Ancora sarà Natale

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Cari amici,

con semplicità vi auguro un Natale che abbia dentro il calore della gioia vera, non effimera, che nasce non dalle cose ma dal cuore.

“Cerchiamo di ascoltare e di fare silenzio per lasciare spazio alla bellezza di Dio”, ha detto papa Francesco. Questo è il vero Natale ed è questo che auguro a ciascuno di voi e anche a me stessa.

Per non dimenticare ciò che è essenziale nella vita e che conta davvero.

Di cuore vi dico: Buon Natale!

Maria Amata

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e sono un’autrice di romanzi e di storie per il teatro e il cinema. Ho scritto anche biografie, testi di saggistica e poesie. I miei libri fino a oggi sono stati tradotti in numerose lingue: inglese, francese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, medicina naturale, psicobiologia e psicosomatica, arteterapia e scrittura creativa.

Mi occupo di spiritualità e crescita personale integrale. Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Dentro la terra, il cielo

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

“Da ragazzo ero un mistico, ma verso i diciassette anni abbandonai la Chiesa cattolica per cercare da solo la mia verità, mi innamorai del pensiero di Nietzsche e conobbi il fascino e la scoperta di altri maestri, prima di incontrare quel grande, unico Maestro che, lui solo, poteva parlare al mio cuore”. Le parole a volte nascondono invece di rivelare, ma incontrando Marco Guzzi non si corre sicuramente questo tipo di rischio. Il poeta ha un modo di dire e di fare franco e diretto, e va al nocciolo delle cose senza tanti ghirigori, in quello stile asciutto e denso che è poi anche la “cifra” della sua poesia.

Lo incontro una fredda mattina di pioggia che pare che tutto il cielo di Roma voglia venir giù in acque scroscianti, ma dopo un po’ che parliamo nel suo studio dalla grande vetrata affacciata su un giardino verdeggiante, sembra promettere già un timido raggio di sole, che fa capolino tra i rami con stupore, e fa immediatamente pensare, come di riflesso, a un altro stupore, quello provato un giorno dal poeta quando, mentre pregava sul suo terrazzo di casa, aveva visto un passerotto mangiucchiare una mollica di pane e aveva scritto: “Il cielo è cupo. Ma non importa. Entrambi ci siamo saziati. Infatti. Cantiamo.”

Marco Guzzi (si veda il suo bel sito personale: www.marcoguzzi.it) è uno dei maggiori poeti italiani del nostro secolo. È nato a Roma nel 1955 e dopo gli studi di Giurisprudenza e Filosofia ha lavorato a lungo nei mass-media, affiancando alla ricerca poetica e filosofica un’intensa attività di comunicazione culturale attraverso seminari e conferenze. Dal suo libro di esordio, una raccolta poetica intitolata Il Giorno (Scheiwiller 1988), ha sviluppato nell’arco di circa vent’anni una singolare ricerca espressiva, nel duplice solco della poesia e della saggistica, per arrivare al suo ultimo lavoro, Nella mia storia Dio (Passigli 2005), con cui ha vinto il Premio Pasolini e che rappresenta la punta più alta, a mio avviso, della sua ricerca poetica.

“Chiara, te lo prometto, risorgeremo. / Io, te, mamma, e Gloria e Gabriele / Rideremo in eterno e un nuovo gioco / Impareremo a vivere tra Sirio / E l’Orsa Maggiore”. Sono versi splendenti, dedicati alla moglie e ai suoi tre figli, versi che fanno molto riflettere e che rispecchiano anche la personale Weltanschauung di Marco Guzzi: i suoi libri stimolano a riscoprire con occhi nuovi la fede cristiana, a cui il poeta è arrivato con molta fatica e dopo una traversata, che si intuisce aspra e solitaria, dentro i mari perigliosi del mondo.

Ho incominciato a scrivere tra i 13 e i 14 anni – mi confida seduto davanti al suo scrittoio – perché nella scrittura trovavo un luogo, uno stato mentale in cui respirare, una dimensione libera in cui placare la mia ansia ma anche dare voce alla mia gioia a volte incontenibile, pazzesca. Chiamavo i miei testi pensieri o sogni, e non li mettevo affatto in relazione con le poesie che ci facevano studiare a scuola”.

Poi mi confessa, quasi con pudore, di essere nato il 25 marzo, quindi nella festa cristiana dell’Annunciazione. Da qui, probabilmente, il legame, duplice e molto forte, con la Madre del Verbo e con il Figlio, il Logos incarnato. La Parola per eccellenza. “Per me – dice – la pratica poetica non è altro che una pratica ‘incarnazione della parola‘. La parola si incarna sempre, è un dialogo. Bisogna allora imparare a parlare ascoltando la fonte della parola che costantemente dice l’inedito…”

Ma cosa può offrire oggi la parola poetica a una società come quella attuale che è così bombardata di parole e messaggi di ogni genere?

“Io credo che la vera poesia, quella rarissima che ci accompagnerà nel prossimo secolo, possa offrire a noi uomini imbambolati a contemplare i miracoli di una comunicazione totale che rischia di non comunicarci più niente di vero, ciò che nessun canale televisivo ha mai trasmesso, ciò che nessuna memoria funeraria di computer potrà mai contenere, ciò di cui abbiamo più fame che mai, e cioè il presentimento della gioia, l’odore almeno di una terra dove ricominciare a vivere, i primi ma certi sentori dell’immenso continente dell’amore vissuto e praticato come l’abitudine più umile e quotidiana”.

Il gatto di casa, che era rimasto fino a questo momento pigramente acciambellato sotto lo scrittoio, adesso si allunga lentamente stiracchiandosi tutto beato ai piedi del padrone, evidentemente gratificato dalla sua voce calma e dal tono cadenzato delle sue parole.

Nello studio troneggia una bella icona di Gesù Misericordioso, quello per intenderci apparso alla mistica polacca S. Faustina Kowalska, e accanto allo scrittoio c’è un’altra icona, raffigurante la Madre di Dio. Il poeta allora mi racconta di un viaggio piuttosto avventuroso, fatto in pieno inverno con moglie e figli ancora piccoli verso Medjugorje, e degli splendidi giorni trascorsi in quel luogo, da cui ripartì sentendosi molto più ricco spiritualmente.

Anche la poesia, per Marco Guzzi, è un’esperienza essenzialmente spirituale. “La poesia – sostiene – dà luce di eternità a ciò che abbiamo sotto gli occhi, e che non riusciamo a vedere. La poesia ci mostra la luce segreta delle pesche, delle pozzanghere, della carne ferita o raggiante. La poesia è cioè carnale, proprio perché è spirituale e viceversa.”

Ma come possiamo abbeverarci anche noi, comuni mortali, a questa fonte di luce?

“Ognuno di noi dovrebbe oggi innanzitutto trovare una propria centralità contemplativa, uno spazio di silenzio e di rigenerazione, una sorta di monachesimo interiore. Dobbiamo imparare a dare tempo al tempo, a dilatare spazi di quiete nel vortice della complessità della vita. Tutto ciò richiede una forte pedagogia della meditazione e della contemplazione, dell’ascolto della Parola di Dio, e della pacificazione mentale. Se non impariamo a curare il nostro cuore, a silenziare ogni giorno il chiacchiericcio della mente e delle emozioni, non troveremo mai la forza di nascere daccapo, di contraddire la tendenza oscurante dei nostri tempi. Se la grandezza di una fase storica è data dalla complessità e dalla difficoltà delle sfide che essa si trova a dover affrontare, la nostra è allora davvero un’epoca decisiva e unica. “Salire costa”, cantava Ungaretti, ma è l’unico modo per arrivare in vetta, là dove la nostra gioia sarà piena. Credo che dovremmo ricordarcelo sempre, specialmente in quanto cristiani: solo la gioia convince e solo la libertà fa crescere. Questo è il tempo più propizio per capirlo e per sperimentarlo fino in fondo.”

Nell’ultima raccolta di versi, Nella mia storia Dio, che non è solo il punto più alto della sua riflessione poetica ma chiude anche, idealmente, un ciclo che è al tempo stesso esistenziale e artistico, l’autore si muove verso un’esperienza di integrazione nel quale l’Eterno Amore e la sua carne terrena possano coniugarsi fino in fondo. Perché tutta la poesia di Guzzi, bisogna dirlo, come la tensione immaginativa che vi è oggi sottesa, è essenzialmente, fortemente “coniugale”.

E domani? Marco Guzzi lo svela nel giro franco dei versi: “Non so / Se ci sarà una poesia / Ancora per me, e in questa nuova / Era che si apre. Non so / Cosa sarà della mia vita. / Ma cosa importa? Io so / Che Dio è questa gioia / Che si espande, questa vita / Eterna e terrena, questa poesia / Che è scritta nella carne / Per rischiararla / E farne il nostro cielo”.

© “Milizia Mariana” – Anno LXI – Numero 5 – Giugno 2007 – All rights reserved – Riproduzione vietata

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CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e sono un’autrice di romanzi e di storie per il teatro e il cinema. Ho scritto anche biografie, testi di saggistica e poesie. I miei libri fino a oggi sono stati tradotti in numerose lingue: inglese, francese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, medicina naturale, psicobiologia e psicosomatica, arteterapia e scrittura creativa.

Mi occupo di spiritualità e crescita personale integrale. Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Un libro per Natale – Regali con l’anima

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Buongiorno cari amici,

sono felice di condividere con voi in questo video, poiché me l’avete chiesto in molti, alcuni suggerimenti per i prossimi regali natalizi… Sono poco costosi ma hanno dentro un grande dono: sono regali con l’anima.

Grazie per la vostra affettuosa attenzione.

Con amore,

Maria Amata ❤️

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CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e sono un’autrice di romanzi e di storie per il teatro e il cinema. Ho scritto anche biografie, testi di saggistica e poesie. I miei libri fino a oggi sono stati tradotti in numerose lingue: inglese, francese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, medicina naturale, psicobiologia e psicosomatica, arteterapia e scrittura creativa.

Mi occupo di spiritualità e crescita personale integrale. Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Isabel Allende: uscire da un profondo dolore con la scrittura

di MARIA AMATA DI LORENZO

Ti ho già descritto la buona pratica delle Pagine del Mattino e spero che tu abbia già cominciato ad adottarla per veder migliorare sensibilmente la qualità della tua vita. Io che la sto utilizzando posso garantirti che i risultati sono davvero sorprendenti oltre che duraturi.

Oggi invece vorrei parlarti della scrittura come risarcimento simbolico e di come sia possibile servirsi della scrittura per superare un grande dolore esistenziale. Lo faccio attraverso una storia vera, la storia di Isabel Allende e di sua figlia Paula.

«Mi ha salvato la vita»

«Scrivere mi ha salvato la vita», ha detto una volta senza mezzi termini la Allende.

Che cosa le era successo?

La scrittrice di origine cilena si trovava al capezzale di sua figlia Paula che aveva avuto un attacco di porfiria. Purtroppo, sembra per un errore commesso dai medici, la ragazza entrò in coma.

La Allende era ai piedi del suo letto, in un ospedale spagnolo, e da lì non si muoveva mai, come inebetita dal dolore. Il suo agente letterario l’andò a trovare un giorno portandole dei dolci, un mazzo di rose ed un pacco di fogli gialli che le depose in grembo.

«Scrivi», le disse. «Apri il tuo cuore, Isabel. Se non lo farai l’angoscia ti ucciderà».

«No, non ce la faccio», rispose lei.

Qualcosa le si era spezzato dentro, disse, e forse per sempre. Era sicura in cuor suo che non sarebbe stata più in grado di scrivere.

Ma il suo agente insistette, ricordandole tutte le volte che la scrittura le aveva dato un sostegno nel passato per superare i propri traumi. Le suggerì di scrivere a Paula, di scrivere una lunga lettera alla figlia in coma, parlandole con sincerità e in modo profondo come se lei potesse in qualche modo sentirla.

Aggiunse che senza il sollievo delle parole la sua salute ne avrebbe sofferto, perché il rischio di ammalarsi gravemente mentre si assiste un membro della propria famiglia infermo è molto alto.

«La tristezza è un deserto sterile»

Così la scrittrice si convinse e iniziò a scrivere una lunga lettera alla figlia in coma, Paula, raccontandole ciò che le succedeva intorno: «Questo è il modo in cui io mi intrattengo nei momenti vuoti di quest’incubo».

«Ho l’anima soffocata di sabbia. La tristezza è un deserto sterile», confessa. «Mi rigiro in queste pagine nel tentativo irrazionale di vincere il mio terrore. Mi viene da pensare che se do forma alla mia devastazione potrà aiutarti e aiutarmi, il meticoloso esercizio della scrittura potrà essere la nostra salvezza».

«Il meticoloso esercizio della scrittura potrà essere la nostra salvezza». Ecco la chiave di volta. Grazie alla scrittura la Allende sceglie la vita.

«Avevo una scelta», dirà lei. «Mi sarei suicidata? Oppure mi sarei impegnata a scrivere un libro che mi avrebbe fatto stare meglio?».

Come vedi, la scrittura ha un grande potere terapeutico. Rende possibile affrontare il dolore guardandolo in faccia, senza barare, e anche di superarlo in modo graduale e positivo.

Al posto della disperazione Isabel Allende in quei giorni ha scelto la speranza.

Dallo scoramento per lo stato di grave infermità della figlia – che morirà un anno dopo senza mai riprendersi dal coma – è nato un libro che è tra i capolavori della letteratura mondiale, Paula.

Esso ci dimostra che, seppure possa nascere da ragioni puramente personali, che nulla hanno a che vedere con le vite degli altri, nondimeno la scrittura possiede quel carattere di universalità che le permette di essere condivisa da molti, di poter far del bene a tante persone e di diventare un patrimonio comune.

Scrivere, dunque, non è un lusso ma una necessità.

Quel che si diventa “mentre” si scrive

Il processo di scrittura, indipendentemente dal tempo – maggiore o minore – che dedichiamo ad esso, racchiude in sé un grandissimo potenziale terapeutico.

Attraverso la scrittura, infatti, sviluppiamo in primo luogo la qualità del coinvolgimento: siamo assorbiti da ciò che facciamo, totalmente assorbiti, e questo paradossalmente ci tranquillizza e ci calma, sia che stiamo scrivendo di cose piacevoli sia che stiamo rivivendo sulla carta un momento di grande sofferenza della nostra vita.

Infatti, quando si decide di scrivere di un’esperienza difficile, ciò è segno che si è scelta la via della speranza al posto della disperazione.

Scrivere – e farlo con regolarità – rafforza inoltre la determinazione, che è la qualità umana che rende le persone – e quindi noi – capaci di far fronte alle difficoltà.

E un passo importante nello sviluppo della determinazione è anche questo: scrivendo noi diventiamo osservatori della nostra vita. Quando la vediamo come un argomento da descrivere e da interpretare, guardiamo alla nostra vita con un maggiore distacco e anche da una distanza maggiore.

Quando ci domandiamo come articolare quel che abbiamo in mente perché acquisisca un senso, riconfiguriamo i nostri problemi come sfide.

Allora la cosa più importante non sarà tanto quel che si scrive, ma quel che succede, quel che si diventa “mentre” si scrive.

È un habitus mentale e psicologico che vale la pena di assumere, non ti pare?

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e sono un’autrice di romanzi e di storie per il teatro e il cinema. Ho scritto anche biografie, testi di saggistica e poesie. I miei libri fino a oggi sono stati tradotti in numerose lingue: inglese, francese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

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Memorie di novembre

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Siamo nel mese di novembre, un mese di intense memorie, di ricordi, di affetti, di preghiere per i nostri cari che non sono più qui con noi, ma vivono nell’altra dimensione della vita, che per noi è un mistero.

Sono giorni molto indaffarati per me, perché sono impegnata nella stesura di un libro che uscirà nel 2022 e in altri progetti che, a Dio piacendo, vedranno pure la luce l’anno prossimo. Intanto, dopo aver aperto il mio canale su Youtube, ho pubblicato il primo video, che vi invito a guardare qui.

Ho voluto dedicarlo alla figura di Rosario Livatino, magistrato proclamato recentemente Beato dalla Chiesa cattolica, su cui ho scritto in questi anni fiumi di parole per farlo conoscere e amare. In particolare, qui potete guardare il trailer realizzato sul mio ultimo libro dedicato a lui, “Rosario Livatino – La giustizia esige l’amore” che trovate in edizione di carta ed ebook su Amazon (leggete l’estratto gratuito qui).

Grazie per la vostra affettuosa attenzione.

Vi saluto con un grande abbraccio.

La vostra amica,

Maria Amata

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Uno strumento utile per la tua vita quotidiana

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Il dolce tempo d’autunno continua il suo corso e scrive nel mio cuore. Scrive giorni di quiete e di silenziosa bellezza.

Io amo l’autunno, è una stagione così introspettiva, induce a guardare dentro di sé, ad attivare uno sguardo profondo nella propria interiorità dove si celano i tesori più nascosti e segreti.

È un tempo dell’anno che custodisce molti segreti in fondo all’anima.

È bello passeggiare sulla riva del mare, verso sera, quando l’avvolge la luce che pian piano tramonta, oppure addentrarsi lungo i sentieri di un parco in città, con le foglie degli alberi che a poco a poco si arrossano e prendono le sfumature bellissime, tipiche dei colori dell’autunno, prima di cadere con volo lento dai rami quando hanno terminato il loro ciclo, per accartocciarsi a poco a poco sotto i nostri passi scricchiolando, e noi sappiamo allora che si stanno preparando giorni freddi che non tarderanno ad arrivare, nel ciclo non lontano dell’inverno.

La natura ci insegna molto, sulla vita e sulle stagioni. Che non sono solo quelle della terra, ma anche della nostra vita, delle nostre anime.

Una “zona di confine”

Così “caldo” nei suoi meravigliosi colori autunnali, così dolce ed introspettivo, questo tempo è una “zona di confine”.  Ci insegna a nutrire la pazienza e a percepire la bellezza segreta che si nasconde dietro le cose.

È il momento perfetto per imparare questa tecnica di cui oggi ti voglio parlare.

Ogni stagione dell’anno, in verità, è buona per impararla e per iniziare a praticarla, in relazione ai benefici che si ottengono, copiosi e sicuri.

Ma questo tempo, che spinge molto alla riflessione, ad uno sguardo profondo rivolto all’interno di noi stessi, direi che è perfetto per iniziarla e per introdurla nella tua routine quotidiana.

Ho scritto questo post per spiegartela passo passo: si tratta della scrittura del mattino.

Questa tecnica che ti propongo è un esercizio estremamente utile per te e voglio subito rassicurarti su un fatto: non devi essere un poeta o uno scrittore professionista per cimentarti in questa impresa.

Se stare davanti a un foglio bianco ti mette a disagio perché pensi di non essere in grado di fare questo esercizio, voglio chiarirti, prima che tu continui a leggere questo post, che non ti devi accostare alla scrittura come a qualcosa di magniloquente e originale, ma come a uno strumento utile per la tua vita quotidiana, qualcosa che ti consente di liberarti di quelle zavorre emotive che ti imprigionano senza che tu ne abbia consapevolezza.

O forse di qualcosa ti sarai già accorto, qualcosa lo hai intuito dentro di te, ma non hai trovato le risposte, non avendo gli strumenti adeguati per farlo.

Ti sarà infatti capitato più di una volta, se non addirittura tutti i giorni, di ritrovarti ingolfato, per non dire oppresso, da tanti pensieri, ansie, preoccupazioni, che tolgono serenità al tuo vivere quotidiano.

Il più delle volte queste angustie cominciano fin dalle prime ore del mattino. È un’inquietudine simile a un sottofondo che dà una bassa tonalità alle tue giornate, e non sai neppure tu che cosa sia di preciso però ne vedi gli effetti invalidanti sul piano psicologico ed anche fisico.

Si tratta semplicemente di spazzatura emotiva. Te ne devi liberare, ma in questo caso non puoi utilizzare i sacchetti dell’immondizia come fai con la spazzatura normale, residui di cibo e oggetti inutili.

La spazzatura emotiva è un’altra cosa.

Come fare a liberarsene?

Seguendo i suggerimenti di Julia Cameron, insegnante di creatività spirituale. La pratica delle pagine del mattino è  facile da imparare, ed è anche molto semplice da mettere in atto, assimilandola alle tue abitudini giornaliere.

Perché non incominciare da subito? Ti bastano solo quindici minuti al giorno.

Come si devono scrivere queste pagine?

Si scrivono appena svegli, uscendo dalle brume notturne, e senza pensare troppo al contenuto di quello che si sta mettendo giù sulla carta. Servono quindici minuti, un quaderno a righe o a quadretti, una penna e tre pagine da scrivere ogni giorno, senza mai saltarne uno.

Questo è un sistema collaudato e che funziona molto bene, è facile e non porta via tanto tempo, appena un quarto d’ora al giorno, però i risultati sono grandi e allora vale la pena svegliarsi 15 minuti prima per poterlo fare tutte le mattine, non credi?

Chiunque scriva fedelmente le pagine del mattino sarà guidato a un contatto con una sorgente di chiarezza interiore.

CHI SONO

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Haruki Murakami: le parole creano ponti

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

*

“Shimamoto, ci rivedremo ancora?”
“Forse” disse lei. Sulle sue labbra apparve un lieve sorriso, come un fumo sottile che si leva in una tranquilla giornata senza vento. “Forse.”

*

Haruki Murakami mi riconcilia col mondo.

Ogni volta che prendo in mano un suo libro, come al solito letto e riletto tante volte, mi riprometto di andare avanti solo per due o tre pagine e poi invece sono lì a divorarlo per ore, e mi sembra di non averlo letto mai, e non mangio, non bevo, e non vado neppure al bagno… ma, soprattutto, mi viene una gran voglia di scrivere, mi accende dentro il motore della scrittura, e le parole si affollano tutte assieme, vogliono uscire, avere corpo e sostanza, diventare storie.

Perché le parole che lui scrive creano ponti, su cui passano le emozioni, i dolori condivisi e i pensieri, una geografia di sentimenti, impalpabile e universale.

Oggi ho riletto “A sud del confine, a ovest del sole“.

Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un’abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c’è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo.

Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un’altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi – è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l’esperienza – quando ormai la vita l’ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell’altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole.

“Le illusioni di un tempo non mi avrebbero più aiutato, non avrebbero più creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai, e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte le mie forze quest’opera. Forse”.

È una storia che afferra il cuore, e che soprattutto fa riflettere.

Se ne esce molto cambiati, perché ciascuno di noi ha avuto un’infanzia e dei sogni, dei sentimenti e delle aspettative che non si sono realizzate. E sono lì, in un angolo oscuro della nostra anima, e ne portiamo le ferite, e dove un tempo c’erano delle ferite adesso ci sono delle cicatrici, che ogni tanto sanguinano.

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Mi occupo di spiritualità e crescita personale integrale. Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Un re fu battuto a scacchi

scacchi

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

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“Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle.” (W. Churchill) 

*

Un re fu battuto a scacchi da un suddito e allora gli disse: “Chiedimi quello che vuoi”.

Quello rispose: “Solo un chicco di riso… che raddoppi però a ogni casella della scacchiera”.

Il re pensò tra sé e sé di essersela cavata con poco, però alla fine non bastò tutto il raccolto del regno per quel suddito scaltro.

Che cosa vuol dire?

Credo che ci sia molto da imparare da una storia come questa… ve ne siete accorti?

Non bisogna mai sottovalutare le cose, specie le più minuscole, quasi invisibili, che possono al contrario metterci fuori gioco, in seria difficoltà.

Sono quelle cose che poi ci costringono alla fine ad uscire dalla nostra zona di comfort, da cui noi davvero non usciremmo mai se non accadesse qualcosa che rovescia ogni nostra prospettiva.

Da diciotto mesi a questa parte è quello che ci sta succedendo.

Lo scontro con questa dura realtà, la pandemia da coronavirus che, a livello collettivo, da un lato ci coinvolge e mina le nostre sicurezze e ridisegna la nostra vita, dall’altro ci permette di crescere, di diventare meno superficiali, di ritornare a dare valore a ciò che veramente ha valore.

Le cose essenziali.

“Le cose che catturano il cuore”, come scriveva Winston Churchill, che poi sono le sole da seguire. Per il nostro vero bene, per la nostra felicità.

Noi che studiamo le stelle e il movimento dei pianeti – mi ci metto anch’io che non sono un’astrologa di professione ma una studiosa di psicologia nel solco di Jung -, noi tutti avevamo visto che il 2020 sarebbe stato un anno di grandi cambiamenti e che avrebbe fatto da spartiacque fra il vecchio e il nuovo.

Un anno necessario, anche se molto duro.

A cui ha fatto seguito un 2021 ugualmente duro e difficile, ma necessario anch’esso. Necessario per evolvere, per lasciare vecchi schemi di pensiero e di comportamento.

Tante persone, mi accorgo, sembrano invece aver perso l’uso della ragione e si muovono egoisticamente seguendo le proprie pulsioni interiori, in un processo di negazione della realtà che evidenzia una profonda immaturità emotiva.

Ma in questo momento quello che ci accade invece ci vuole dire un’altra cosa, una cosa importante: ci vuole dire che noi abbiamo bisogno di riflettere sul senso della vita, e di capire che siamo tutti legati, gli uni agli altri.

E, di conseguenza, non possiamo pensare solo in modo egoico e superficiale (il nostro godimento, quello che a noi piace) ma sarebbe bene sviluppare un vero, autentico senso spirituale che ci aiuti a modificare le nostre priorità per comprendere fino in fondo il mistero della vita che ci è donata, giorno dopo giorno.

E che non è affatto scontata: è un miracolo. Ma ci pensate?

*

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e sono un’autrice di romanzi e di storie per il teatro e il cinema. Ho scritto anche biografie, testi di saggistica e poesie. I miei libri fino a oggi sono stati tradotti in numerose lingue: inglese, francese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, medicina naturale, psicobiologia e psicosomatica, arteterapia e scrittura creativa.

Mi occupo di spiritualità e crescita personale integrale. Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

Ottobre, il coraggio di ascoltarsi dentro

di MARIA AMATA DI LORENZO

Siamo nel bel mese di ottobre!

Ottobre è un mese che amo molto, un mese affascinante, ricco di suggestioni, di dolcezze autunnali, di riflessioni spirituali.

È il mese legato all’archetipo della Bilancia, che simbolicamente rappresenta la Giustizia ma anche la Relazione.

Siamo chiamati ad ascoltarci “dentro”, a ricalibrare dove necessario quelli che sono i valori portanti della nostra vita, a capire se siamo aderenti al nostro sentire, quello vero, e a interrogarci veramente nel profondo.

La Bilancia, che è il secondo archetipo dei segni d’Aria, ci parla di quel viaggio assai difficile che noi compiamo nella vita insieme a un altro, insieme agli altri: ci parla di relazione.

È questa l’essenza della nostra vita. Tutta la nostra vita è relazione, se ci pensi bene. Da quella con la mamma, relazione primigenia, già presente nel grembo materno prima ancora di nascere, alla relazione con i fratelli, i parenti e gli amici, i colleghi di lavoro, le persone che amiamo e con cui condividiamo la vita.

Anche quella con Dio è una relazione, sia che si creda e sia che ci si professi atei.

La relazione è il fulcro della nostra esistenza ed è ciò su cui ci fa riflettere questo mese di ottobre.

Quanto siamo veri? Quanto siamo onesti? Quanto siamo congruenti?

La risposta sta dentro di noi, sta dentro di te.

Ti invito a cercarla, e a non scantonare come saresti tentato di fare. Perché è la cosa più facile di questo mondo fuggire, ingannare e anche autoingannarsi.

La cosa più forte, invece, la più tosta, ma anche altamente evolutiva, è fermarsi per comprendersi “dentro”, per essere sinceri con se stessi, così da poterlo poi essere anche con gli altri.

E poi trasformarsi, avere il coraggio di cambiare il sentiero, e nutrire in profondità il cuore.

Ti auguro in questo mese di navigare verso la sincerità per trovare il tesoro ancora nascosto della gioia vera che ti aspetta.

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e sono un’autrice di romanzi e di storie per il teatro e il cinema. Ho scritto anche biografie, testi di saggistica e poesie. I miei libri fino a oggi sono stati tradotti in numerose lingue: inglese, francese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, medicina naturale, psicobiologia e psicosomatica, arteterapia e scrittura creativa.

Mi occupo di spiritualità e crescita personale integrale. Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.

La nostra sostanza spirituale

 

di MARIA AMATA DI LORENZO

 

Secondo te, noi siamo dei corpi che hanno dentro un’anima o siamo anime che rivestono un corpo di carne? A sentire la maggior parte delle persone sembrerebbe vera la prima ipotesi.

Le persone, tu ed io, ci identifichiamo con il nostro corpo. Pensiamo di “essere” il nostro corpo, e dell’anima sappiamo ben poco, per la maggior parte della nostra vita.

Fino a quando succede qualche cosa, un processo di maturazione lenta oppure un evento all’improvviso, che ci pone davanti un’altra realtà: noi non siamo dei corpi che dentro hanno quella cosa che si chiama “anima”.

Noi siamo delle anime, siamo esseri spirituali che vengono qui sulla terra per fare un’esperienza fisica, materiale, prendendo un corpo. Il corpo è il nostro “veicolo”.

Non dimentichiamo mai perciò la nostra sostanza spirituale, e non dimentichiamo mai i nostri primi e più grandi amici sulla terra. Essi sono i nostri Angeli Custodi.

Li festeggeremo tra pochi giorni, il 2 ottobre, ma in realtà loro stanno sempre accanto a noi, perciò non ce ne ricordiamo solo nel giorno solenne della loro festa!

Un angelo per amico

Che cosa meravigliosa è avere un amico come l’angelo custode! Così presente e sollecito ai tuoi bisogni, così vicino a te che appena lo chiami accorre e ti aiuta nelle piccole beghe o paure di ogni giorno.

Tu non sei mai solo, gli altri possono abbandonarti, presi dal loro egoismo, dalla loro superficialità, dai loro sentimenti volubili. L’angelo no, lui è accanto a te, ma se non lo chiami non viene in tuo aiuto, perché rispetta al 100 per cento la tua libertà.

Così se tu non credi in Dio, che ha posto un angelo al tuo fianco per tua custodia e difesa, non potrai mai sentire la sua presenza e lui se ne resterà lì con le mani in mano, inoperoso, per tutto il tempo della tua esistenza, però se tu lo chiami, credimi, lui non se lo farà ripetere due volte!

I potenti e amorevoli aiutanti del Cielo

Quante volte ti sei sentito solo? Quante volte hai pensato che nessuno ti aiutava, che nessuno ti voleva bene e ti sosteneva nelle tue fatiche quotidiane, e scacciava la tua tristezza?

Capita a volte che ci sentiamo così: soli e abbandonati. Ma la verità è che noi non siamo mai soli. C’è sempre un angelo accanto a noi, che ci protegge e ci guida. È il nostro angelo custode.

Ma non è il solo a proteggerci se gli chiediamo di farlo. Altri potenti e amorevoli aiutanti noi abbiamo in Cielo. Sono angeli di gerarchia superiore e si chiamano Arcangeli.

Sono Michele, Raffaele e Gabriele e li festeggiamo il 29 settembre.

Michele è il Principe delle milizie celesti e nel mondo invisibile, quello che noi chiamiamo Cielo, ha una missione molto importante: guida la Compagnia della Misericordia che ha il delicatissimo compito dei “salvataggi”.

Raffaele è l’Arcangelo della guarigione e il suo nome significa “medicina di Dio”. Ci insegna quando stiamo male ad affidarci al nostro Creatore che è la fonte di ogni guarigione per noi.

Gabriele è l’Arcangelo Messaggero ed è lo scriba celeste, protegge gli insegnanti e i comunicatori, chi mette i suoi talenti al servizio degli altri. L’Arcangelo Gabriele annunciò la nascita di Gesù e di Giovanni Battista e lo troviamo pure nella tradizione islamica dove è l’angelo che appare al profeta Muhammad per rivelargli il Corano.

Questi potenti e amorevoli aiutanti del Cielo sono sempre vicini a noi. Abbiamo tutto da guadagnarci se impariamo a pregarli, a ringraziarli, se coltiviamo nel nostro cuore affetto e riconoscenza per loro, saranno nostri amici imperituri!

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e sono un’autrice di romanzi e di storie per il teatro e il cinema. Ho scritto anche biografie, testi di saggistica e poesie. I miei libri fino a oggi sono stati tradotti in numerose lingue: inglese, francese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

Ho lavorato per più di vent’anni come giornalista e come autrice e consulente editoriale, e ho diretto corsi di scrittura creativa. Laureata in Lettere Moderne, dopo aver studiato presso la Scuola di Giornalismo di Urbino, mi sono specializzata in Marketing e Comunicazione e successivamente ho approfondito il campo della cosiddetta “relazione d’aiuto”, studiando psicologia e counseling, medicina naturale, psicobiologia e psicosomatica, arteterapia e scrittura creativa.

Mi occupo di spiritualità e crescita personale integrale. Per regalare alla tua anima spazi di riflessione e di bellezza ho aperto il mio blog: si chiama “Il posto delle anime sensibili”. Ho aperto questo luogo nel web per costruire ponti di amicizia, e per questo ho voluto creare anche la mia newsletter: ti accompagnerà lungo il cammino – bello e difficile – della vita con piccoli semi di felicità, consigli, novità, riflessioni sempre in punta di penna. Ti iscrivi qui.