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Maria Amata Di Lorenzo

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Aldilà: la vita di Armando in Cielo

Posted on 18 Marzo 20243 Settembre 2026 by Amata

***

Come reagiresti se una persona cara, che hai perso per sempre, tornasse per parlarti?

È quello che è accaduto a Giuliana dopo la tragica scomparsa di suo figlio Armando.

Mossa dal dolore e dallo scetticismo, Giuliana si è trovata a vivere un’esperienza straordinaria, tra messaggi dall’aldilà e visioni intense.

Attraverso questi contatti, Armando le ha mostrato un mondo oltre la morte, in cui le anime intervengono per aiutare gli altri.

In questo articolo, c’è una testimonianza che tocca il mistero e l’amore puro, offrendo uno spiraglio di luce e conforto per chiunque si interroghi sulla vita oltre la vita.

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aldilà - la vita di armando in cielo

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Aldilà: la vita di Armando in Cielo

di MARIA AMATA DI LORENZO

*

Giuliana racconta

“Sono nata il 27 Agosto del 1921. Nel 1967, esattamente il 29 settembre, ho iniziata la mia prova più dolorosa, la morte di Armando, e dopo qualche mese ho cominciato a sentire delle voci consolanti e piene di dolcezza.

Non credevo che fossero realmente voci, non sapevo che esistevano carismi e tanto meno, anche se lo avessi saputo, non avrei pensato di poterli ricevere io. Credevo in Dio, ma non mi soffermavo molto e neppure poco forse su certi pensieri. Pensavo che più della pratica religiosa fosse importante il comportamento e vivevo una normale vita serena. Questo prima del dolore.

La prima voce fu quella di mio figlio, ma erano tali la nostalgia e il desiderio di rivederlo che pensavo potesse essere un mio inconscio desiderio poterlo ascoltare. Così ogni volta che sentivo la sua voce cercavo di non ascoltarla per timore che non fosse che una mia fantasia, pur non essendo io propensa alla fantasia, ma molto ferma in ciò che è reale.

Mio figlio mi diceva di scrivere quello che sentivo e dopo molte insistenze ho scritte le sue parole con la sua scrittura. Bellissime parole di conforto e di speranza, descrizioni di luoghi non luoghi di felicità e di bellezza.

Io ancora non ero certa che fosse Armando a parlarmi malgrado le sue parole e un giorno Armando mi ha detto: “Mamma, tu non credi che sia io a parlarti, ti verranno mandate per divina permissione altre anime e ti diranno cose che tu non puoi sapere, così capirai che non sei tu a scrivere”.

Sono circa quindici anni che vivo questa realtà e ho incontrata la persona certamente più adatta a capirmi e a capire: padre Gabriele Roschini che è dopo diventato un vero grande amico e che rimpiango veramente anche se qualche volta viene a trovarci dal Paradiso. Padre Roschini leggeva tutto quello che scrivevo e mi diceva: “Stai tranquilla: non è farina del tuo sacco…” oppure: “Non si può cavare sangue da una rapa.”

Io mi rendo conto di non aver nessun merito per un dono così, ma mi è sempre stato detto che non c’è merito ma “strategia di Dio.”

C’è sempre un grande dolore col carisma o di materia o di spirito. E’ inutile che io parli del mio dolore: è mio e penso che non serve parlarne… Nessuno può consolare, soltanto Dio mi ha aiutata, perché Dio può tutto”.

Una donna con i piedi per terra

Quello che hai letto è uno stralcio della testimonianza scritta lasciata da Giuliana Buttini Crescio, una donna che per circa 30 anni ha vissuto un’esperienza straordinaria di contatti con il Cielo, con l’aldilà.

Ti dico subito che Giuliana non era una donna esaltata, ma molto razionale, e con i piedi per terra. E ha faticato molto dapprincipio ad accettare ciò che le stava succedendo.

Giuliana è stata visitata nel corso degli anni da svariati psichiatri e non è stato trovato nulla di strano o di anormale in lei. Non c’era in lei nessuna esaltazione, ed anche nessuna voglia di apparire, di farsi un nome, di avere pubblicità. Infatti, ha condotto tutta la sua vita praticamente nell’anonimato e veramente pochi sono quelli che l’hanno conosciuta.

Tutto è incominciato un giorno di fine settembre del 1967: il figlio Armando, un ragazzo di soli 20 anni, muore, ed è il suo unico figlio. Questa perdita strazia la madre Giuliana in modo inconsolabile.

Succede che dopo qualche tempo Armando si fa vivo con lei, ma invece di crederci Giuliana corre dallo psichiatra: è convinta di essere diventata pazza.

I morti possono tornare?

Possono parlare con noi?

Questo non succede che di rado, noi lo sappiamo, e sempre per un volere di Dio, per uno scopo più alto.

Armando, per divina permissione, e poi anche altre anime, di scrittori, di poeti, di santi, riveleranno le verità del cielo a Giuliana chiedendole di scrivere ogni cosa, di fissare sulla carta queste esperienze.

Una testimonianza su cui riflettere

Armando le rivela che in Cielo lui con altri ragazzi puri ha il delicato compito di venire sulla terra per aiutare le persone in pericolo di morte a scegliere il bene e a ravvedersi per poter salvare le loro anime.

Leggi a tal proposito questa testimonianza di Giuliana:

“Un giorno, dopo aver risposto al telefono, posando il microfono, pensavo a mio figlio: “Armando, cosa fai e dove sei in questo momento?”

Mi sono trovata in una casa di campagna, non saprei dire come ci sono arrivata, perché ero già là, sapevo che c’era una scala, ero al secondo e ultimo piano, nella camera accanto c’erano tante mele sopra ad uno strato di paglia, sentivo anche l’odore delle mele.

Vedevo tutto, ma non vedevo me, ovvero non vedevo le mie mani, né i miei piedi e mi sentivo leggera. Vicino a me c’era Armando e non vedevo neppure lui, sapevo che era lì, lo sentivo e comunicavo con lui col pensiero.

II pavimento della camera era di mattoni, un po’ consumati, c’era un letto con delle fasce di bronzo che formavano dei fiori e lo stesso motivo era sul cassettone. Non ho visti altri mobili, soltanto le finestre con le persiane verdi verniciate più volte, tanto che la vernice formava una crosta, erano un po’ aperte, sostenute da una bacchetta e si poteva vedere un prato.

Nel letto c’era un uomo con i capelli grigi rasati, magro, col naso pronunciato. Sembrava che dormisse.

Il letto era coperto di una sopracoperta di raso lucido blu e le lenzuola erano ben disposte col bordo molto preciso. Non so perché, ma invece di stupirmi ho chiesto ad Armando (col pensiero) perché il letto era cosi ben fatto e lui mi ha risposto che aspettavano il medico. Subito dopo gli ho chiesto: “Cosa fai qui?”

“Mamma, devo suggerire e quest’uomo di pentirsi per poter salvare la sua anima. E’ uno dei miei compiti. Noi, ragazzi puri, aiutiamo gli angeli a suggerire il bene agli uomini.”

Gli ho chiesto che cosa aveva fatto quell’uomo: “Ha venduto un terreno che non dava frutti e ha ingannati i compratori. E’ un grave peccato, gli suggerisco di pentirsi e rimediare fino a che è in tempo.”

Dopo mi sono ritrovata davanti al telefono e non so quanto tempo è durata questa visione. Sono certa che non è stato un sogno, era giorno ed ero ben sveglia. Non ricordo la data di quel giorno, ma ricordo che ho vista l’ora: le undici e mezza e c’era il sole.

Dopo qualche giorno pensavo a quel fatto e ho pensato: “Chissà se quell’uomo si è salvato?”

Mi sono ritrovata in quella stanza, nella penombra, il letto vuoto, le coperte tese. Ho sentito Armando che mi ha detto: “Si è salvata l’anima, si è pentito e ha rimediato.”

Sul cassettone c’era la fotografia di quell’uomo, davanti un lumino di vetro acceso a forma di fiamma e un vasetto con due rose di plastica: una rossa e una gialla”.

La visione di Giuliana si conclude con l’immagine del lumino acceso e del vasetto con le rose. Si conclude con la consolante certezza che quell’uomo è morto riconciliato con Dio e dopo aver rimediato al male che aveva arrecato al suo prossimo.

In Cielo noi lo sappiamo, non si entra se non attraverso la carità, che è il puro amore.

E la vita oltre la vita, la voce dei santi e le esperienze mistiche non sono lontane da noi: sono semi che ancora oggi possono germogliare nella nostra vita di ogni giorno. Nei miei libri dedicati alla spiritualità cattolica e alle vite dei santi ho voluto custodire questi semi, perché possano fiorire anche nel cuore di chi legge. Li trovi qui.

Ricorda: ogni pagina che parla di fede è una porta aperta verso l’eterno. Ogni storia di speranza ci ricorda che anche le nostre ombre possono diventare luce.

Non sei d’accordo?

Per noi è difficile talvolta affrontare questo argomento. Io l’ho sperimentato. Perché il tema della morte, dell’aldilà, del purgatorio, non è qualcosa che si possa affrontare a cuor leggero, e abbiamo la tentazione di metterlo da parte, di non volerci pensare mai. Ma la realtà non cambia. E  l’esperienza del lutto, dei ripetuti lutti come è successo a me, sta lì a ricordarlo.

È successo anche a te? Scrivilo sotto nei commenti o, se vuoi, raccontamelo in una mail, che leggerò come un dono prezioso. Sono una scrittrice sensibile alle storie vere, e so che le cose non accadono mai per caso.

Sappiamo infatti con luminosa certezza che la vita di ciascuno di noi può essere esplorata e trasformata: le ferite, le nostalgie, le ombre che portiamo dentro possono diventare materia di bellezza e forza.

Così ho creato il percorso online Il Cuore nella Penna in cui accompagno chi desidera accogliere queste parti di sé, trasformando anche i sentimenti difficili in consapevolezza e armonia, così che ogni emozione, anche la più complessa, possa riflettersi in luce e crescita interiore. Scoprilo qui.

Come una scrittura che dà voce ai sentimenti più nascosti, ogni passo di cura e attenzione verso noi stessi può rivelare la bellezza silenziosa che abita dentro di noi.

UNA STANZA TUTTA PER NOI

*

Ci sono dei luoghi che non esistono sulle mappe.

Sono stanze interiori, dove possiamo finalmente abbassare la voce, lasciare andare per un momento ciò che il mondo si aspetta da noi e tornare ad ascoltare ciò che ci abita.

Una stanza tutta per noi  nasce per questo.

È una lettera che arriva di tanto in tanto, senza fretta e senza rumore, per condividere pensieri, parole, immagini, storie, libri, intuizioni e piccole scoperte.

Uno spazio per chi ama la profondità, la bellezza, la sensibilità e quelle parti di sé che spesso, nella vita quotidiana, non trovano abbastanza spazio.

Se senti che questa può essere anche la tua stanza, entra.

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ritratto di Maria Amata Di Lorenzo

CHI SONO

Mi chiamo Maria Amata Di Lorenzo e la mia vita è dedicata alle parole che guariscono. Le uso per raccontare storie, per accompagnare gli altri e per trasformare. Scrivo infatti opere per l’editoria, il cinema e il teatro e, con la stessa sensibilità, sostengo le persone nei loro percorsi di crescita personale e creativa.

Scopri di più leggendo qui.

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