I benefici della prima luna calante d’autunno

benefici luna calante autunno

 

di MARIA AMATA DI LORENZO 

 

Sta per arrivare ufficialmente l’autunno… lo sai, vero? Anche se però l’equinozio quest’anno (come già è avvenuto nel 2018) non cadrà proprio il 21 settembre, ma il 23, e segnerà la fine dell’estate nel nostro emisfero boreale.

Le ore del buio e quelle della luce avranno lo stesso arco di tempo perché la durata del giorno e quella della notte sarà costituita dallo stesso numero di ore. Questo è appunto il fenomeno dell’equinozio, quando i raggi del Sole cadono perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra. Per noi sta a significare la fine dell’estate e l’ingresso della stagione autunnale. Nell’emisfero australe invece va ad incominciare la primavera.

L’autunno ci evoca chissà perché l’idea della perdita, per via forse della natura intorno a noi che si spoglia a poco a poco e ci trasmette a volte un senso di malinconia, ma in realtà – se lo vediamo da un altro punto di vista – l’autunno è una stagione di abbondanza. La natura stessa ce lo insegna: c’è la raccolta della frutta, delle olive, c’è la vendemmia.

Dovremmo imparare a non vedere le cose come sovente facciamo noi, sempre dal lato della scarsità, ma al contrario della ricchezza, non di quello che ci manca (perché qualcosa che manca ci sarà sempre) ma di ciò che c’è intorno a noi e c’è in abbondanza… non lo credi anche tu?

Vivremmo meglio i nostri giorni, con quella consapevolezza che ci rende liberi e con la saggezza spirituale che ci fa assaporare la vita in tutte le sfumature, anche le più piccole, che sono ricche di significato per noi se le sappiamo vedere.

Questi sono anche i giorni della luna calante e io ti consiglio vivamente di approfittarne, durerà fino al 27 di settembre e va a segnare un tempo ideale per fare alcune cose piuttosto importanti per il nostro benessere fisico ed emotivo.

È questo il momento ideale per depurarsi e per mangiare in modo più sano, introducendo nella dieta giornaliera molte verdure, sia cotte che crude, e bevendo acqua non gassata ma naturale di bottiglia (almeno un litro e mezzo al giorno).

È il momento ideale per fare lo scrub del viso e del corpo, esfoliando la pelle ed eliminando in questo modo le cellule morte, e per le donne è tassativo approfittarne per fare la depilazione, dato che i peli poi ricresceranno più lentamente. Ma non è il momento ideale per tagliare i capelli, perché appunto ricrescono più radi (per averli forti bisogna tagliarli con la luna crescente).

È il momento ideale per lasciar andare tutte le cattive abitudini, soprattutto i pensieri di rabbia e di risentimento, le vecchie cose che rimugini dentro da anni, è tempo di lasciare andare i vecchi schemi legati al tuo passato, le cose nella tua vita che hanno bisogno di essere perdonate. Vanno comprese, perdonate, e poi rilasciate.

Sono giorni di liberazione e di rigenerante purificazione, fuori e dentro di te, se tu lo vuoi. La luna calante ti aiuta in questo, trattandosi di un processo naturale. Perché come certo tu sai, le fasi lunari hanno un riscontro, una sorta di rispecchiamento con le cose della terra. Qui a Venezia ci accorgiamo facilmente di questo riscontro perché quando accade il fenomeno dell’acqua alta esso coincide con un cambio di luna, dal momento che la luna governa le maree.

Anche noi internamente siamo fatti per il 70 per cento di acqua, perciò il nostro organismo è in risonanza con il fenomeno delle fasi lunari.

In luna calante, che questo mese ha preso il via il 15 di settembre per terminare il 27 (ci sarà infatti la luna nuova il 28 settembre), vanno molto bene anche le operazioni di decluttering e pulizia dei nostri ambienti. Se ti metti a pulire la casa la farai diventare linda come uno specchio impiegando meno tempo e meno fatica degli altri giorni.

È anche il momento ideale per mettere ordine tra le scartoffie, per buttare le carte che ingombrano i cassetti, per riordinare gli armadi e decidere di dare via quello che ormai non usi più, magari per regalarlo a chi è meno fortunato di te.

La gentilezza del tuo cuore verrà ricompensata.

 


MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


 

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Settembre, il tempo dei nuovi inizi

settembre, il tempo dei nuovi inizi

 

di MARIA AMATA DI LORENZO 

 

Con il mese di agosto che se n’è appena andato, anche l’estate irrimediabilmente si allontana… C’è un’indefinibile malinconia, ed anche un’indefinibile dolcezza, in questa stagione che tramonta, non ti pare?

Non ti sembra di sentirti come se fossi sulla soglia di un nuovo inizio?

Comincia oggi il nuovo anno sociale ed il primo di settembre è una specie di primo dell’anno. Tutto riprende, tutto riparte. Ed è tutto un fiorire di idee e di progetti, tutto un mettere a punto splendidi nuovi propositi.

Tutto può succedere. Perché tutto si rimette in moto. Idee, sogni, desideri. In questa terza parte dell’anno ogni cosa riluce di novità e noi possiamo farla accadere.

Qualcosa che si attende

Questo mese di settembre che comincia oggi è senza ombra di dubbio “il mese dei nuovi inizi”, quasi fosse una prova generale del primo dell’anno. Succede infatti che tornando dalle ferie e riprendendo il lavoro di ogni giorno, le nostre occupazioni abituali, ci si senta come sospesi su qualcosa che si attende con un misto di speranza e di sorpresa.

È il passo lento di settembre, che ci invita a riportare al centro le cose che per noi sono importanti, i nostri sogni, i progetti del nostro cuore. E che spesso usa lo strumento, sempre infallibile, dell’insoddisfazione per metterci queste cose sotto gli occhi, altrimenti noi andremmo avanti, avanti e sempre avanti, con il pilota automatico, senza capire nulla, e senza accorgerci neppure della nostra insoddisfazione, oppure provando ad anestetizzarla con false gioie, con falsi riempitivi che non ci nutrono davvero “dentro”, dove noi abbiamo più bisogno di essere nutriti.

A settembre, come succede anche ai primi di gennaio, si è presi da una grande euforia, da un voler cominciare tante cose ma poi il rischio è di non portarne veramente a termine nessuna. Perché? Perché accade così spesso che i bei propositi e i progetti del primo di settembre naufraghino esattamente come quelli del primo dell’anno?

Perché sono troppi. Perché sono esagerati. Perché sono irrealistici.

Come puoi pensare di fare in un mese quello che non hai mai fatto per tanti anni? Se fai così, parti di sicuro col piede sbagliato. Come fare allora per ripartire col piede giusto?

Inizia da una cosa, una soltanto. E non abbandonarla, non stufarti, non mollarla, finché non l’hai realizzata compiutamente, soltanto allora volgiti a un altro progetto messo in cantiere, quello che è il numero due della tua lista di proponimenti.

Il cassetto dei tuoi sogni

Che cosa tieni nascosto nel cassetto dei tuoi sogni? Che progetto o programma vorresti realizzare fin da subito in questo mese di settembre?

Le abitudini sono la chiave del cambiamento.

Ma le abitudini sono difficili da cambiare, come è difficile acquisire nuovi stili di vita. Un nuovo modus vivendi, infatti, non lo realizzi dalla sera alla mattina. Occorre costanza, ripetizione.

Non è necessario però per te fare dei grandi sconvolgimenti, potresti non essere in grado di modificare in modo profondo e radicale la tua esistenza e ciò potrebbe causarti molto dolore, stallo e frustrazione.

Basta che tu cominci a introdurre una cosa, una cosa soltanto.

 

settembre secondo littleword

 

Un segreto nascosto in fondo alla tua anima

Basta che tu cominci a introdurre una cosa, una cosa soltanto, che magari volevi fare da mesi, se non addirittura da anni, e ti è mancato sempre il tempo, il coraggio, e la forza di volontà per dire: “Bene, adesso io la incomincio, adesso la faccio!”

Che cos’è questa cosa? Solo tu lo puoi sapere.

Questa piccola e bella novità che dà gioia al tuo cuore è un segreto nascosto in fondo alla tua anima.

Potrebbe essere imparare a suonare uno strumento musicale, oppure a dipingere, o magari decidere di spegnere la TV la sera per poterti dedicare alla lettura di qualche buon libro, che nutra il tuo spirito e la tua fantasia.

Potrebbe essere il cominciare ad adottare uno stile di vita più sano: mangiare meno e meglio, dormire 7-8 ore di fila, fare attività fisica all’aria aperta.

Potrebbe essere l’avvicinarti a rigeneranti pratiche spirituali come la meditazione e la preghiera, a cui ti potrai accostare gradualmente, un poco alla volta, specie se non l’hai fatto mai in vita tua e senti al riguardo un certo impaccio. Presto però ne assaporerai i benefici.

Non è mai troppo tardi

Cambiare le cose in modo creativo introducendo qualche novità può farci molto bene, lo sapevi? Questo processo di sperimentazione è rigenerante per la nostra psiche.

E lo sai? Non è mai troppo tardi per poter fare ciò che ci piace e che ci rende felici.

Inizia da una cosa, una soltanto.

A partire da adesso e per tutto l’autunno, in vista del nuovo anno che verrà, devi capire quali sono i tuoi obiettivi ed i passi giusti da compiere.

Devi capire:

  • cosa iniziare
  • cosa rivedere
  • cosa potenziare
  • cosa eliminare.

Questo è molto importante.

Pianifica allora la tua ripresa passo passo e non cedere alla pigrizia, allo strascico di fine estate che ancora ti vorrebbe immerso nel bel dolce-far-niente, ma concediti nuovi inizi, dentro e fuori.

 

iniziate dall'amore non vi è cosa più grande

 

Un viaggio nel profondo di te stesso

Apri il tuo cuore a nuove cose: sai già in che direzione vorresti andare? Se non conosci la vera, reale direzione del tuo cuore nessun vento ti sarà mai favorevole.

Ma il cuore purtroppo, lo sai anche tu, non è mai veramente libero di volare negli spazi della sua fantasia, tante volte invece è oppresso da mille fatiche, paure, costrizioni.

Non sempre, infatti, siamo pronti per ricevere quello che desideriamo, ed è per questo che ci è necessario lavorare su noi stessi.

Questo lavoro interiore, che è abbastanza difficile da portare avanti da soli, privi di accompagnamento, favorisce un grande e benefico rilascio emozionale, che coincide con una presa di coscienza e di autoconsapevolezza che porta con sé, non di rado, il bisogno di allontanarsi da persone o da situazioni che non sono più in linea con i valori profondi del nostro essere.

Un viaggio nel profondo di noi stessi è forse il regalo più bello che possiamo farci, per non sprofondare nella noia, nell’inquietudine e nella fatica della nostra esistenza quotidiana e per ritornare ad avere fiducia nel futuro (se ti interessa approfondire clicca su questo link).

Dice un proverbio arabo: “Lancia il tuo cuore davanti a te, e corri a raggiungerlo“.

Ecco, io ti auguro proprio questo. Ti auguro una buona ripartenza e il coraggio di vivere la vita che il tuo cuore veramente desidera.

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MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


 

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Dieci candeline per il mio blog

Era un pomeriggio d’estate di dieci anni fa, quando aprii il mio blog personale. Si chiamava in un altro modo ed alloggiava su un’altra piattaforma. Mi affacciavo allora sul web “mettendoci la faccia”, e non sapevo dove mi avrebbe portato questa mia scelta. Il mio blog poteva sparire dopo un mese o poco più, oppure sopravvivere nel mare magnum del web, non dipendeva da me ma dai miei lettori. Che incominciarono ad arrivare, sempre di più, ed arrivò anche la mia prima newsletter.

Quanto tempo è passato!

E in questo tempo io ho sperimentato una cosa molto bella, che adesso ti voglio raccontare: ci sono dei lettori (non mi piace chiamarli followers, per me sono amici) che da dieci anni mi seguono ininterrottamente, che hanno letto tutte le mie mail e i miei libri, e che non si sono mai cancellati, neanche quando io, cambiando piattaforma, ero costretta a richiedere di nuovo l’iscrizione alla mia newsletter.

Puntualmente loro si re-iscrivevano.

Ci sono stati invece nel corso degli anni quelli che hanno scelto di non ripetere l’iscrizione, quelli che si sono persi lungo la strada, ci sono stati anche quelli che dopo essersi cancellati hanno deciso di ritornare sui loro passi e si sono iscritti nuovamente alla mia newsletter, pentiti di averla (e di avermi) abbandonata… e poi ci sono stati loro, i fedelissimi, quelli che non hanno mollato mai!

Come posso dire la mia gioia?

Ringrazio di cuore tutti gli iscritti e le iscritte, sia quelli dell’ultima ora così come quelli arrivati tanti anni fa… un grazie dal profondo del cuore!

 


MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


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Nel cuore dell’estate

 

 

Nel cuore dell’estate

di Maria Amata Di Lorenzo

 

Siamo giunti nel cuore dell’estate ed il caldo di questi giorni è una bocca di fuoco che sputa calore dal cielo. È il momento di riposare davvero, di staccare la spina. In pace e tranquillità.

Dimmi, come stai trascorrendo la tua estate?

In questi giorni io leggo molto, cercando di recuperare le letture che non ho potuto fare nelle scorse stagioni per mancanza di tempo a causa dei miei molti impegni.

Mi piacerebbe darti qualche consiglio, se me lo permetti, perché so che il periodo delle vacanze in estate è il momento perfetto per leggere con serenità, per porsi in una “immersione profonda” che fa molto bene allo spirito.

Vorrei suggerirti alcuni libri da porre in valigia se sei di partenza per il mare o per i monti, oppure da mettere sul tuo scaffale di casa se rimani in città. Eccoli:

  • Puoi guarire la tua vita, un libro letto da 50 milioni di persone nel mondo: è una pietra miliare dello sviluppo personale che parla di guarigione spirituale, amore e perdono, ed è capace di produrre in chi lo legge una potente trasformazione interiore;
  • Ho vissuto più di un addio, il testamento di David Servan-Schreiber che ti fa innamorare della vita e ti apre il cuore alla comprensione di verità più profonde di cui tu hai sempre sospettato l’esistenza;
  • Il canto segreto di Edith, il libro che racconta l’itinerario di una filosofa, mistica e martire, dall’università al lager, dall’ateismo moderno al Carmelo giardino di Dio (scritto da me, con tanto amore);
  • Quo Vadis, il capolavoro da cui fu tratto un film kolossal rimasto indimenticabile nella storia del cinema, ma il romanzo ti assicuro che è molto, molto più bello.

E a proposito di letture, lo sai che cosa sto leggendo io in questi giorni? Un’opera poderosa, come mai se ne sono scritte nel mondo.

Vuoi davvero conoscerla? Ma, ti avverto, non è per cuori tiepidi, non è per anime ciniche e chiuse ad ogni ragionamento.

Se hai un cuore intrepido allora è per te.

Anche se hai un cuore deluso e “ammaccato”, un cuore ferito dalla vita, è per te, perché sotto il dolore coltivi la segreta speranza di una vita più bella.

Se hai il coraggio e la “resilienza” di leggere i 10 volumi che la compongono (sì, sono 10 volumi, migliaia e migliaia di pagine che quando incominci dici a te stesso “come farò?” e poi invece non vedi l’ora di andare avanti, libro dopo libro), ecco, allora è l’opera giusta per te e da essa tu ricaverai un grande nutrimento per la tua vita.

Non ti tolgo la bellezza della scoperta, clicca qui.

Trascorri delle serene giornate. Te lo auguro di cuore.

Buoni passi nella gioia!

 


MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


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“Ho vissuto più di un addio”, il testamento di David Servan-Schreiber

 

Oggi vorrei parlarvi di un libro e di una persona. Il libro si intitola Ho vissuto più di un addio e la persona è il suo autore, David Servan-Schreiber.

Medico e ricercatore di fama internazionale, David all’età di 31 anni scopre di avere un tumore al cervello, che gli lascia pochi mesi da vivere. Non si arrende, lotta strenuamente, e continua a lavorare, a guarire e dare speranza a tanti pazienti ammalati. Dopo una lunga esperienza negli Stati Uniti, come condirettore del laboratorio clinico di Neuroscienze Cognitive presso l’Università di Pittsburgh, fa ritorno in Francia, ma nel 2010 la malattia si ripresenta, portandolo alla morte all’età di cinquant’anni, nel luglio 2011.

Ma non vi fermate alle apparenze, amici miei, non è affatto una storia triste quella che io oggi vi racconto. Al contrario, è la storia di una grande felicità e di un grande amore. Una vita bellissima. 

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Ho vissuto più di un addio:

il testamento di David Servan-Schreiber

di Maria Amata Di Lorenzo 

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Cosa significa avere trent’anni e un tumore al cervello che ti lascia poco tempo da vivere. Avere una vita, una carriera davanti, che all’improvviso si spezza di fronte al muro invalicabile della malattia. E tu invece quel muro lo vuoi valicare, anzi lo vuoi abbattere, con la cocciutaggine del tuo essere forte e volitivo, e strappare ancora giorni, forse anni, alla morte che ti incalza.

E ci riesci, lottando come un soldato che va in guerra ogni giorno senza stancarsi, e gli anni ritornano, fioriscono di progetti e di gioie, di figli e di libri, e si ammucchiano e diventano quasi venti. Venti anni da vivere strappati alla malasorte.

Il testamento

Venti anni che un giorno racchiudi in un libro e quel libro è il tuo testamento e si intitola On peut se dire au revoir plusieurs fois. E non è una storia inventata, un romanzo, ma una storia, una vita vera, la vita di David Servan-Schreiber.

Una vita, con il suo testamento finale, splendido e struggente, che tutti ora potete leggere, e conoscere, attraverso questo volume, Ho vissuto più di un addio, uscito in Italia con le edizioni Sperling & Kupfer.

Chi era David

Medico e ricercatore di fama internazionale, David era nato a Neuilly-sur-Seine il 21 aprile 1961. Figlio del notissimo giornalista (fondatore de L’Express), scrittore e uomo politico Jean-Jacques Servan-Schreiber, aveva studiato medicina all’ospedale Necker di Parigi, dove nel 1980 aveva aperto un laboratorio di microinformatica con i primi computer Apple II. Quindi, aveva proseguito la sua formazione medica in Quebec, dapprima alla Laval University e poi alla McGill University, dove si era specializzato in psichiatria.

Nel 1991 aveva conseguito un Ph.D. in intelligenza artificiale presso la Carnegie Mellon University, utilizzando le reti neurali per studiare i meccanismi neuronali alla base di patologie psichiatriche come la depressione e la schizofrenia.

Nel 1992, all’età di 31 anni, scoprì di avere un cancro al cervello e riuscì a guarire grazie a numerose cure (chirurgia, radioterapia e chemioterapia).

Ebbe poi una recidiva da cui guarì nel 2000.

Il ritorno in Francia e la morte

Dopo aver lavorato a lungo negli Stati Uniti, come condirettore del laboratorio clinico di Neuroscienze Cognitive presso l’Università di Pittsburgh, fece ritorno in Francia.

Nel 2010 purtroppo la malattia si ripresenta, e in una forma molto più aggressiva, un glioblastoma di IV grado che lo conduce in poco tempo alla morte, il 24 luglio 2011, all’età di cinquant’anni.

Presto o tardi, sarebbe tornato – diceva  lui – potevo ritardare la scadenza, guadagnare degli anni, ma conoscevo la prognosi. Questa ricaduta mi ha spinto a pormi le domande più serie, forse le più importanti, di tutta la mia vita.”

Nel perenne interrogarsi umano – che senso ha la vita, che senso ha la morte – si cela da sempre l’angoscia degli esseri viventi, quella domanda ultima che ci ronza continuamente nella testa come un insetto dentro un bicchiere rovesciato. Perché tutta la vita è una continua domanda di senso, che pochi però preferiscono affrontare a viso aperto, ed oggi noi viviamo talmente intossicati dalle parole e dai finti sentimenti che quando incontriamo una voce profonda e sincera ne restiamo sconcertati, prima, e poi catturati per sempre.

I libri di David

Ecco perché i libri di David Servan-Schreiber, i suoi due libri precedenti, “Guarire” e “Anticancro”, sono stati letti e tradotti in oltre un milione di copie in tutto il mondo, amatissimi dai suoi tanti ed appassionati lettori. Perché David aveva il pregio di porsi sempre con grande trasparenza davanti agli altri, di non nascondersi mai dietro inutili giri di parole.

Aveva una penna molto felice, David Servan-Schreiber, sapeva scrivere, raccontare, e soprattutto sapeva trasmettere non solo sapere, conoscenze scientifiche, ma riusciva anche ad esprimere – con tono sempre profondo e appassionatamente sincero – la propria interiorità.

Ho vissuto più di un addio

E così questo libro, Ho vissuto più di un addio, che è arrivato da poco nelle librerie italiane, è il suo testamento. Ma non c’è nulla di triste o disperato in quello che lui scrive, solo parole d’amore. Un grande amore per la vita.

Non c’è sconfitta, né rassegnazione in ciò che dice, ma pensiero dopo pensiero è come se la notte scesa a tradimento in fondo al cuore si aprisse a poco a poco lasciando entrare il chiarore delle stelle.

“Scoprirmi fragile, mortale, sofferente, spaventato – confessa David – mi ha aperto gli occhi sullo smisurato tesoro della vita e dell’amore. Tutte le mie priorità sono cambiate, modificando la tonalità emotiva della mia esistenza. Mi sono sentito, paradossalmente, molto più felice di prima”.

Perché di fronte al pensiero della fine ogni cosa appare inevitabilmente sotto una luce diversa.

E, riflessione dopo riflessione, David Servan-Schreiber ci mostra come persino la prova estrema della morte possa dare più ricchezza alla vita. E come ogni cosa che facciamo, e tutto ciò che doniamo, ci farà restare per sempre nel cuore di chi ci ama ed amiamo.

Una lieta e appassionata speranza

È un libro che, paradossalmente, pur parlando della malattia e della morte, ci trasmette un grande amore per la vita, una lieta e appassionata speranza.

Una scrittura palpitante, sincera, attraverso cui ci sembra quasi di poter sentire la voce stessa di David che dice, con la fiducia incrollabile che era propria del suo carattere generoso e solare: “Qualsiasi cosa succeda, ho la ferma speranza che questo addio non sarà l’ultimo…”

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MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


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La stagione delle eclissi: cosa vuoi che gli altri non vedano?

La stagione delle eclissi:

cosa vuoi che gli altri non vedano?

di Maria Amata Di Lorenzo

 

Questo mese di luglio 2019 è un po’ particolare. Infatti, ci sono ben due eclissi. La prima, di sole, accadrà domani, 2 luglio, alle ore 19,24. La seconda, di luna, ad appena due settimane di distanza, avverrà nella notte del 16 luglio 2019. Che cosa stanno a significare?

Io sono una studiosa di simboli e di archetipi, secondo gli insegnamenti del grande Carl Gustav Jung, teorico dell’inconscio collettivo e della psicologia del profondo. So che le eclissi sono eventi astrali molto importanti. Il loro impatto è deciso e di lunga durata. Ma non sono presagi di sventura, come si usava pensare nell’antichità.

Le eclissi sono eventi potenti ed altamente evolutivi. Dobbiamo ricordare che tutto è ed agisce secondo il perfetto ordine divino. Non colleghiamo perciò alle stelle ed al movimento dei pianeti nulla di superstizioso, di pauroso. Nell’universo tutto obbedisce a Dio che è il Principio di tutto, ed è Amore Assoluto.

Quello che vivremo in questi giorni sarà per noi un momento di grande svolta.

Le eclissi sono eventi potenti ed altamente evolutivi, che accelerano o rendono evidente un cambiamento che si prospetta necessario per le nostre vite. Possono essere momenti traumatici ma anche costituire una straordinaria opportunità.

Se la nostra volontà è allineata con la nostra mission, va tutto bene. Altrimenti ci sarà qualche “scossone”. Benefico, però. Ci viene a ricordare, infatti, che la nostra mente deve essere sempre in armonia con il nostro cuore, deve esserlo in ogni istante della nostra vita (la disarmonia parla a noi con il linguaggio dell’inquietudine, della tristezza, della malattia).

Quali storie ti stai raccontando da tanto tempo?

Quali maschere stai indossando ormai da lunghi anni per abitudine o quieto vivere?

Cosa vuoi che gli altri non vedano?

Chi c’è veramente dietro quell’uomo, quella donna che corrisponde al tuo nome e cognome? A quel volto che ti appare riflesso nello specchio del bagno la mattina appena ti svegli?

Adesso è il tempo di fare silenzio e luce dentro di te. Tempo di aprire il cuore. Di ascoltare la tua voce interiore. Che cosa ti vuole dire?

La verità fa capolino dentro di te ed illumina le zone d’ombra. Qualcosa deve morire perché qualcosa possa nascere.

È un momento di grande svolta.

Le due eclissi di questo luglio 2019 porteranno a termine tutto quello che noi abbiamo compiuto dal 2007 fino ad oggi ed imposteranno il nostro percorso emotivo da qui fino al 2029.

Molto importante, non è vero?

Certo che lo è. Un’eclissi solare è la Luna che viene davanti al Sole.

Quella che avrà luogo domani è un tuffo nella profondità dell’inconscio e ha dentro di sé una forte spinta propulsiva, che ci sospinge in avanti, mentre la seconda del 16 luglio cercherà di rimandarci indietro.

Questa eclissi di domani coincide anche con il novilunio, che è apertura al nuovo, rinnovamento per antonomasia. Ogni luna nuova, infatti, all’inizio del mese apre un ciclo di vita potenzialmente nuovo, in cui dar vita a progetti ed iniziare cose inedite.

Ma domani c’è, oltre al novilunio, anche l’eclissi di sole, la prima della stagione delle eclissi.

Che cosa vuol dire?

Vuol dire innanzitutto che ci sentiremo chiamati a crescere, a rinunciare al vittimismo.
Siamo invitati a diventare grandi e ad assumerci le nostre responsabilità, a smettere i panni delle vittime e ad affermare il nostro potere personale.

Ci sentiremo spronati a riflettere, a stare in silenzio, a meditare, a scrivere i nostri pensieri su un quaderno, ad immergerci e a rigenerarci nella natura.

Dobbiamo connetterci con la nostra anima, è lì che troveremo le risposte. Non tra la gente, non nei rumori che ci assediano ogni giorno, ma nel silenzio, nella solitudine che ristora.

Ci sentiremo fortemente interpellati ad introdurre degli elementi di cambiamento, di rottura, nella nostra vita.

Vuol dire che solleciterà quei propositi di rinnovamento e di cambiamento a cui noi stiamo pensando già da tempo e che sappiamo essere necessari. Questi daranno la direzione a quello che succederà nelle nostre vite a cominciare dei prossimi mesi.

Dunque, cari amici e lettori, attendiamo con fiducia l’eclissi solare di domani. Non importa se riusciremo o meno a vederla in Italia o in altre parti del mondo, è quello che avviene a livello interiore che conta.

Pianeti ed astri, infatti, non sono mai in se stessi causa di eventi – fausti o infausti – della nostra vita, ricordiamocelo bene, non dobbiamo essere superstiziosi. Dobbiamo comprendere che essi sono dei simboli. Sono simboli di un’energia che ci avvolge e ci sospinge e che siamo sempre a noi a direzionare e a scegliere come utilizzare, in assoluta libertà.

Ho reso l’idea?

Attendiamo perciò con fiducia l’eclissi solare di domani e lasciamoci interpellare nel profondo.

C’è qualcosa che deve essere modificato nel nostro sistema di vita?

C’è qualcosa che desideriamo tanto fare ma che rimandiamo sempre, per una nostra paura o insicurezza?

Pensiamoci bene. Facciamo luce dentro noi stessi.

Non dobbiamo vivere da “addormentati”, ma agire in ogni momento con piena consapevolezza di mente e di cuore.

Siete d’accordo?

Non dimenticate anche in questi giorni di tirare un piccolo bilancio dei primi sei mesi dell’anno 2019 che sono appena trascorsi: come sono andati?

Avete concretizzato qualcosa che avevate fissato come priorità agli inizi di gennaio, con l’arrivo dell’anno nuovo? Oppure vi siete arenati e un po’ persi per strada, tra mille incombenze, pensieri vari, lacci e lacciuoli?

Che ne è stato di tutto quell’entusiasmo, di quel fervore che vi animava all’alba del 2019 nuovo di zecca?

Concedetevi un momento di riflessione (non di autocommiserazione), potete ancora raddrizzare la barra e ripartire, con calma e più realismo.

Forse c’è qualcosa che deve essere aggiustato. Forse c’è bisogno di un cambio di passo. Concedetevelo, questi giorni sono propizi.

Prendetevi una pausa solo per voi, per riflettere e per ripartire.

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MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


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L’amore e il perdono

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L’amore e il perdono

di Maria Amata Di Lorenzo

 

C’è qualcosa che noi non finiamo mai di imparare nella nostra vita: questa cosa è il perdono.

Il perdono è l’altra faccia dell’amore, quella più in ombra, nascosta, la più sofferta.
Sono legati a doppio filo, il perdono e l’amore. Al punto che, come scrivo in questo articolo, di fronte a una situazione di solitudine sentimentale che perdura da tanto tempo se non addirittura da una vita intera, come terapeuta io posso affermare che può essere necessario, al fine di sbloccare questa situazione, l’intraprendere una profonda riflessione sulla propria vita, soprattutto sul proprio passato più lontano, alla ricerca di quelle aree oscure e segrete che hanno necessità di essere comprese per poter poi essere sanificate col perdono.

Partendo sempre dal cuore, e non dalla mente. Il cuore sa, la mente intrappola – e quindi inganna – nelle spire dell’ego, nel conteggio astioso dei torti subiti e nel loro tenace e incessante rimuginìo.

Il cuore no, lui le cose le vede dall’alto, dove tutte le cose si vedono meglio, perché hanno la dimensione del cielo.

È facile il perdono? No, non lo è. Al contrario, è una delle cose più difficili di questo mondo.

È un cammino molto impervio. Il perdono è un processo che può durare a volte molti e molti anni. Ma che ripaga, sempre.

Ripaga in misura piena e traboccante. Ripaga con la salute, anche fisica, ripaga con la libertà.  Ripaga con la saggezza e sì, ripaga anche con l’amore.

Perché l’amore è la cura. L’amore è la medicina più potente che ci sia.

Leggi, se ti va, l’articolo che ti presento qui.

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MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


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Le ferite dei non amati

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Le ferite dei non amati partono d lontano

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Le ferite dei non amati

di Maria Amata Di Lorenzo

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“Con ogni addio impari.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse”.
(Jorge Louis Borges)

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«Non mi ama proprio nessuno…». «Mi è andata male pure questa volta…». «Si vede che era la persona sbagliata…».

Che cosa significano frasi come queste?

Quante volte le abbiamo sentite proferire dagli altri, e chissà quante volte le abbiamo dette noi stessi, o – se non proprio dette – le abbiamo pensate almeno qualche volta nel segreto del nostro cuore.

Che cosa vogliono dire?

Sono il segno di una vecchia ferita mai rimarginata e per questo ancora dolorosa. Sono l’impronta di un bisogno d’amore che col passare degli anni e delle esperienze è però rimasto sempre inappagato.

Non avere nessuno con cui dividere la vita, le emozioni, su cui riversare l’amore e da cui ricevere amore. È una condizione comune a molti.

Molti di noi non si sentono compresi, ma abbandonati, soli pur non essendo mai veramente soli, non amati oppure amati male o troppo poco.

Sentimenti che spesso hanno origini antiche: in un’esperienza affettiva non felice vissuta nell’infanzia, che si è radicata profondamente influenzando tutte le successive relazioni.

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Un meccanismo inconscio

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Pensiamo al caso di un bambino che durante la sua infanzia ha sempre visto i suoi genitori come persone distaccate e poco affettive. Non ci possiamo sorprendere allora se quel bambino crescendo e diventando uomo cercherà una compagna con le stesse caratteristiche: fredda e ambivalente. Che non lo amerà come lui desidera essere amato, con tenerezza e passione e totalità di sentimenti.

Questo meccanismo in realtà non è un atteggiamento consapevole, ma la riattuazione di un modello di affettività appreso durante l’infanzia.

Un meccanismo inconscio, che scava un solco sovente profondo dentro il cuore e genera molta sofferenza per gli anni a venire.

È da lì che allora dobbiamo partire.

Dentro di noi, in una parte molto profonda di noi stessi, inaccessibile alla nostra coscienza, c’è stato un tempo in cui si sono prodotte delle ferite emotive, e queste ferite adesso attendono di essere comprese e risanate.

La posta in gioco, infatti, è molto alta: si tratta della nostra felicità affettiva.

Far finta che esse non ci siano vanifica tutta la nostra esistenza.

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La ferita dei non amati

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E in verità la ferita dei non amati parte da molto lontano.

Comincia da quel giorno – te lo ricordi quel giorno? – in cui tua madre ti dice che piangere è “roba da femminucce”. E tu, anche se appartieni al genere femminile, non te lo puoi permettere: devi essere una dura, per diamine, e affrontare a muso duro la vita.

Niente debolezze, perciò, niente cedimenti, tu devi farti valere e farti strada nella vita. Ed è per questo che lei ti ha allevato a suon di sberle e di sgridate invece che di carezze e di abbracci.

Quelle carezze e quegli abbracci ti mancheranno sempre.

Comincia da quella sera – te la ricordi quella sera? – in cui tuo padre non fa ritorno a casa. E le ore passano torturandoti, ed è una vuota attesa, perché lui non torna e non tornerà. Né quella sera né mai.

E tu non gli potrai mai dire quello che sognavi di dirgli da un tempo infinito e non c’era mai il tempo, no, non c’era mai il modo, né il momento più adatto per farlo.

E adesso c’è una lastra di silenzio nella tua vita, che rimane per sempre incollata alla tua anima. E non basterà un amore, non basteranno una o dieci o cento donne che da adulto incontrerai per infrangere quel silenzio che ti è cresciuto giorno dopo giorno intorno al cuore.

Hai smesso di parlare, passi le giornate con le cuffie attaccate alle orecchie ad ascoltare musica, comunichi soltanto l’essenziale, e non ti aspetti più nulla dalla vita, solo una sequela di doveri e di rimpianti, e non sai cosa significhi la parola felicità.

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Il purgatorio esistenziale

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I non amati – e molti di noi lo siamo o lo siamo stati – vivono sovente in una sorta di purgatorio esistenziale, dove si espia non si sa bene quale pena, con lo sguardo rivolto al passato, a cui si è ancora legati da pesanti catene.

Come spezzare questo carcere emotivo e psichico?

Il nostro passato, a furia di pensarci, di rimuginarci sopra anche mille volte, non ritorna. Ed è un bene che non ritorni, perché in definitiva non esiste più. Esistono soltanto le ombre che si proiettano sul nostro presente.

Dunque, rimaniamo legati a un’ombra? Non sarebbe meglio andare verso la luce?

La luce è il nostro presente. È la vita di oggi, che è l’unica casa da abitare.

Noi non possiamo restituire vita al passato, e neppure sarebbe giusto.

Dobbiamo comprendere le esperienze della nostra vita, anche le più dolorose, analizzarle fino in fondo e non avere paura di riportare in superficie gli eventi dolorosi che ci hanno fatto male. Non dobbiamo seppellirli ma analizzarli, comprenderli e poi lasciarli andare.

Solo così ce ne possiamo veramente liberare, perdonando noi stessi per primi, che è la cosa più difficile da fare, e così infine recuperare, nuovamente intatta, la nostra facoltà di amare e soprattutto di essere amati, di ricevere amore e di riconoscerlo.

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Uscire dal passato con il perdono

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Molti mi domandano se sia mai possibile uscire dalle spire del proprio passato. Sì, a patto di rompere il cerchio. E di scegliere il perdono.

Che non significa dover condonare o giustificare o approvare il dolore ricevuto, ma semplicemente lasciar andare, abbracciare la libertà.

Forse adesso sei molto arrabbiato con i tuoi genitori, per quello che loro non ti hanno saputo dare, per gli anni che hai vissuto male, per il tempo che non ritornerà più e tu lo senti chiaramente dentro di te, lo senti quasi con spasimo e con struggente malinconia, che gli anni migliori se ne sono andati via e con essi anche la vita che non hai potuto vivere nella pienezza della felicità “per colpa loro”.

Ma pensaci bene.

Tuo padre ormai non c’è più da molti anni, ed anche tua madre è morta oppure è molto anziana, è fragile come un fuscello nella sua vecchiaia un po’ penosa, con le sue idee fisse, sempre quelle. Che cosa mai potresti dirgli o dirle ora?

Di che cosa li potresti rimproverare?

Forse loro stessi hanno ricevuto delle profonde ferite nella loro vita, quando erano molto piccoli. In genere è così che succede.

Ci hai mai pensato?

Se è andata così, come avrebbero potuto dare a te quello che neppure loro avevano conosciuto? Come potevano agire in modo diverso se a loro volta non erano stati amati o erano stati amati poco o male, se l’amore vero non era mai entrato nella loro vita?

Pensaci, dunque, e perdona. Perdona e comprendi.

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Perdona e va’ avanti

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È necessario spezzare la catena di dolore che ci lega al passato ed uscire dal carcere emotivo e psichico in cui il rifiuto e l’abbandono un giorno ci hanno rinchiuso, per poter vivere una vita che sia degna di essere vissuta. Sotto il segno dell’amore, quello vero.

E nell’istante in cui tu chiuderai la porta sul tuo passato, perdonando tutte le persone che ti hanno fatto soffrire, non solo tuo padre e tua madre ma tutte le persone che hai amato soffrendo a causa loro, perdonando infine anche te stesso per aver permesso loro di farti soffrire, ti sentirai pronto a ricevere l’amore.

Che è già presente nella tua vita, solo che tu non lo conosci ancora e non lo vedi perché è avvolto in quel cono d’ombra che da tanto tempo sta intorno al tuo cuore.

Lo apri e trovi la luce e il calore che ti fanno stare bene e di cui hai bisogno. Lo apri e trovi tutto l’amore che era lì da sempre ad aspettarti.

 


MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


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Mai ‘na gioia

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Mai ‘na gioia

di Maria Amata Di Lorenzo

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Abito da alcuni anni nel gelido e profondo nord, ma quando ancora vivevo a Roma, la mia città, mi capitò un giorno – mentre camminavo lungo una strada assolata – di essere attratta da una scritta che compariva sul muro di cinta di un palazzo.

Era in stampatello, a lettere cubitali, e diceva: MAI ‘NA GIOIA.

Rimasi a guardarla per un po’, meravigliata di trovare scritto su un muro un concetto che avevo già sentito alcune volte pronunciare da persone sfiduciate al culmine della loro tristezza esistenziale: mai ‘na gioia… ed era sottinteso il seguito di quel pensiero: “nella mia vita non c’è stato mai un giorno felice”.

Ma chi era che aveva scritto quel pensiero sul muro? Impossibile saperlo.

E perché lo aveva fatto? Per effetto della sua profonda tristezza, che tracimava in scontento, e che doveva essere condivisa con quante più persone possibili, con dei passanti sconosciuti…

Un atto di coraggio, di rivolta? Anche, ma soprattutto un atto di consapevolezza.

Una cosa molto buona, tanto più buona, miei cari amici, del finto ottimismo che trasuda da tante bacheche dei social network e dalle riviste patinate che si vendono in edicola.

La consapevolezza è una cosa molto buona perché ci permette di ri-costruire, di rifondare la nostra vita. Ad occhi aperti.

Perciò noi dobbiamo ricercarla attivamente, ponendo insieme e facendo dialogare il pessimismo dell’intelligenza con l’ottimismo della volontà.

La dobbiamo ricercare, mettendo da parte la girandola frenetica dei nostri impegni quotidiani. Non la possiamo trovare, infatti, nel caos delle nostre giornate zeppe di impegni di casa e di lavoro, e poi di diversivi ricercati per non pensare e non far caso al vuoto che ci cresce dentro.

Noi quel vuoto lo dobbiamo conoscere, e lo dobbiamo ascoltare.

La consapevolezza è il primo passo per uscire dalla nebbia dello scontento, è un processo interiore che ci mette davanti alla realtà nuda e cruda perché solo in questo modo noi la possiamo cambiare. Non per lamentarci, non per autocommiserarci, ma per dare un nome preciso a quello scontento e per liberarcene con opportuni salutari cambiamenti.

Fare chiarezza è il primo passo. Fermarsi. Prendersi un po’ di tempo, noi da soli in una stanza, magari con una penna e un foglio in mano.

Sarà un momento di svolta.

Sarà un momento di svolta, amici miei, perché non sarà più sterile lamentela che ci frigge il cuore ma nuova consapevolezza, che giunge a ondate dentro di noi e ci dona un cielo limpido e sereno: la nostra mente centrata e collegata al sentire del nostro cuore.

Solo da lì possiamo ripartire.

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MARIA AMATA DI LORENZO

È una professionista della relazione d’aiuto, specializzata come counselor ad approccio umanistico esistenziale e come terapeuta naturale, formatrice e life coach a indirizzo psicobiologico. È anche autrice di libri e ha pubblicato diverse opere – di narrativa, poesia e saggistica – che sono tradotte e diffuse in otto lingue. 


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