud del confine, a ovest del sole“.

Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un’abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c’è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo.

Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un’altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi – è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l’esperienza – quando ormai la vita l’ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell’altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole.

“Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte le mie forze quest’opera. Forse”.

È una storia che afferra il cuore, e che soprattutto fa riflettere.

Se ne esce molto cambiati, perché ciascuno di noi ha avuto un’infanzia e dei sogni, dei sentimenti e delle aspettative che non si sono realizzate. E sono lì, in un angolo oscuro della nostra anima, e ne portiamo le ferite, e dove un tempo c’erano delle ferite adesso ci sono delle cicatrici, che ogni tanto sanguinano.

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CHI SONO

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Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività e di sviluppo personale, intuizione e spiritualità. Fin da bambina studio il movimento degli astri in chiave psicologica e mi appassionano i segreti racchiusi nell’aldilà.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.

Perché scriviamo? Per sapere che non siamo soli

perché scriviamo

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Il grande scrittore di lingua inglese Clive S. Lewis diceva: “Leggiamo per sapere che non siamo soli“.

Ma io aggiungo che noi scriviamo per il medesimo motivo. Scriviamo per sapere che non siamo soli. Scriviamo per comunicare qualcosa che da personale può assurgere a valore universale se trova negli altri un terreno condiviso.

Così come leggere non è un lusso ma una necessità, scrivere è la stessa cosa, è una necessità esistenziale, anche se non si diventerà mai degli scrittori a tempo pieno, se nella vita si prenderanno altre strade, se si farà un altro mestiere.

Quante volte magari ti è capitato questo: ti sei sentito arrabbiato o triste e allora per sfogarti hai preso carta e penna, scrivendo di getto tutto quello che provavi, e poi alla fine hai sentito come un senso di leggerezza, come se ti fossi liberato di un peso…

Tutto questo è meraviglioso, non ti pare? Ma avviene perché la scrittura nasce dalla nostra interiorità.

L’aspetto più importante della scrittura è proprio questo: scrivere può aiutarci a guarire le ferite del cuore.

Ma cosa c’è prima della scrittura?

Prima della scrittura c’è l’ascolto, lo sguardo, il pensiero. Bisogna allenarsi a queste tre cose, praticamente ogni giorno, come farebbe un atleta.

Che significa?

Significa che ogni giorno bisogna prestare attenzione al mondo che ci circonda, farne oggetto della nostra osservazione, prima, e della nostra riflessione, poi.

La scrittura non nasce nel momento in cui ti siedi a un tavolo e accendi il computer. La scrittura nasce prima, nella trama di ogni giorno, nelle ore trascorse a fare altro, magari il tuo lavoro, o i mestieri di casa, il tempo passato – ma non perso – ad accudire i tuoi familiari, a fare la spesa al supermercato, a passeggiare in un viale, a chiacchierare con un’amica che non vedevi da molto tempo.

Quindi, da oggi in poi, se non l’hai fatto mai oppure l’hai fatto in maniera discontinua, senza pensarci troppo, abituati a sviluppare attenzione verso il mondo che ti sta intorno.

Osservare, ascoltare, e poi annotare: pensieri e riflessioni. Come? Su un taccuino che ti abituerai ad avere sempre con te, scrivendo a mano, perché il pensiero sulla carta fluisce più lentamente ed è in grado di andare più in profondità rispetto alla velocità, pur comoda, di una tastiera di pc.

La prima cosa che dovrai fare, dunque, è proprio di sviluppare questa particolare attitudine.

All’inizio dovrai prestarci un po’ di attenzione, poi invece ti diventerà familiare – come inspirare ed espirare – e sarà la condizione essenziale perché tu possa aprirti al processo creativo della scrittura.

L’ho detto: noi scriviamo per sapere che non siamo soli. Scriviamo per comunicare qualcosa. Qualcosa che gli altri possano condividere.

Scrivere allora è, in un certo senso, necessario. Per me lo è sempre stato, sicuramente. E nel corso degli anni ne acquisto consapevolezza ogni giorno di più.

Ed oggi ho la gioia di condividere con te questa piccola anticipazione: è uscito il mio nuovo libro: Venite, vi porto di là.

È un libro di racconti. Sono “sette racconti per anime sensibili“.

Ci sei anche tu fra queste anime sensibili?

Allora ricevi l’anteprima gratuita del libro. Un ebook illustrato a colori (in formato pdf) arriverà nella tua casella di posta come mio regalo del cuore per te.

 

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Miele della vita

 

Miele della vita 

DI MARIA AMATA DI LORENZO

 

Corrono leggere le nuvole nel cielo
le navi passeggere nel mare greco
dal terrapieno ascolti
le sirene cantare nel porto
sottostante
crinali di voci verso sera.

Questo angolo di solitudine
dove la realtà scontorna leggera
ed è già sogno
di viaggi indelibati
nell’ondosa vastitudine delle sillabe

da cui decanti il miele
della vita
a goccia a goccia –

il cuore improvvisamente si fa leggero
e il cielo sembra aprirsi
ai dolci segreti
di mille e una parola
che oggi danno il fuoco
all’anima.

 

© Maria Amata Di Lorenzo, dalla raccolta poetica Il tempo che oggi ti dorme nel cuore – tutti i diritti riservati.

 

 


CHI SONO

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Scrivere per stare meglio

scrivere per stare meglio

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

 

La scrittura  è sempre stata per me un modo di conoscermi, ed anche un modo di prendermi cura di me stessa.

Qualcosa di vitale, come mangiare e come respirare, che non ha nulla a che vedere con la pubblicazione.

Pubblicare e scrivere, infatti, sono due cose molto differenti.

La seconda, scrivere, dà in definitiva molta più soddisfazione della prima, è una soddisfazione di tipo interiore, molto intima, che rimane e che appaga molto di più che vedere una pila dei propri libri in bella mostra nelle librerie. Questa infatti è una soddisfazione di breve respiro, che dura solo un attimo e poi passa. La scrittura, invece, è qualcosa che resta.

Molte persone che conosco, le quali vorrebbero scrivere ma non lo fanno, il più delle volte per mancanza di tempo, dicono che ritagliarsi un momento per scrivere è una specie di miraggio, una cosa quasi impossibile, considerata la loro fitta agenda di impegni.

Sembra a conti fatti un lusso, che non tutti possono permettersi nel turbinio della vita moderna. Ma ne siamo sicuri?

E se scrivere invece non fosse un lusso ma una necessità?

Se invece fosse un modo semplice, eloquente, persino necessario per raggiungere la pienezza emotiva, spirituale e psichica? Per sintetizzare pensieri e sentimenti, e capire come essi agiscano sugli eventi della nostra vita e viceversa?

Se scrivere fosse invece una funzione umana importante e servisse a mantenere e a migliorare la nostra salute psichica e fisica, allo stesso modo in cui lo fanno il cibo sano, l’aria pulita, il sonno, l’esercizio fisico e tutte le altre pratiche di benessere spirituale?

 

“Uscire dalla fossa”

La scrittrice americana Alice Walker, autrice del famoso romanzo Il colore viola (da cui alcuni anni fa è stato tratto un film di grande successo), ha detto che scrivere è “una questione di necessità, e che si scriva per salvare la propria vita è la pura verità; finora per me la scrittura è stata una scala davvero salda per uscire dalla fossa”.

Immagine molto forte, questa della “fossa”, però rende assai bene l’idea. È una metafora potente. Vuol dire che se c’è una fossa, c’è anche una “scala” che rappresenta una via di uscita, sicura e affidabile: questa scala è la scrittura. Noi dobbiamo usarla per raggiungere la libertà e la salvezza.

Scriviamo allora per fare luce dentro di noi, per imparare a stare meglio. Ne trarremo un gran beneficio, te lo assicuro.

Come ho già scritto in questo post, noi scriviamo per sapere che non siamo soli. Scriviamo per comunicare qualcosa. Qualcosa che gli altri possano condividere. Scrivere allora è, in questo senso, necessario.

Lo è sempre stato per me, te lo confesso, e lo sarà sempre.

Ed oggi ho la gioia di condividere con te l’uscita del mio nuovo libro: Venite, vi porto di là.

È un libro di racconti. Sono “sette racconti per anime sensibili“.

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Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività e di sviluppo personale, intuizione e spiritualità. Fin da bambina studio il movimento degli astri in chiave psicologica e mi appassionano i segreti racchiusi nell’aldilà.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.

Andrea Longega, il pudore dei sentimenti

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Ho scoperto questo poeta nella tarda primavera del 2013.

Non ne avevo mai sentito parlare fino ad allora, fino a quando cioè apparve questo articolo, il 30 aprile 2013, sul “Corriere della Sera”.

Un articolo che annunciava il suo ultimo lavoro letterario: “Caterina (come le cóe dei cardelini)” pubblicato dalle Edizioni L’Obliquo.

Caterina è una cameriera che lavora in un albergo di Venezia ed è suo lo sguardo che fotografa la realtà della vita quotidiana e la racconta nei versi di questa raccolta, scritta – come tutte le altre – in dialetto veneziano. Un punto di vista inusuale, ed una lingua molto feriale, di uso comune quasi, però al tempo stesso intensamente lirica.

Per me fu una autentica rivelazione. Cominciai allora a leggere le altre poesie di Andrea Longega, a cercarle sul web, a scoprire tutto quello che si diceva di lui.

Andrea Longega è nato a Venezia nel 1967 e vive a Murano.

Di lui amo molte poesie, ma ad occupare un posto molto particolare nel mio cuore sono quelle dedicate alla madre morta. Quelle hanno scavato un solco profondo dentro di me e in quel solco io trovo una specie di consolazione, quella che nasce da una fratellanza di pensieri, di emozioni, di dolori taciuti, vissuti intimamente e mai rivelati.

Quello che in una parola sola potrei definire così: il pudore dei sentimenti.

Vi presento alcune di queste poesie:

*

Forse da picolo
i me tirava su par el còlo
invense che par sóto i scagi
forse xe sta tuto quel umido
le matine presto a pescar
gambe e brassi
a mògie nei ghèbi

ma me so messo a girar
de nòte par l’isola
(sóra i ponti me fermo
un poco a vardar)

«ti farà la fine
de un can senza parón»
me ga dito un pèr de volte
mia mama a oci bassi
prima de star mal.

Forse da piccolo | mi tiravan su tenendomi per il collo | invece che per sotto le ascelle | forse è stato tutto quell’umido | le mattine presto a pescare | gambe e braccia | immerse nei canali || ma mi sono messo a girare | di notte per l’isola | (sopra i ponti mi fermo | un poco a guardare) || «farai la fine | di un cane senza padrone» | mi ha detto mia mamma | un paio di volte a occhi bassi | prima di star male.

*
*

Te vardo venir vanti
to marìo a brasso
sul pavimento lustro de linoleum
la vestaglia grigia
i cavéi mèzi
senza tinta.
A ogni porta
ti buti l’ocio dentro
fin quando ti te inacorzi de mi
in fondo al coridoio
e ti me ridi
come par strada.

Ti guardo venire avanti | tuo marito a braccio | sul pavimento lucido di linoleum | la vestaglia grigia | i capelli per metà | senza tinta. | Ad ogni porta | guardi dentro | fino a quando ti accorgi di me | in fondo al corridoio | e mi sorridi | come per strada.

*
*

Ti che par telefono ti sigavi
desso ti me disi ciao amore
co un filo de vóse.

Tu che al telefono gridavi | adesso mi dici ciao amore | con un filo di voce.

*

Gavé mai visto
i oseléti quando mor
che la testina tuta piume
no ghe sta più su?

Avete mai visto | gli uccellini quando muoiono | che la testina tutta piume | non gli sta più su?

*

31 dicembre 2007
31 dicembre 2008

Ma serviva andar a Roma
par ricordar quel giorno
el mondo fermo
intorno a le spale de mio papà
a na tòla za spareciada
e desso un ano dopo
a Palasso Barberini
l’ora precisa
davanti a Giuditta che taglia
la testa a Oloferne
la pretesa falsa
de un stesso stòrzerse
de l’ànema.

Ma serviva andare a Roma | per ricordare quel giorno | il mondo fermo | intorno alle spalle di mio padre | ad una tavola già sparecchiata | e adesso un anno dopo | a Palazzo Barberini | l’ora precisa | davanti a Giuditta che taglia | la testa a Oloferne | la pretesa falsa | di uno stesso torcersi | dell’anima.

*

Roma Termini/Venezia S. Lucia

Dopo tuti queli sanpierini
che me incaéna i oci
finalmente tornar
al respiro largo dei maségni!

Dopo tutti quei sampietrini | che mi incatenano gli occhi | tornare finalmente | al respiro largo dei masegni!

 

© Andrea Longega – tutti i diritti riservati

 

 

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e insegno alle anime sensibili ad essere se stesse e ad esprimersi nella vita, senza paura.

Autrice di opere per radio, cinema e teatro, e di libri diffusi fino ad oggi in otto lingue, ho lavorato per oltre vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Ma ho desiderato anche prepararmi per divenire una professionista della relazione d’aiuto: ho studiato psicologia e counseling, naturopatia e life coaching a indirizzo psicobiologico, mentre attualmente sto perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale e in terapie naturali associate alla creatività.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività e di sviluppo personale, intuizione e spiritualità. Fin da bambina studio il movimento degli astri in chiave psicologica e mi appassionano i segreti racchiusi nell’aldilà.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.

“Ho vissuto più di un addio”, il testamento di David Servan-Schreiber

 

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Oggi vorrei parlarvi di un libro e di una persona. Il libro si intitola Ho vissuto più di un addio e la persona è il suo autore, David Servan-Schreiber.

Medico e ricercatore di fama internazionale, David all’età di 31 anni scopre di avere un tumore al cervello, che gli lascia pochi mesi da vivere. Non si arrende, lotta strenuamente, e continua a lavorare, a guarire e dare speranza a tanti pazienti ammalati. Dopo una lunga esperienza negli Stati Uniti, come condirettore del laboratorio clinico di Neuroscienze Cognitive presso l’Università di Pittsburgh, fa ritorno in Francia, ma nel 2010 la malattia si ripresenta, portandolo alla morte all’età di cinquant’anni, nel luglio 2011.

Ma non vi fermate alle apparenze, amici miei, non è affatto una storia triste quella che io oggi vi racconto. Al contrario, è la storia di una grande felicità e di un grande amore. Una vita bellissima. 

*

 David

 

Cosa significa avere trent’anni e un tumore al cervello che ti lascia poco tempo da vivere. Avere una vita, una carriera davanti, che all’improvviso si spezza di fronte al muro invalicabile della malattia. E tu invece quel muro lo vuoi valicare, anzi lo vuoi abbattere, con la cocciutaggine del tuo essere forte e volitivo, e strappare ancora giorni, forse anni, alla morte che ti incalza.

E ci riesci, lottando come un soldato che va in guerra ogni giorno senza stancarsi, e gli anni ritornano, fioriscono di progetti e di gioie, di figli e di libri, e si ammucchiano e diventano quasi venti. Venti anni da vivere strappati alla malasorte.

Il testamento

Venti anni che un giorno racchiudi in un libro e quel libro è il tuo testamento e si intitola On peut se dire au revoir plusieurs fois. E non è una storia inventata, un romanzo, ma una storia, una vita vera, la vita di David Servan-Schreiber.

Una vita, con il suo testamento finale, splendido e struggente, che tutti ora potete leggere, e conoscere, attraverso questo volume, Ho vissuto più di un addio, uscito in Italia con le edizioni Sperling & Kupfer.

Medico e ricercatore di fama internazionale, David era nato a Neuilly-sur-Seine il 21 aprile 1961. Figlio del notissimo giornalista (fondatore de L’Express), scrittore e uomo politico Jean-Jacques Servan-Schreiber, aveva studiato medicina all’ospedale Necker di Parigi, dove nel 1980 aveva aperto un laboratorio di microinformatica con i primi computer Apple II. Quindi, aveva proseguito la sua formazione medica in Quebec, dapprima alla Laval University e poi alla McGill University, dove si era specializzato in psichiatria.

Nel 1991 aveva conseguito un Ph.D. in intelligenza artificiale presso la Carnegie Mellon University, utilizzando le reti neurali per studiare i meccanismi neuronali alla base di patologie psichiatriche come la depressione e la schizofrenia.

Nel 1992, all’età di 31 anni, scoprì di avere un cancro al cervello e riuscì a guarire grazie a numerose cure (chirurgia, radioterapia e chemioterapia).

Ebbe poi una recidiva da cui guarì nel 2000.

Il ritorno in Francia e la morte

Dopo aver lavorato a lungo negli Stati Uniti, come condirettore del laboratorio clinico di Neuroscienze Cognitive presso l’Università di Pittsburgh, fece ritorno in Francia.

Nel 2010 purtroppo la malattia si ripresenta, e in una forma molto più aggressiva, un glioblastoma di IV grado che lo conduce in poco tempo alla morte, il 24 luglio 2011, all’età di cinquant’anni.

Presto o tardi, sarebbe tornato – diceva  lui – potevo ritardare la scadenza, guadagnare degli anni, ma conoscevo la prognosi. Questa ricaduta mi ha spinto a pormi le domande più serie, forse le più importanti, di tutta la mia vita.”

Nel perenne interrogarsi umano – che senso ha la vita, che senso ha la morte – si cela da sempre l’angoscia degli esseri viventi, quella domanda ultima che ci ronza continuamente nella testa come un insetto dentro un bicchiere rovesciato. Perché tutta la vita è una continua domanda di senso, che pochi però preferiscono affrontare a viso aperto, ed oggi noi viviamo talmente intossicati dalle parole e dai finti sentimenti che quando incontriamo una voce profonda e sincera ne restiamo sconcertati, prima, e poi catturati per sempre.

I libri di David

Ecco perché i libri di David Servan-Schreiber, i suoi due libri precedenti, “Guarire” e “Anticancro”, sono stati letti e tradotti in oltre un milione di copie in tutto il mondo, amatissimi dai suoi tanti ed appassionati lettori. Perché David aveva il pregio di porsi sempre con grande trasparenza davanti agli altri, di non nascondersi mai dietro inutili giri di parole.

Aveva una penna molto felice, David Servan-Schreiber, sapeva scrivere, raccontare, e soprattutto sapeva trasmettere non solo sapere, conoscenze scientifiche, ma riusciva anche ad esprimere – con tono sempre profondo e appassionatamente sincero – la propria interiorità.

Ho vissuto più di un addio

E così questo libro, Ho vissuto più di un addio, che è arrivato da poco nelle librerie italiane, è il suo testamento. Ma non c’è nulla di triste o disperato in quello che lui scrive, solo parole d’amore. Un grande amore per la vita.

Non c’è sconfitta, né rassegnazione in ciò che dice, ma pensiero dopo pensiero è come se la notte scesa a tradimento in fondo al cuore si aprisse a poco a poco lasciando entrare il chiarore delle stelle.

“Scoprirmi fragile, mortale, sofferente, spaventato – confessa David – mi ha aperto gli occhi sullo smisurato tesoro della vita e dell’amore. Tutte le mie priorità sono cambiate, modificando la tonalità emotiva della mia esistenza. Mi sono sentito, paradossalmente, molto più felice di prima”.

Perché di fronte al pensiero della fine ogni cosa appare inevitabilmente sotto una luce diversa.

E, riflessione dopo riflessione, David Servan-Schreiber ci mostra come persino la prova estrema della morte possa dare più ricchezza alla vita. E come ogni cosa che facciamo, e tutto ciò che doniamo, ci farà restare per sempre nel cuore di chi ci ama ed amiamo.

Una lieta e appassionata speranza

È un libro che, paradossalmente, pur parlando della malattia e della morte, ci trasmette un grande amore per la vita, una lieta e appassionata speranza.

Una scrittura palpitante, sincera, attraverso cui ci sembra quasi di poter sentire la voce stessa di David che dice, con la fiducia incrollabile che era propria del suo carattere generoso e solare: “Qualsiasi cosa succeda, ho la ferma speranza che questo addio non sarà l’ultimo…”

 

 

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e insegno alle anime sensibili ad essere se stesse e ad esprimersi nella vita, senza paura.

Autrice di opere per radio, cinema e teatro, e di libri diffusi fino ad oggi in otto lingue, ho lavorato per oltre vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Ma ho desiderato anche prepararmi per divenire una professionista della relazione d’aiuto: ho studiato psicologia e counseling, naturopatia e life coaching a indirizzo psicobiologico, mentre attualmente sto perfezionandomi in psicologia applicata all’analisi del tema natale e in terapie naturali associate alla creatività.

Essere una persona sensibile e un’artista ha portato molta sofferenza nella mia vita per le incomprensioni e i rifiuti, e per questo oggi mi piace aiutare le anime sensibili e creative ad esprimere se stesse, con coraggio e senza paura.

Amo creare storie da raccontare con le parole e con le immagini. Mi interesso del potere trasformativo e terapeutico della creatività e di sviluppo personale, intuizione e spiritualità. Fin da bambina studio il movimento degli astri in chiave psicologica e mi appassionano i segreti racchiusi nell’aldilà.

Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna.